la frontiera di cristallo

16 maggio 2012

Dopo la puntata di ieri tutta in diretta dalla Torre Galfa a Milano, oggi ci rifugiamo nei libri, ricordando il più grande degli scrittori messicani, Carlos Fuentes, che ci ha lasciato ieri. Qui il ricordo del critico letterario di NPR, Alan Cheuse, che lo aveva conosciuto, e qui quello di Anthony dePalma per il NYT.

♫ La canzone di oggi era “La frontera” di Lhasa de Sela

Ecco la puntata di oggi:

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#macao

15 maggio 2012

La puntata di oggi è andata in onda in diretta da via Galvani a Milano, ai piedi della Torre Galfa di Ligresti occupata dal progetto collaborativo artistico Macao da più di una settimana e sgomberata alle sette del mattino dalla polizia. Con Martino Iniziato vi abbiamo raccontato da dentro l’assemblea permanente per la strada che man mano durante la giornata si sarebbe trasformata in un momento di confronto con il sindaco e in una vera e propria festa di quartiere.

Ecco la puntata di oggi:

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frescura Walmart

11 maggio 2012

Sapete che ho una passione per le malefatte della grande catena di negozi Walmart (se digitate Walmart nella casella di ricerca qui a destra, trovate tutte le puntate in cui ne abbiamo parlato), anche perché contengono tutte le contraddizioni dei prodotti a buon mercato e della manodopera sottopagata, dei non-luoghi dell’immagazzinaggio e del trasporto, e delle nuove forme mutanti di lotta sindacale. Dopo le storie edificanti sui progetti “verdi” e sostenibili della grande catena – che i blogger/giornalisti indagano con grande passione – cade adesso un vertice del consiglio di amministrazione di MetLife, Eduardo Castro-Wright, ex CEO di Walmart Messico e ora direttore generale dei negozi americani. La ragione – la scoperta di sistematiche tangenti pagate da Walmart per esistere su territorio messicano, in un contesto di estrema corruzione, violenza, e guerra fra cartelli della droga. David Barstow ha ricostruito per il NYT tutta la vicenda di tumulto e insabbiamento.
Intanto Walmart è sotto osservazione anche in Cina – dopo le ispezioni alle fabbriche Foxconn a cui è stata costretta la Apple, Andy Kroll ci mette il naso per il blog investigativo MotherJones.

♫ La canzone di oggi era “Con toda palabra” di Lhasa de Sela

Ecco la puntata di oggi:

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le creature selvagge

10 maggio 2012

Maurice Sendak, il grande scrittore illustratore de “Le creature selvagge”, è mancato in questi giorni. Aveva 83 anni e rappresentava una sorgente dell’immaginario per due generazioni di fumettisti, registi e disegnatori. Alaska aveva dedicato la puntata del 13 ottobre 2009 alla figura di Sendak in occasione dell’uscita dell’adattamento cinematografico di “Where the wild things are” diretto da Spike Jonze. In rete e sui social media il tributo alla sua figura è stato straordinario, a cominciare dall’intervento del popolarissimo scrittore Neil Gaiman, che ha convinto il New Yorker a rendere disponibile anche ai non abbonati la striscia che Art Spiegelman, l’autore di “Maus”, aveva dedicato a una sua passeggiata nei boschi con Sendak. Lo stesso Gaiman ha scritto un post su Sendak sul suo blog, e qui trovate un giro di ricordi raccolto a caldo da Allison Flood del Guardian. Krom mi segnala il documentario BBC su Maurice Sendak, e qui trovate il post che gli ha dedicato il Wall Street Journal.

♫ La canzone di oggi era “Animal” di Karen O dalla colonna sonora del film “Where the wild things are”

Ecco la puntata di oggi:

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il re lettore

9 maggio 2012

(foto di Ed Gaillard)

Mentre prosegue la battaglia fra grandi editori, grandi venditori e antitrust americano per regolare la concorrenza sul prezzo di copertina degli e-book e modificare il modello-agenzia imposto a suo tempo da Steve Jobs, e mentre Google conduce la sua battaglia per difendere i 20 milioni di scansioni di libri messe a disposizione dei suoi utenti, la discussione si incrocia spesso anche con quella sul destino dei giornali, sul diritto d’autore (su cui torneremo presto con un’altra puntata) e sulla mutazione del lettore in epoca digitale. (ricordo a tutti i nuovi utenti del blog che nella casella di ricerca qui accanto potete ritrovare tutte le puntate in cui abbiamo trattato l’argomento, usando le tag “e-book”, “editoria digitale”, “e-reader, “Amazon” ecc).
Leggenda vuole che da quando siamo tutti attaccati a Internet e ai social media, siamo troppo occupati (e intrattenuti) per leggere come prima, e qualcuno di noi potrà anche confermarlo di prima mano. La rete uccide il libro, insomma, e lo pensa anche qualche editore. Ma a fronte di un lettore forte che rinuncia a qualche romanzo per leggere o guardare altro, pare che almeno negli Stati Uniti, il bacino di lettori di saggi e romanzi non abbia fatto che crescere fin da quella che si credeva l’epoca d’oro della letteratura del dopoguerra. Lo dice Alexis Madrigal su The Atlantic presentando gli unici dati comparabili fra loro fin dagli anni Cinquanta, quelli dei sondaggi Gallup. Nel 1952, alla domanda “stai leggendo un libro o un romanzo?”, solo il 18% degli americani rispondeva di sì. E senza alcun calo nei decenni intermedi, nel 2005 a dire di sì erano il 48%, una persona su due (con qualche riserva sull’interpretazione del sondaggio che Alexis ci spiega). Intanto l’industria editoriale produce molti più libri di qualche decennio fa, ma lamenta cali nelle vendite, e difficili rapporti con i venditori online, che invece prosperano fra libro di carta e libro elettronico. Serena Danna ha intervistato Jeff Bezos di Amazon per La Lettura del Corriere della Sera.

♫ La canzone di oggi era “The Magic” di Joan as Policewoman

Ecco la puntata di oggi:

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la trappola

8 maggio 2012

(foto scattata da Mosa’ab el Shamy al sit-in davanti al Ministero della Difesa violentemente sgomberato la settimana scorsa, fa parte del suo – spericolato – diario fotografico pubblicato qui da Alakbar)

Oggi torniamo al “sit-in trappola” di Abbaseya, al Cairo, di cui vi raccontavo l’evoluzione violenta qui la settimana scorsa (nel frattempo sono state arrestate 170 persone che subiranno processo militare e l’esercito ha instaurato il coprifuoco dalla sera al mattino in tutto quel quartiere). Quelli che voglio proporvi sono tre punti di vista piuttosto importanti –  presenti al sit-in, per nostra fortuna, c’erano infatti  alcuni testimoni di eccezione: uno è il grande reporter del Guardian Peter Beaumont (il primo reporter internazionale a seguire la primavera araba sul campo fin dai primi avvenimenti in Tunisia) che mette il suo racconto nel contesto di come l’esercito sta attendendo la transizione dei poteri. Altri due testimoni importanti, El Foulio e Sharif Kouddous, corrispondente per Democracy Now fin dall’inizio della rivoluzione – El Foulio racconta qui la sua esperienza al sit-in e la sua fuga rocambolesca insieme a Sharif. E infine, dagli Stati Uniti per ragioni di lavoro, tuona severamente sul comportamento dei suoi compagni di rivoluzione al sit-in Mahmoud Salem, che conoscete come Sandmonkey.

♫ La canzone di oggi era “One” nella versione di Damien Rice

Ecco la puntata di oggi:

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cosa pubblica

4 maggio 2012

(il muro dei tweet stampati a re:publica)

Oggi ultima delle tre giornate di lavori per re:publica – conferenza e hub della “società digitale” a Berlino. Speaker, incontri, laboratori, gruppi di lavoro in tedesco e in inglese su tutti gli aspetti della nostra vita digitale e della sua dimensione pubblica. Ci colleghiamo in diretta con la Station-Berlin a Kreuzberg dove il supertweep e blogger Tommaso Lana, berlinese di adozione, sta seguendo i lavori.

♫ La canzone di oggi era “All I know” di Fabrizio Cammarata

Ecco la puntata di oggi:

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se morissi domani morirei felice

3 maggio 2012

(due manifestanti baciano un poliziotto al sanguinoso sit-in di Abbaseya, foto AP, via Il Post)

Più di venti morti, decine di feriti, banditi (da sempre prezzolati dalla polizia) che attaccano con armi da fuoco il sit-in di protesta davanti alle truppe dell’esercito schierate a protezione del Ministero della Difesa ad Abbaseya. E’ il Cairo a 20 giorni dalle presidenziali che dovrebbero cambiare la sua storia, con un testa a testa fra Amr Moussa e Foutouh, e metà di coloro che avevano votato Fratelli Musulmani al parlamento che oggi dichiara che non li voterebbe più (mezza nazione segue le sedute parlamentari in tv). E’ un sit-in salafita per protestare contro l’esclusione del candidato Abu Ismail (che oggi si pente di aver chiamato i suoi a manifestare) che diventa un sit-in territoriale di diverse componenti della rivoluzione per chiedere ancora che l’esericot lasci il potere ai civili, e una battaglia selvaggia in cui i militari restano a guardare. A morire, uccisi dai proiettili o con la gola tagliata, sono salafiti, banditi, militanti del movimento di sinistra 6 aprile. Un clima malsano anche fra i manifestanti, che dopo i primi attacchi catturano e picchiano informatori e baltageya. E d’improvviso, al culmine della strage di due notti fa, a proteggere i manifestanti arriva un gruppo di giovani a viso coperto dai passamontagna, armati di mitra, che secondo diversi testimoni si chiamano fra loro con nomi in codice. E’ lo spettro della jihad, che tanto preoccupava il blogger Sandmonkey ai nostri microfoni lo scorso settembre, e che oggi, in partenza per gli Stati Uniti, twitta “non fatevi fregare, Abbaseya è una trappola e state lontani dai jihadisti, quando torno voglio trovare il paese tutto intero”.

Michela Sechi è riuscita a raggiungere Ahmad Eid Al Ajhuri, medico, salafita, che lavora all’ospedale pischiatrico del Cairo e che ha assistito agli scontri di Abbaseya nei giorni scorsi.

Laura Cappon ha incontrato per noi Sultan al Qassemi, emiratino, blogger, giornalista di altissimo livello che segue la primavera araba fin dalle sue prime avvisaglie e uno dei social media editor che più ci sono stati utili in questo anno e mezzo. Sultan si reca sempre più spesso al Cairo e al termine di una conferenza all’American University insieme ad Alaa Abdel Fattah, ci fa un racconto piuttosto personale della sua esperienza.

♫ La canzone di oggi era “Swallowed up (in the belly of the whale”) di Bruce Springsteen

Ecco la puntata di oggi:

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fra vecchio e nuovo

2 maggio 2012

(fotografia di Ilse Bing della fine dell’Ottocento)

Oggi puntata di rientro dopo le giornate del Festival del Giornalismo di Perugia (dove ho raccolto molti materiali che vi proporrò nei prossimi giorni) e dopo la diretta di ieri delle manifestazioni internazionali per il 1 maggio. Al festival fra le parole d’ordine sono spuntate spesso “rivoluzione” (dei media, in questo caso) e “narrazione”. Oggi vi propongo la riflessione italiana che Roberto Bonzio posta su CheFuturo, e la decisione del giornalista Paul Miller di sperimentare un anno senza Internet.

Intanto in Egitto, a 20 giorni dalle presidenziali, il sit-in cominciato dai salafiti (e ora misto) qualche giorno fa al Ministero della Difesa (per protestare contro l’esclusione del candidato Abu Ismail dalle presidenziali, ma in realtà per chiedere che l’esercito lasci il potere) è stato attaccato durante la notte scorsa con armi da fuoco, 6 morti e cifra destinata a salire. Potete come sempre seguire gli sviluppi della situazione su twitter.com/alaskaRP o qui accanto nella sidebar a destra. Nella puntata di domani vi propongo l’intervista che la nostra Laura Cappon ha realizzato proprio al Cairo con Sultan al Qassemi, il più esperto blogger del mondo arabo, che seguiamo fin dall’inizio del 2011 e che si trovava in visita dagli Emirati Arabi al Cairo, dove sta seguendo da vicino gli sviluppi della rivoluzione.

♫ La canzone di oggi era “What’ll I Do” di Lisa Hannigan

Ecco la puntata di oggi:

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#IJF12

27 aprile 2012

(il keynote speech di Andy Carvin al festival del giornalismo)

La puntata in diretta dal Festival del Giornalismo di Perugia edizione 2012, dalla sala delle colazioni dell’Hotel Brufani, ospiti Claudio Agosti che ci spiega il progetto GlobaLeaks e Francesco Costa che racconta la giornata di lavoro della redazione volante de Il Post – e io che vi racconto un po’ di cose del brulicante laboratorio internazionale del giornalismo 2.0.

Ecco la puntata di oggi:

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