royal tarmac

Su Twitter oggi continuiamo a seguire, fra le altre cose, gli sviluppi della battaglia del Cairo, a Tahrir c’è sit-in permanente dopo gli scontri con la polizia di martedì notte che hanno lasciato più di 1000 feriti, e il grosso dei tweep si è trasferito stamattina ad Alessandria d’Egitto per attendere il verdetto contro i due poliziotti accusati di aver ucciso Khaled Said, l’evento che ha innescato la rivoluzione. Dopo un primo momento di rabbia e di confusione alla notizia che il verdetto veniva rimandato a settembre (cosa che avrebbe potuto ulteriormente surriscaldare le piazze), si è chiarito che il rinvio è dovuto a nuove prove autoptiche presentate dall’avvocato della famiglia di Khaled, che aggraverebbero di molto la posizione dei due agenti; le accuse potrebbero diventare due, omicidio di primo grado e tortura, il che in Egitto significa ergastolo o pena di morte.

Vi ricordo che la timeline di Twitter sarà aggiornata per tutta l’estate, e che anche se Alaska va in vacanza, da domenica 10 luglio alle 12 vi aspetto per l’appuntamento con Anchorage, settimanale di cultura e rete di cui troverete i podcast sempre su questa pagina.

In questa penultima recuperiamo un po’ della leggerezza a cui eravamo abituati prima delle rivolte arabe, e un argomento che riguarda anche i vostri viaggi estivi, soprattutto negli Stati Uniti. Come sapete, ieri una delle piste dell’aeroporto JFK, snodo cruciale del traffico aereo internazionale, è rimasta bloccata per un’ora e mezza da un’invasione di tartarughe di terra in amore (fra 80 e 150 a seconda delle fonti), provocando alcuni ritardi nei decolli. A scegliere di permettere lo sgombero delle tartarughe è stata JetBlue, che gestisce quella pista, e sembra che l’intero personale impegnato nei paraggi fosse molto divertito dall’imprevisto. Ma la cosa più interessante per la rete è che quelli di Mashable.com, vista la simpatia destata dalle tartarughe in pista, hanno deciso di aprire un account su Twitter a loro nome, @JFKTurtles, dove fingono che a twittare siano le tartarughe stesse, parlando d’amore e di accoppiamento, di lentezza e dell’effetto della celebrità. L’account si è conquistato più di 5mila follower nelle prime tre ore della sua esistenza, ed è piuttosto divertente da seguire.

Restando in argomento aeroporti, da mesi la rete americana trabocca di notizie e commenti sulle nuove procedure di controllo e perquisizione nei trasporti stabilite dalla Transport Security Administration, fra cui quella che prevede l’utilizzo dei nuovi body scanner. Vi propongo alcuni racconti dal Guardian e soprattutto dal blog Mother Jones, che segue da vicino gli sviluppi. In ordine cronologico, una riflessione sugli effetti dei body scanner sulla salute per James Ridgway. Kevin Drum argomenta sulla sensatezza delle norme della TSA. Richard Adams corrispondente da Washington per il Guardian argomenta a favore, rivelando qualche meccanismo psicologico non molto lodevole dello slogan “non toccate la mia roba”. Ben Buchwalter sulle procedure di riconoscimento facciale attualmente in studio alla TSA. Josh Harkinson sul tentativo dello stato del Texas di restringere i controlli TSA sui suoi voli interni. Julia Whitty di nuovo sui possibili, ma ancora non chiariti, effetti dei body scanner sulla salute, e sul mistero che li circonda. E infine Jen Phillips pochi giorni fa sull’estensione delle stesse procedure di controllo e perquisizione della TSA anche ai trasporti via terra, stazioni ferroviarie, stazioni degli autobus, traghetti e imbarco automobili.

♫ La canzone di oggi era “Love is the Seventh Wave” di Sting

Ecco la puntata di oggi:

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