Losing my religion

Le violenze rinnovate sui cristiani copti da parte dei salafiti lo scorso fine settimana hanno precipitato nello sconforto i giovani attivisti della rivoluzione, che temono una deriva settaria, più o meno manovrata, che allontanerebbe l’Egitto dallo spirito fortemente interreligioso di piazza Tahrir, dove si videro ogni giorno i cristiani fare cordone per proteggere la preghiera musulmana e le ragazze cristiane offrire i loro scialle per pregare. Alcuni dei giovani di #Jan25 hanno dormito notte dopo notte insieme ai copti che manifestavano davanti alla sede della tv di stato, e molti di loro auspicano che in occasione delle prossime manifestazioni i musulmani si presentino in massa a fare cordone per proteggere i copti dalle provocazioni e dalle aggressioni. Intanto il governo ad interim ha annunciato ieri in una conferenza stampa l’arresto di 25 persone per le aggressioni ai copti e l’adozione di una serie di misure straordinarie per prevenire ulteriori episodi di violenza; fra queste, il divieto di manifestare davanti ai luoghi di culto – chiese e moschee – una misura ovviamente mal vista dalla rivoluzione. Su Twitter i commenti degli attivisti sono di scoraggiamento e perplessità su quali dovranno essere i prossimi passi. Sarah Carr dal Cairo riferisce quello che ha vissuto in un post intitolato “Perdere la fede”, un gioco di parole sulla perdita di fede religiosa e fiducia, e come ha scoperto grazie alle conversazioni con gli abitanti del quartiere di Imbaba che negli scontri potrebbero esserci elementi completamente estranei alla violenza settaria.

Sulla timeline del Twitter di Alaska trovate il racconto momento per momento delle rivolte arabe.

♫ La canzone di oggi era “Creep along Moses” di Mavis Staples

Ecco la puntata di oggi:

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