Archivi del mese: ottobre 2010

voto americano, voto brasiliano

Non si volta soltanto martedì per il metà mandato negli Stati Uniti, domenica i brasiliani hanno il secondo turno: la nostra RioGringa che blogga da Rio de Janeiro ci spiega il sistema elettorale brasiliano, un magnifico “forse non tutti sanno che”….

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Stati Uniti: a pochi giorni dal voto per rinnovare la composizione del Congresso, Andy Kroll di Mojo riprende un sondaggio presentato da Joe Klein sul suo blog di Time, e titola “l’unico sondaggio che dovete leggere”: il 53 per cento degli americani ha paura di non farcela a pagare mutui e ipoteche sulla casa.

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Ieri l’ultimo sondaggio del New York Times, e per i democratici butta veramente male: il Post fa il punto, e propone i link con l’articolo di Time sulla lotta intestina fra Repubblicani moderati e Tea Party, e con l’analisi dell’esperto di tendenze e sondaggi Nate Silver che non dà i Democratici spacciati alla Camera.

Buon ponte a tutti, martedì 2 Alaska torna alle 12 con altri argomenti, mentre per i risultati delle elezioni di metà mandato vi dò appuntamento all’edizione speciale della fascia del mattino su Radio Popolare, mercoledì 3 novembre a partire dalle 6.30 del mattino.

♫ Le canzoni di oggi erano “Can’t help but smiling” di Devendra Banhart e “Sea of heartbreak” di Rosanne Cash feat Bruce Springsteen

Ecco la puntata di oggi:

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hotel California

A corollario delle elezioni di metà mandato di martedì prossimo negli Stati Uniti, che rinnovano tutta la Camera e una parte del Senato e insieme eleggono i governatori di 39 stati, la California ha anche altri nove appuntamenti interessanti: il referendum sulla Proposition 19, vale a dire sulla legalizzazione della marijuana a scopi ricreativi (cioè non solo medici); quello sulla Proposition 11 (ridistribuzione dei distretti, già votata due anni fa); sovrafinanziamento dei parchi (si aumenta la tassa sulla patente per allocare nuovi fondi ai parchi, ma così si frammenta ulteriormente il budget dello stato); la proibizione per lo stato di riallocare fondi destinati alle comunità locali; eliminare i limiti sui gas serra (invaliderebbe il l’AB 32, il Global Warming Act approvato quattro anni fa che mette la California fra i primi al mondo nel controllo delle emissioni); abolizione dei tagli alle tasse per alcune grandi compagnie; cambiamento della maggioranza necessaria all’approvazione del budget (dai due terzi richiesti di adesso a una maggioranza semplice); introduzione di una maggioranza di due terzi per aumentare le tasse locali; eliminare del tutto la riforma dei distretti.

Kevin Drum ci racconta cosa vota lui e perché, e come vanno i sondaggi sulla Proposition 19 (marijuana); Josh Harkinson dice la sua sulla Proposition 19 e su come la stanno affrontando vari gruppi sociali; il Post riprende il New York Times per raccontare in che modo questo referendum in California condizioni anche il destino del Messico, particolarmente ora che la guerra fra cartelli della droga sta facendo migliaia di vittime; quanto alla Proposition 23, che intende rovesciare la AB32 (Global Warming Solutions Act), la legge approvata da Schwarzenegger nel 2006 a limitazione delle emissioni di gas serra in California, Kate Sheppard racconta le pressioni delle grandi compagnie petrolifere per rovesciare una delle più avanzate legislazioni in tema di limiti al riscaldamento globale. Il regista James Cameron intanto ha donato un milione di dollari alla campagna per il no a questo referendum.

♫ La canzone di oggi era “Just breathe” dei Pearl Jam

Ecco la puntata di oggi:

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sfera di cristallo

Fra i nostri materiali di avvicinamento alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, un pezzo su quel che si desume dai sondaggi, uno su quante probabilità ha Obama di essere rieletto nel 2012, e uno su come Sarah Palin potrebbe correre a sua volta nel 2012 per le presidenziali. Ecco qua:

Stanley Greenberg e James Carville, che nel ’98 si occuparono dei sondaggi sulle elezioni di metà mandato mentre i Repubblicani chiedevano l’impeachment di Clinton dopo lo scandalo Lewinski, ricordano come andò quella volta, e avvisano che anche stavolta potrebbero esserci sorprese.

John Hellerman scrive un pezzo chilometrico sul fatto che il comportamento di Sarah Palin in questa campagna elettorale fa pensare che abbia intenzione di partecipare alla corsa alla presidenza del 2012.

Mentre tutti prevedono scenari difficili per i Democratici al Congresso, Peter Beinart ha una teoria sulle possibilità di Obama di essere rieletto per un secondo mandato, e la desume dai precedenti storici.

(vi traduco una sintesi di questi tre articoli qui sotto nel podcast)

♫ Le canzoni di oggi erano “Magic day” di Lou Rhodes e “Creep along Moses” di Mavis Staples

Ecco la puntata di oggi:

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il colore dei soldi

Manca una settimana alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti: possibile ribaltamento degli equilibri al Congresso, forti timori per la performance democratica, la guerra dei finanziamenti, il lavorìo del Tea Party e il ritorno di Sarah Palin, le pressioni repubblicane per rimuovere Nancy Pelosi dal ruolo di speaker della Camera, referendum importanti in California, e ovviamente banco di prova per il presidente Obama, che deve sfoderare tutte le capacità di persuasione che lo avevano fatto vincere nel 2008 mentre dietro le quinte briga con i finanziatori della campagna. Questa settimana ad Alaska ogni giorno qualche storia dai dintorni della selvaggia campagna elettorale.

Prima, alcune fra le risorse che useremo, e che possono essere utili anche a voi: i 50 account di Twitter, da destra a sinistra, da seguire secondo il superblogger del Guardian Richard Adams per capire cosa si muove intorno alle elezioni di mid-term. Lo stesso Richard tiene un blog ora per ora su quello che succede nella campagna elettorale. Un blog in italiano da consigliarvi e da esplorare, quello di Nonmfup, che si occupa con grande perizia della comunicazione politica in Usa e Inghilterra. L’Economist ha creato una bellissima mappa interattiva degli Stati Uniti per la distribuzione dei posti al Congresso. MoJo invece vi propone una mappa dei seggi al Congresso distribuiti non per partito, ma per settori che li finanziano.

Per cominciare diamo un’occhiata all’utilizzo degli spot elettorali, Il Post riprende l’edizione online del Christian Science Monitor con i dieci spot più bizzarri della campagna per il mid-term (ci sono tutti i video). Ve li raccomando perché ho visto coi miei occhi una pecora scontornata ergersi sopra un prato in cima a una colonna dorica.

Intanto Nonmfup posta i video che Spike Lee ha creato per la campagna Lean Forward della MSNBC. Non sono spot elettorali, ma tagline per il canale online; ma una zampatina la danno, quando fra le immagini di gioia quotidiana, di sopravvivenza e di progresso ci infilano Martin Luther King, una cabina elettorale e l’immagine di Barack Obama che sale sul palco a Chicago dopo l’annuncio della vittoria…

Suzy Khimm dà un’occhiata atterrita alla cifra raccolta per la campagna da Karl Rove – viene in gran parte da pochi grandi donatori di destra che potrebbero decidere da soli la fisionomia del Senato.

♫ Le canzoni di oggi erano “These are my hands” di Jimmy Gnecco e “Paralyzed” dei Crash Test Dummies

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cimeli

Ci sono uomini-icona che continuano a ispirare, e in qualche caso a fare paura. Un nuovo film con materiale inedito su Che Guevara, una lettera inedita di Kurt Cobain messa all’asta, un cimelio di John Lennon che ancora interessa all’FBI. Rispettivamente, da Repeating Islands, Pitchfork e il Post.

♫ Le canzoni di oggi erano “Polly” dei Nirvana e “Working class hero” di John Lennon

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lottare contro i mulini a vento

(Arthur Mee e Holland Thompson, dal The Book of Knowledge, 1912)

Global Voices in Italiano (Juliana Rincon Parra tradotta da Stefano Ignone) ci racconta la maxi-operazione che la RAE spagnola ha lanciato su YouTube: ognuno può scegliere uno dei 2.149 spezzoni in cui è stato suddiviso il Don Chisciotte e leggerlo in video per caricarlo poi in condivisione; chi di voi riesce a leggere in spagnolo può partecipare! Qui sotto nel podcast vi racconto la storia e vi faccio sentire un frammento, ma qui potete leggere il post integrale con i link a molti spezzoni diversi.

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Ieri cadevano i sei mesi esatti dal disastro del petrolio nel Golfo. Kate Sheppard di MoJo, anche se si è tolta le galosce con cui era andata a visitare le spiagge piene di greggio quest’estate, fa il punto su com’è la situazione adesso che è sparita dai titoli dei giornali (ve la traduco qui sotto nel podcast). presto torniamo a parlare di compagnie petrolifere, anche perché la loro ombra si cela dietro ad alcuni appuntamenti legati alle elezioni di metà mandato.

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The Great Penguin Rescue (Il Grande Salvataggio dei Pinguini) è un nuovo libro di Dyan di Napoli che viene recensito da Tim Flannery sulla New York Review of Books (online con due settimane d’anticipo rispetto all’uscita cartacea). Racconta la storia di uno storico salvataggio di pinguini in Sudafrica nel 2000 a seguito di una fuoriuscita di petrolio al largo delle coste di Cape Town.  Si tratta del più grande salvataggio di animali selvatici mai avvenuto, e la di Napoli vi aveva partecipato come veterinaria specializzata insieme a migliaia di volontari. Una storia lacerante e quantomento istruttiva, vi traduco qualche spezzone dell’articolo di Tim Flannery qui sotto nel podcast, e potete leggere il suo articolo integrale qui.

♫ Le canzoni di oggi erano “Stella d’argento” di Brunori Sas e “Creep along Moses” di Mavis Staples

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contarsi in India

(pubblicità per l’India della rete telefonica internazionale di AT&T)

A fine settembre il governo indiano ha distribuito i primi UIN (Unique Identity Numbers) per varare simbolicamente la nuova gigantesca impresa di censimento della popolazione. In queste settimane Elena Favilli de il Post ha fatto un ottimo lavoro nel raccontare la realtà contemporanea delle caste in cui si si struttura la società indiana, e le nuove modalità con cui viene effettuato il censimento.  Intanto, in India la rete diventa anche uno strumento per difendersi dalla corruzione, con l’iniziativa I paid a bribe (ho pagato una tangente) che ci racconta Elena Intra su Global Voices in Italiano. Un’ideuzza che non sarebbe da scartare anche da noi…

♫ Le canzoni di oggi erano “Indian Flute” di Timbaland & Magoo e “Jalwa Jalwa” di Pascal Héni

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Nobel dentro

Mentre Mario Vargas Llosa si frega giustamente le mani per aver vinto il Nobel per la letteratura – il primo da molti anni assegnato a un autore di lingua spagnola – il “Nobel ombra” Philip Roth (perennemente candidato e mai premiato, e chissà se accadrà prima che ci lasci) pubblica in patria il nuovo romanzo Nemesis. Da circa quindici anni, il più grande autore vivente pubblica “spesso e breve”, alternando romanzi imperniati sulle sue tipiche ossessioni senili (età, sesso) ad altri di grande respiro e ispirazione  (il surreale Complotto contro l’America, il più recente Indignation),  di solito collocati a Newark, nel New Jersey natio e all’epoca della sua infanzia, ma con un legame allegorico con i tempi nostri. Nemesis sembra appartenere proprio a questa categoria, riportandoci un Roth dalla zampata finissima. In attesa che il piccolo romanzo esca in traduzione anche in Italia, oggi vediamo insieme due reazioni molto particolari al suo nuovo lavoro comparse sulla rete : quella di Leah Hager Cohen, scrittrice che apparteneva alla categoria di coloro detestano Philip Roth – fino al momento in cui il New York Times ha deciso di provocarla affidandole la recensione di Nemesis - che ci racconta il percorso della sua rivelazione. E quella, inaspettata e monumentale, dell’unico altro autore in lingua inglese (lui, sì, un premio Nobel) in grado di rapportarsi con Roth allo stesso livello e con lo stesso tipo di preoccupazioni per il destino umano, il sudafricano J. M. Coetzee, che offre una disamina di Nemesis sulle pagine della New York Review of Books.  (Nei link trovate i testi integrali, qui sotto nel podcast la traduzione di alcuni stralci).

♫ La canzone di oggi era “Coney Island” dei Massimo Volume

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bloggare famosi

Chi è più gossip? Le regine dello scandalo politico online o il serissimo quotidiano britannico Guardian? In questi giorni due Grandi Capi di blog americani frequentatissimi (anche da Alaska), in concorrenza con le testate cartacee, nonché due donne molto potenti della sinistra statunitense – Arianna Huffington direttrice di Huffington Post e Tina Brown direttrice di  Daily Beast – si sono trovate al centro di supposizioni su una loro aspra rivalità che avrebbe dato dato fuoco alle polveri con le voci del Guardian di un tentativo di fusione del Daily Beast con Newsweek. Hanno deciso di postare il testo di una loro conversazione scherzosa sull’argomento, in cui insinuano soprattutto il dubbio che a una presunta rivalità fra due uomini non sarebbe stato dato tanto risalto, né una connotazione di guerra fra “gatte” – qui trovate il loro articolo, che vi traduco qui sotto nel podcast.

Intanto compie 10 anni di presenza online uno dei pionieri del blog, famoso e frequentatissimo, il Daily Dish di Andrew Sullivan. Andrea Privitera de Il Post racconta i festeggiamenti e cosa il conservatore Sullivan dice di aver imparato dall’esperienza di questi anni.

♫ La canzone di oggi era “The sellout” di Macy Gray

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bloggare liberi?

E’ dalla scorsa stagione che ci trasciniamo dietro la spinosa questione della nuova legislazione che governa la responsabilità legale di coloro che gestiscono blog e siti internet in Italia, che a giudicare dai vostri messaggi vi sta molto a cuore, e di certo merita un monitoraggio. Qualche giorno fa Punto Informatico ha proposto un commento di Daniele Minotti a proposito di quell’equiparazione legislativa fra blog e testate giornalistiche con tutte le responsabilità che implica. Minotti, che esplora le questioni legate a diritto e nuove tecnologie, ripropone quella riflessione anche sul suo blog personale, riflettendo sui pareri dei legislatori ed esperti accumulatisi nel tempo e proponendo il suo punto di vista. Intanto, in Francia, come racconta Il Post, è entrata in vigore Hadopi, la legge del maggio 2009 che “favorisce la diffusione e la protezione della creazione su Internet” ma che dà anche il nome all’autorità che si occuperà della tutela del copyright e della regolazione del controllo degli accessi a Internet. La discussione in Francia, dove anche alcuni provider si stanno opponendo all’applicazione per i loro utenti,  è molto accesa, la legge somiglia per qualche verso a quella italiana ed è considerata “liberticida” dagli utenti della rete. A fronte del fatto che una qualche regolamentazione debba esistere, la questione resta ingarbugliata e pericolosa. Voi cosa ne pensate?

♫ Le canzoni di oggi erano “Paralyzed” dei Crash Test Dummies e “Wonderful savior” di Mavis Staples

Ecco la puntata di oggi:

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