vincere paure

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Fate conto che oggi vi canti, come Tiziano Ferro, “perdono!” Perdono per aver pubblicato per errore il post di ieri (lo trovate qui sotto) soltanto ieri nel pomeriggio; è stata una svista, e mi scuso con tutti coloro che sono puntualmente arrivati a visitare il blog e non hanno trovato quello che stavano cercando. Perdono anche per aver realmente aperto la cartella di posta elettronica di Alaska soltanto oggi (altra svista) trovando così un meraviglioso cofanetto di vostri messaggi a cui non avevo risposto. Grazie a tutti quelli che hanno scritto, oggi in onda si dà conto di alcuni dei vostri messaggi, prenderò nota dei link consigliati da voi e cercherò di soddisfare le richieste più strane nei prossimi giorni. Ma veniamo agli argomenti di oggi.

Il primo di novembre è partita la nuova edizione di NaNoWriMo. Anche quest’anno, il decimo dalla fondazione a Oakland nel ’99, migliaia di persone hanno accettato la sfida di scrivere un intero romanzo in un mese. Solo la prima stesura, s’intende, senza revisioni, ma in ogni caso sono 175 pagine, 50 mila parole, circa 1667 parole al giorno, con tanto di trama da inventare. Va da sé che si tratta dell’evoluzione estrema del furioso marketing della scrittura creativa, ma l’impresa, e il relativo blog, sono molto gustosi. Queste le raccomandazioni iniziali per chi partecipa quest’anno.

L’idea di NaNoWriMO è che l’approccio da kamikaze, nonché il divertimento di sapere che non sei solo, aiutano a vincere la paura di buttarsi, di sbagliare, e di creare qualcosa di men che perfetto. A mezzanotte del 30 novembre, tutti i partecipanti che saranno arrivati fino in fondo avranno se non altro per le mani qualcosa da correggere, da mettere a posto. L’anno scorso, dei 120 mila partecipanti iniziali, 20 mila sono arrivati alla fine. Chi partecipa si iscrive al blog e da quel momento può anche postare il numero di parole che ha raggiunto giorno per giorno e qualche estratto del proprio romanzo. Al buon cuore di chi partecipa fare una piccola donazione per aiutare la gestione del sito, predisposto in quattro lingue. Le regole sono poche, innanzitutto non usare testi altrui o propri testi già pubblicati, e soprattutto non ripetere la stessa parola 50 mila volte! A volte partecipano anche scrittori professionisti, e alcuni di questi romanzi riescono poi a raggiungere la pubblicazione, e fra questi c’è anche un bestseller del New York Times. NaNoWriMo celebra “il magico potere delle scadenze”. Immaginando la fase universale di procrastinazione in attesa di cominciare a scrivere, il sito di NaNoWriMo offre una serie di sciocchezzuole da spulciare, come la FAQ, il forum, il blog, la Notte a Scrivere Pericolosamente a San Francisco, o il servizio di NaNoMail, che consente di corrispondere con gli altri partecipanti senza bisogno di conoscere i loro indirizzi e-mail.

Giulia di Wakarimasen ha deciso di iscriversi. Nelle prime 36 ore ha scritto zero parole:

Roman Krznaric ha lanciato un nuovo blog, Outrospection – esperienza profonda o frontiera allucinata del turismo? Giudicate voi:

“Questa settimana ho lanciato OUTROSPECTION, il mio nuovo blog sull’empatia. L’arte di mettersi nei panni degli altri e di vedere il mondo dal loro punto di vista. Il concetto di empatia di solito viene associato alla cura e alla compassione, ma io preferisco accostarmi all’empatia come sport estremo dell’arte di vivere. Lasciate che vi dica perché. Oggi viaggiare non è più quello che era una volta. le persone sono stanche di trascinarsi per il Louvre in mezzo alla folla o di stare sedute per ore in aeroporto per andare in vacanza su una spiaggia dei caraibi che diventa noiosa dopo due giorni passati a prendere il sole. Sempre più persone scelgono viaggi che allarghino i loro orizzonti personali e forniscano loro delle esperienze. Una delle opzioni migliori per trasformare questo in realtà è diventare un empatico, viaggiando nella vita degli estranei.

Qual è il segreto di questa forma di viaggio d’avanguardia? Come si fa? Si può prendere il via dallo scrittore inglese George Orwell, che trasformò l’empatia in uno sport estremo. Alla fine degli anni Venti, dopo cinque anni come ufficiale della polizia coloniale in Birmania, Orwell decise di vivere come un vagabondo sulle strade di Londra est, un periodo della sua vita che ha descritto nel suo libro Senza un soldo a Parigi e a Londra. Indossava regolarmente abiti e scarpe logori, e si mise, praticamente senza soldi, a dormire nei rifugi per senzatetto, girando per le strade con mendicanti e vagabondi per settimane. Un anno tentò di farsi arrestare per poter passare il Natale in cella, ma non gli riuscì mai di fare qualcosa di abbastanza grave da farsi notare dalla polizia. Non è sempre facile essere un empatico.

Che cosa lo spinse ad avventurarsi in queste fughe eccentriche? In parte si sentiva in colpa per essere stato complice dell’imperialismo britannico che aveva imparato a disprezzare e voleva capire le vite di coloro che si trovavano ai gradini più bassi della scala sociale. Ma altrettanto importante era il suo desiderio di allargare la sua esperienza di vita per diventare uno scrittore; i suoi viaggi gli avrebbero fornito il materiale di cui aveva bisogno per scrivere dei bestseller.

Non si confonda l’approccio di Orwell con l’attuale tendenza al turismo della povertà, in cui ci si ritrova a girare per Soweto e per Rio a dare una breve occhiata ai quartieri poveri dal finestrino di un SUV con l’aria condizionata prima di andare a godersi un buon pranzo. Orwell sapeva che il vero modo per cambiare la sua vita era di scolpirsi sulla pelle delle esperienze autentiche, standoci dentro invece di osservare quelle degli altri.

Perciò se volete padroneggiare l’arte dell’empatia, prendete ispirazione da Orwell e coltivate l’avventuroso empatico che c’è in voi. Guardatevi allo specchio e chiedetevi: nei panni di chi ho sempre sognato di trovarmi? Magari in quelli di chi per una settimana raccoglie l’uva per il vostro vino preferito. O forse vorreste aiutare la vostra postina a fare le consegne una mattina. Allora fate i bagagli e preparatevi a un tipo di viaggio differente. E’ arrivato il momento di fuggire nell’empatia”.

E infine, cosa c’è di meglio dell’autunno per guardarsi un vecchio film nel tepore di casa? Martin Scorsese ha preparato per Halloween la sua lista degli 11 Film Più Spaventosi della Storia, e io vorrei giocare con voi. Prima di tutto, questa è la sua lista:

n.1 Gli Invasati (The Haunting), di Robert Wise, 1963, tratto da Incubo a Hill House di Shirley Jackson
n.2 Il vampiro dell’Isola (Isle of the dead) di Val Lewton, 1945, con Boris Karloff
n.3 La casa sulla scogliera (The Uninvited) di Lewis Allen, 1944
n.4 Entity (The Entity) di Sidney J. Furey, 1981
n.5 Incubi notturni (Dead of Night) di Alberto Cavalcanti, 1945, sceneggiato da H.G.Wells
n.6 Changeling (The Changeling) di Peter Medak, 1979
n.7 Shining di Stanley Kubrick, 1980
n.8 L’Esorcista (The Exorcist) di William Friedkin, 1973
n.9 La notte del demonio (Night of the Demon) di Jack Tourneur, 1957
n.10 Suspense (The Innocents), di Jack Clayton, 1961, tratto dal Giro di vite di Henry James
n.11 Psycho (Psycho) di Alfred Hitchcock, 1960

E a voi, qual è il film che ha fatto più paura in assoluto? Scrivetelo qui sotto nei commenti. Il mio film più spaventoso è L’inquilino del terzo piano di Roman Polanski. Diteci il vostro!!

le musiche di oggi erano “Just breathe ” dei Pearl Jam e “Facile” di Mina/Afterhours

Ecco la puntata di oggi:

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32 Comments vincere paure

  1. Giulia

    Hey ciao, mi sono sentita chiamata in causa quando hai detto:

    “Giulia di Wakarimasen ha deciso di iscriversi. Nelle prime 36 ore ha scritto zero parole:”

    Questi due punti sospesi mi hanno un attimo scombussolata! A mia discolpa, posso dire di non aver iniziato col turbo (per colpa dell’influenza e non solo), ma di aver messo insieme un outline e raggiunto un numero di parole decenti nelle successive 36 ore :-)

    E’ una missione kamikaze, ma forse è l’unico modo per rispondere alla domanda “ho davvero così tante cose da dire da arrivare a finire un romanzo oppure è solo una voluttà che mi trascinerò fino alla tomba o finché non ci provo davvero?”. Il 30 novembre avremo la risposta :D

  2. Lidia

    Il film che mi ha fatto più paura in assoluto è “La casa dalle finestre che ridono” di Pupi Avati, le finestre erano terrificanti e tutta la storia mi ha fatto veramente star male. L’ho visto da ragazzina e da allora ho abbandonato il genere horror!

  3. Daniela

    Beh, come dimenticare “Profondo Rosso” di Dario argento, ogni volta mi fa sempre la stessa paura…, comunque sono d’accordo anche con Lidia, lo metto al 2º posto ma in dura lotta col 1º.
    Invece quello che mi ha letteralmente terrorizzato da bambina è stato l’esorcista, ma poi rivedendolo da grande m’è scaduto.
    P.S. Marina sei veramente bravissima!!!

  4. Lidia

    Sono d’accordo con Daniela, Profondo Rosso è il mio secondo in lista, ma con un distacco veramente ridotto dal primo! Anch’io da piccola ero terrorizzata da L’Esorcista, ma senza averlo visto: i commenti dei miei genitori e loro amici al film mi avevano fatto credere che fosse praticamente inguardabile, ma poi da grande l’ho trovato abbastanza ridicolo!

  5. Franco

    Ho avuto la stessa esperienza, e forse ho più o meno la stessa età, di Lidia. Avevo circa 15 anni quando ho visto in TV, da solo, “La casa dalle finestre che ridono” di Pupi Avati. Mi ritenevo già abbastanza critico verso certe suggestioni e, in generale, non amavo e non amo l’horror, perchè di solito è troppo costruito. Probabilmente l’ambiente di provincia italiana simile a quello in cui vivo mi ha fatto decisamente “entrare” nell’inquietudine.

  6. Monica

    Rosemary’s Baby!
    Quindi anche per me Polanski…
    Forse perchè l’ho visto tantissimo tempo fa, “quando ero giovane”, e provavo un vero gusto nel vedere film di paura.
    Ma anche Shining non scherza…
    forse è secondo solo in ordine cronologico.

  7. roby

    a livello adolescenziale, l’Esorcista. Avevo 14 anni quando è uscito, ero privo di anticorpi! Quello che fa paura di quel film è che Friedkin lo tiene su un registro di non-genere, evitando tutti i cliché dell’horror in tutte le sequenze preparatorie a quelle fatidiche: e grazie a questa scelta il film mi disturba ancora oggi.
    A livello più adulto ciò che spaventa maggiormante è l’evocazione dell’autentico terrore e il linguaggio più stereotipato dell’horror ottiene su di me l’effetto opposto. Se nel film invece avviene la cosiddetta “suspension of disbelief” lo spavento c’è e qui citerei tra gli altri Il sesto senso.
    ciao e complimenti per il programma

  8. faffo

    non faccio molto testo, perchè io i film dell’orrore li vedo con le mani sugli occhi, anche se sono al cinema.
    però m’ha fregato the ring, con quella maledetta televisione che si accende da sola sul “sabbiato”, prima che compaia il pozzo e… tutto il resto.
    non so se avete presente quando state guardando qualcosa videoregistrato, e mettete in pausa. dopo un po’ il video registratore (solo il mio o tutti?) si spegne da solo. ecco, era sera, ero da sola. ho pausato, ho risposto al telefono, poi mi sono persa via. il video si è spento, è partito il sabbiato… e io a momenti svengo.
    sìsì, voto the ring.

  9. gio

    The Ring!!
    Anche io come la faffo ho sempre guardato i film dell’orrore con le mani sugli occhi (spiando tra le dita); dopo The Ring ho dormito con la luce accesa per parecchio tempo per paura che sbucasse dal nulla la ragazzina con i capelli sulla faccia…ho i brividi anche ora!!
    In passato invece mi aveva terrorizzato la mano insanguinata di Carrie che sbuca dalla tomba nel film “Carrie, lo sguardo di Satana” (1976 diretto da Brian De Palma).

  10. gab

    The Ring!!! assolutamente
    ma tra questi sopra Shining, anche se a riguardarlo adesso fa quasi ridere (a livello di paura, ovviamente, perché è un film stupendo)

  11. Rosalinda

    Due film: il primo australiano “Wolf creek” di Greg McLean del 2004; il secondo inglese “The descent – Discesa nelle tenebre” di Neil Marshall del 2005… non vi dico nulla…
    Dei film citati anche “Shining” e “The ring”.
    Mi piace moltissimo Alaska BRAVA MARINA.

  12. Nicola

    Sono d’accordo con Lidia e Franco: anch’io vidi da bambino La casa dalle finestre che ridono e mi fece una paura che ancora oggi la ricordo. Aggiungo anche Suspiria di Dario Argento, un film molto inquietante. Aggiungerei anche una sceneggiato (lo so che non è in tema, ma mi fece davvero paura): Ritratto di donna velata. Il bambino medium e il cavaliere nero che sbucava dalla nebbia hanno fatto parte dei miei incubi adolescenziali.
    Complimenti a Marina per il bellissimo programma.

  13. Cla

    Profondo rosso è il film che mi ha fatto più paura…probabilmente il film che mi ha fatto appassionare al genere.
    ciao Marina!

  14. barbara

    Alla domanda quale film ti ha fatto più paura rispondo senza tentennamenti La casa dalle finestre che ridono. L’esperienza è stata in età giovanile, vorrei rivederlo ora con occhi adulti. Al secondo posto non può non esserci che un film di Dario Argento, non che gli altri siamo da meno, ma quello per me più inquietante è stato Suspiria. TRa i Telifim ricordo ancora con orrore la scena di una Londra disabitata ed invasa dai topi in uno sceneggiato che davono sulla svizzera a metà anni settanta che se non erro si intotolava ” i sopravvissuti”. Parlava dei sopravvissuti ad una pandemia influenzale…………………..
    Ciao

  15. Marina

    Questo il parere di Flavio!

    La notte dei morti viventi, di Romero, non c’e’ dubbio (1968 mi pare)
    Ero andato al cinema con un amico pensandi di farmi quattro risate; cosi’ sembrava anche dagli altri spettatori, che erano intenti in un brusio infernle prima dell’ inizio del film . Iniziato il film, dopo 10 minuti c’era un silenzio di tomba ( proprio il caso di dirlo). Quando sono arriavto a casa, ho attraversato il cortile buio di corsa
    Il film e’ in bianco e nero; il gioco di luci ed ombre crea immagini che ti fanno saltare sulla sedia. Come dimenticare gli zombies che mangiano le budella dei due sfortunati fidanzati che tentano la fuga sul camion, o la bambina, che si mangia il cuore della madre nella cantina dove si erano rifugiate? Scene che tra l’altro sono state riprese in altri film horror (viste dal protagonista attraverso la televisione).
    Grandissimo Romero!

  16. stefano

    d’accordo con flavio: la notte dei morti viventi di romero.
    feci un tentativo di vederlo in notturna anni fa, in preadolescenza direi, ridendo del bianco e nero e facendomi grosso con me stesso per il coraggio che mi dimostravo. poi appena intravisto da lontano il primo zombi, 5 minuti dopo l’inizio del film – che non si sa da subito che è uno zombi ma si capisce, il titolo del film non è che ti conceda grosse sorprese – iniziò l’inquietudine. poi appena il suddetto zombi entrò in azione io spensi la tele e me ne andai a dormire. lo rividi con soddisfazione più volte negli anni che seguirono.

    (su youtube, la scena che mi mise a letto: http://www.youtube.com/watch?v=r232w0rfOs0)

  17. Paolo

    Per me è stato:
    Halloween, la notte delle streghe
    di John Carpenter
    Mi aveva molto colpito come la tensione e la paura nascessero dall’atmosfera e dall’ambientazione delle scene.
    Non ci sono scene splatter piene di sangue, ma la paura mi aveva preso allo stomaco.

  18. Anna

    Quello che mi ha fatto più paura è quello che non sono riuscita a vedere fino in fondo cioè L’esorcista, vale lo stesso? Come Marina L’inquilino del terzo piano, direi che è ad un buon livello. Dario Argento ha segnato la mia infanzia, ho visto inavvertitamente un pezzo di non so che film, con un ammazzamento super sanguinolento di quelli a tradimento che non ti aspetti. Mi ha così traumatizzata che per un po’ di giorni ho avuto paura della mia stessa ombra…questo però non vale è?…

  19. Filippo

    1-Shock, di Mario Bava
    2-La casa dalle finestre che ridono
    3-L’inquilino del terzo piano
    4-The ring
    5-Nightmare
    6-Predator
    7-La cosa da un altro mondo (e La Cosa di Carpenter)
    8-Alien
    9-Bambola assassina
    10-Non aprite quella porta
    11-La casa

    buonanotte e sogni d’oro :-D

  20. davide

    l’uomo lupo con lon chaney mi regalò più di una notte insonne
    – avevo 5 anni, mi spaventavano anche le copertine dei dischi dei kiss,
    quindi non vale – voterò anch’io per “la cosa”, ma vorrei dare una menzione a due film del genere che paura me ne hanno fatta poca, ma amo tantissimo: the wicker man (non quello con nicholas cage) e carnival of souls
    grazie
    ciao

  21. ale

    Senza dubbi Shining!
    Quella tensione carica di follia che si va accumulando nel gelo e nella solitudine desolata e senza fine dell’Overlook Hotel, mi fa a dir poco rabbrividire…non tanto l’esplodere della follia omicida, ma la sua lenta preparazione mi terrorizza. E sono soprattutto alcuni dettagli a inquietarmi, come ad esempio i rumori: lo schiocco della palla lanciata da Jack Torrance contro la parete, per non dire dello stridere delle ruote della macchinina del bambino che si muove con una linearità geometrica ed ossessiva in quei lunghi e solitari corridoi, quasi a indicare la trama di folle ossessività in cui sta rimanendo impigliata la mente del padre.

  22. claudia

    ciao marina il mio film è” ? nello specchio “. qualcosa nello specchio non so non ricordo purtroppo è passato qualche anno! sigh sigh . avevo si e no 10 anni ed ero sola in casa e l’attrazione per un tipo di film a me proibito ha avuto la meglio. sprofondata nel divano con le mani sugli occhi ecco il ritorno dei miei , suonano e io mi alzo ad aprire ma … c’è una specchiera nel corridoio da superare per arrivare alla porta. mi fermo. mi abbasso e cerco di strisciare ma i fiflessi della luce nello specchio hanno la meglio sulle urla di mio padre che dice apri questa porta! passano i minuti e io li a terra immobile. sento ancora i rumori della finestra forzata dove mio padre si era arrampicato per poter entrare e aprire la porta a mia madre. non so se é stata di più la paura del film o quella di mio padre ma questo è stato il primo e unico film che abbia mai visto

  23. Luca

    +1 per “Carrie, lo sguardo di Satana” (1976 diretto da Brian De Palma) ricordo ancora le grida degli spettatori nella sala del cineforum dell’omnicomprensivo (erano gli ’80 e a scuola si facevano queste cose) quando nella scena finale in flou esce la mano da sotto la croce.
    Qui la scena più forte http://www.youtube.com/watch?v=ypmTJklGpng

  24. Cristina

    Mi accodo prima che sia troppo tardi per dare la mia prefernza a…
    PROFONDO ROSSO, eheh. Dopo quello, tutta la produzione di Dario Argento assieme mi ha fatto meno paura!

  25. Andrea

    Ciao Marina, sarò banale (e non amo l’horror come genere, per nulla) ma il film che mi ha fatto più paura è senz’altro Shining: visto a 15 anni, mi lasciò agghiacciato, tanto per la storia quanto per le musiche davvero da brividi…

    ciao e complimenti per tutto
    Andrea

  26. raffaella

    Ciao Marina, li film più pauroso è stato per me “Il silenzio degli innocenti”. Ricordo che quando sono uscita dal cinema non riuscivo più a muovere le braccia che, a causa della tensione, avevo ancorato ai braccioli per tutto il tempo.

  27. claudio

    Non sono un intenditore di cinema. Ma il film che mi ha terrorizzato di più (e quando ci ripenso mi terrorizza ancora) è “El orfanato”.

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