Archivi del mese: dicembre 2010

tre doni

Come i Re Magi, anche Alaska porta tre doni da posare sotto il vostro albero virtuale prima di lasciarci per le vacanze e risentirci martedì 11 gennaio – un modo affettuoso per farvi gli auguri, per sognare qualcosa per il prossimo anno, e per congedarci temporaneamente dalle centinaia e centinaia di blogger sul cui lavoro si è basata la trasmissione per tutto quest’anno.

Il primo dono è un libro di Simon Winchester, che pare collocarsi nel solco di Sogni Artici di Barry Lopez – Atlantic, una nuova storia completa dell’Atlantico vivo come fosse una persona, e raccomandato caldissimamente da Michael Korda qui (e ve lo traduco in italiano qui sotto nel podcast)

Il secondo dono è una tirata insonne di Marjan Bantes a cui è scoppiata una collera furiosa contro la plastica di cui è zeppa la nostra vita quotidiana, una di quelle cose da ricordarci per l’anno nuovo, da un blog di riflessioni politiche sul design – Design Observer – che esploriamo oggi per la prima volta.

Il terzo dono è un post della direttrice dell’Unità, Concita de Gregorio, si chiama “Grazie, figli”, e non c’è neanche bisogno di spiegare di cosa parla. Buon Natale e buon Anno Nuovo da Alaska.

♫ Le musiche di oggi erano “New York State Of Mind” di Billy Joel e Bruce Springsteen alla Hall of Fame 2009 e “Let it snow” di Michael Bublé

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Natal

(Esempi di fotomontaggi umoristici: il volto di Otavio Frias Filho, il proprietario del giornale, sul corpo di Darth Vader. Immagine utilizzata su licenza Creative Commons 2.0)

Perdonatemi l’assenza di ieri, rieccoci qua. Oggi incursione prenatalizia fra le avventure e disavventure dei blogger brasiliani, in particolare . Global Voices in Italiano tiene il diario della situazione, traducendo dagli originali in portoghese, dal pionieristico incontro di Lula con i blogger di qualche settimana fa, alla censura su un blog di satira di oggi. (all’interno di entrambi i post originali trovate i link alle fonti, e nel secondo anche  il video della dichiarazione di Gilberto Gil a sostegno del blog censurato).

♫ Le musiche di oggi erano “Walking in the sun” di Fink e “Be my husband” di Damien Rice e Lisa Hannigan

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

doni di solstizio

Oggi è solstizio d’inverno, eclisse totale di luna, e mancano quattro giorni a Natale. In rete furoreggia una Natività di oggi, creata dalla portoghese Excentric, e immaginata su facebook, animalfarm, twitter, e-mail, google earth. Potete vederla qui, o qua sopra direttamente: qualcuno potrà trovarla un po’ blasfema (e si tratta sicuramente di marketing), ma ha una sua certa dolcezza.

Intanto mentre Obama sembra non riuscire a districarsi fra il continuo ostruzionismo dei repubblicani e i risultati delle elezioni di metà mandato, il Daily Beast ha deciso di regalargli il contributo di un pool di scrittori e sceneggiatori, per aiutarlo a “riscrivere la storia”. Che per un presidente nato proprio dalla narrazione, non è niente male. Il post originale qui (che vi traduco nel podcast).

Stasera in Italia invece un altro dono del solstizio, per quanto probabilmente invisibile per noi, e cioè l’ultima eclisse del 2010, eclisse totale di luna, per la prima volta in coincidenza col solstizio da 400 anni in qua. Qui il link alle spiegazioni scientifiche del sito della Nasa. Qui Huffington Post comincia a postare i video di chi la sta vedendo. Qui tutto in italiano dal blog di Astroperinaldo (grazie a Sylvie Coyaud)

♫ Le musiche di oggi erano “Mrs Cold” dei Kings of Convenience e “Magic day” di Lou Rhodes

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

colazione da Blake

Non so se esiste un regista che ci abbia portato più gioia e dolcezza e follia di Blake Edwards. Il regista della Pantera Rosa, di Hollywood Party e di Colazione da Tiffany ci ha lasciato, molto anziano, mercoledì. Oggi è ricordato con grande affetto e gratitudine da tanti blogger, dall’Italia al Brasile, e qualcuno butta lì che si tratta di un classico esempio di regista che non avremo mai più. Speriamo che la tv italiana se ne ricordi, e ci inondi di repliche dei suoi capolavori per tutte le vacanze di Natale.

Stefano Lo Verme ne ricorda la storia e la parabola artistica.

Il Post ha creato un omaggio con un collage di spezzoni video dai suoi film, con una classifica dei migliori dal 10° al 1° posto.

Questo il ricordo in rete del New York Times.

♫ Le musiche di oggi erano “Pink Panther Theme” di Henry Mancini e “Moon river” cantata da Audrey Hepburn

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

don’t ask don’t tell

E’ da qualche mese che tengo da parte per voi i post del blog indipendente Mother Jones sul cammino per arrivare all’abrogazione della legge federale comunemente chiamata Don’t Ask Don’t Tell, quella che vieta l’ingresso a gay, lesbiche e bisessuali di prestare servizio nell’esercito degli Stati Uniti, e ai militari già in servizio di manifestare preferenze omosessuali o di parlarne mentre servono nell’esercito. Qui trovate una discreta descrizione in italiano di come funziona la legge. Nel suo programma elettorale due anni fa, Obama aveva promesso di abrogarla, supportato dalle associazioni per i diritti civili. Il cammino è lungo e faticoso, anche perché la stessa Casa Bianca ha dovuto mantenere la politica del rispetto della legge perfino in presenza di una sentenza di un giudice federale lo scorso settembre che la dichiarava anticostituzionale. I Repubblicani, intanto, sono sempre stati contrari ad abrogarla, appellandosi al parere dei vertici dell’esercito. Ma il 30 novembre è stato reso noto il dossier nel quale i vertici militari concludevano – clamorosamente – che in pratica aprire ai gay nell’esercito e permettere loro di manifestare apertamente il loro orientamento sessuale NON danneggerebbe la sicurezza e la disciplina delle operazioni (qui anche una sintesi in italiano del 1° dicembre). A quel punto i Repubblicani sembravano non avere più alibi, ma hanno continuato a esprimersi contro l’abrogazione della Don’t Ask Don’t Tell, che grazie all’ostruzionismo sono riusciti a respingere al Senato il 10 dicembre, infliggendo una sconfitta simbolica a Obama. Ma è notizia di queste ore che la Camera l’ha invece approvata, e la proposta di abrogazione dovrà quindi tornare al Senato (dove intanto, a seguito delle elezioni di metà mandato, ora di gennaio i repubblicani avranno molti più seggi). Per darci un’idea di come la pensano i repubblicani, Mother Jones pubblica il video dell’intervento alla Camera del repubblicano Gohmert, che ha parlato poche ore fa, di cui vi propongo l’audio e la traduzione qui sotto nel podcast. Evan James scriveva esattamente un anno fa di come perfino Batwoman fosse stata respinta dall’esercito perché lesbica.

Ultimo minuto del 18 dicembre: approvata abrogazione Dadt anche al Senato

♫ Le musiche di oggi erano “I’m goin’ down” nella versione dei Vampire Weekend e “In your hands” di Charlie Winston

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

il mondo è la mia ostrica

Mentre arriva la notizia che Trent Reznor dei Nine Inch Nails è candidato al Golden Globe per la colonna sonora di The Social Network, il film che racconta la storia di Facebook, lunedì Facebook ha pubblicato i risultati (e le relative, magnifiche mappe grafiche) della mappatura dei suoi utenti del mondo, con le gradazioni di intensità degli scambi a seconda dei paesi. Molte sintesi di questo studio di Paul Butler su Liquida, io ho scelto quella del Il Post.

E già che ci siamo, possiamo scegliere un punto su questa mappa per capire cosa sta succedendo in un paese di cui abbiamo parlato pochi giorni fa, la Costa d’Avorio. Nell’incredibile scenario post-elettorale, Global Voices in Italiano traduce i commenti ivoriani su Twitter e su Facebook.

♫ Le musiche di oggi erano “Wrote a song for everyone” nella versione di Mavis Staples e “Paralyzed” dei Crash Test Dummies

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

il vuoto morale

Finalmente in rete cominciano a comparire riflessioni e interrogativi sulle conseguenze imprevedibili e le grandi trasformazioni che la Fuga-di-notizie-gigante di WikiLeaks comporterà per la cultura globale e per la nostra vita politica. Oggi ci dedichiamo a una di queste, nella tradizione provocatoria degli scrittori che postano per il blog della New York Review of Books. Christian Caryl, giornalista non certo incline a bersi le balle della diplomazia, prima di tutto quella dei suoi Stati Uniti, né a censurare la trasparenza della rete, è però molto perplesso dalle mosse di Assange. Più domande che risposte, come forse è giusto che sia, nel suo post che trovate qui (e che vi traduco nel podcast qui sotto).

♫ Le musiche di oggi erano “Half light” degli Arcade Fire e “Mrs Cold” dei Kings of convenience

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

un paese, due presidenti

Fra i molti blog interessanti che mi segnalate, ne è spuntato uno che non possiamo mancare perché ci fornisce di prima mano informazioni fresche sulle elezioni in Costa d’Avorio: è “diari africani” di Francesca, che da un anno vive a Gran Bassam con suo marito che lavora per una Ong e la loro figlia di 5 anni. La Costa d’Avorio ha attraversato nell’ultima settimana una serie di stravolgimenti. Il 31 ottobre si è votato per le presidenziali per la prima volta dopo 10 anni. Il 28 novembre, ancora ignoto il risultato, si è votato per il ballottaggio, col presidio rafforzato dei Caschi Blu, per sciogliere la riserva fra il capo di stato uscente Laurent Gbagbo, che guida il paese dal 2000, e l’ex primo ministro Alassane Dramane Ouattara. Al primo turno Gbagbo aveva ottenuto il 38% dei voti e Ouattara il 32%. Il 3 dicembre non si sapeva ancora chi avesse vinto.  Francesca racconta questi giorni di incertezza politica col colore degli espatriati che si ritrovano fra di loro e fanno passare il tempo, quasi sempre chiusi in casa, con improbabili colonne sonore mentre le strade fuori sono presidiate dai militari.  Diario del 30 novembre, del 1° dicembre, del 2 dicembre, del 3 dicembre, del 5 dicembre, dell’8 dicembre.

♫ La canzone di oggi era “les Imbeciles” di Alpha Blondy

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

la speranza delle isole

Proprio mentre stiamo per andare in onda, Assange viene arrestato a Londra per essere interrogato dalla Metropolitan Police, a seguito del mandato di arresto europeo e della richiesta svedese di estradizione per presunto stupro. Una delle principali conseguenze dell’ondata di interesse mediatico per le rivelazioni di Wikileaks è stata l’oscuramento del vertice internazionale sull’ambiente in corso a Cancun, complici anche le previsioni della vigilia che davano il vertice come una serie di incontri puramente simbolici, in attesa di un nuovo tentativo globale di accordo sulle emissioni forse fra due anni dopo il fallimento di Copenaghen. Lo stesso Guardian, di solito attentissimo ai vertici sull’ambiente, è attualmente troppo impegnato a stare fra i protagonisti dello scandalo Wikileaks (e lo infila anche nella sezione ambiente, ecco le rivelazioni su come gli Usa hanno cercato di manovrare a Copenaghen per raggiungere un accordo – al contempo ci ricorda – ha ha – che non è possibile raggiungere accordi sulle emissioni senza patti dietro le quinte, cioè senza la segretezza degli accordi diplomatici).

Ma al vertice qualcosa si muove. Kate Sheppard racconta da Cancun le caute trattative per un accordo preliminare a quello globale sulle emissioni. Ma soprattutto, col vertice che si svolge nel cuore delle nazioni caraibiche, e gli effetti del cambiamento climatico appena fuori dalle finestre del vertice, affiorano storie inquietanti sul destino di chi in quei mari ci abita. Lisa Paravisini racconta come il mar dei Caraibi sia il principale testimone del cambiamento climatico (compresa la mutazione delle barriere coralline) e soprattutto la storia delle isole Marshall: se dovessero scomparire per l’innalzamento del livello dei mari, saranno ancora considerate un popolo e una nazione? Avranno ancora il loro seggio alle Nazioni Unite? Lisa scopre che non esiste legislazione per i profughi ambientali  (vi traduco tutto qui sotto nel podcast).

♫ Le musiche di oggi erano “Written on the forehead” di PJ Harvey e “Just breathe” dei Pearl Jam

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Twin Peaks 20 anni dopo

Due giorni fa la trasmissione televisiva Psych, dopo un lungo lavoro di preparazione con materiale dell’epoca, ha riunito il vecchio cast di Twin Peaks nello stesso studio, realizzando anche una puntata finta di omaggio alla serie nata dalla mente di James Roday, fan di Peaks fin da piccolo.  L’eredità televisiva di Twin Peaks, la serie creata dal regista cinematografico David Lynch insieme a Mark Frost e andata in onda solo fra il 1990 e il ’91, viene raccolta negli anni Duemila molto più che negli anni Novanta, con la sperimentazione delle serie tv nel surrealismo e il proliferare di serie sostenute da una scrittura fortemente cinematografica, da strutture di narrazione ellittica  e dalla mescolanza dei registri (per non parlare del brivido che può provocare a uno spettatore de I segreti di Twin Peaks veder rispuntare oggi Kyle McLachlan in Desperate Housewives). Jace Lacob ha intervistato i protagonisti di allora per Daily Beast (escluso soltanto David Lynch) in anteprima rispetto alla messa in onda di Psych. Nel podcast potete sentire anche la musica di Angelo Badalamenti e e alcune voci dei protagonisti sulla reunion.  Qui una delle canzoni di Julie Cruise.

♫ Le musiche di oggi erano “Falling” di Angelo Badalamenti e “into the night di Julie Cruise e Angelo Badalamenti

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail