free as a bird?

Come vi raccontavo nella puntata di venerdì scorso, la rete è esplosa di post e commenti e tweet giovedì sera all’annuncio di Twitter della sua nuova politica di applicazione delle leggi locali vigenti in vari paesi, che porterà il social network a oscurare non globalmente ma in uno specifico paese  (e a registrare e mostrare come oscurati) tweet il cui contenuto è considerato illegale secondo la legge di quel paese. E’, senza ombra di dubbio, censura, e questo ha provocato una fuga precipitosa di utenti (una migrazione) sulla piattaforma Identi.ca e una chiamata allo sciopero degli utenti. Twitter è l’azienda che finora ha più tentato di proteggere i contenuti generati dai propri utenti, ed è ben consapevole del valore aggiunto che le dà la sua reputazione di strumento per la testimonianza sui diritti umani.  Ben Wedeman della CNN ha scritto che si tratta di un “twittericidio”, ma i più importanti difensori della libertà di espressione in rete scrivono estesamente sui distinguo da fare; alcuni di loro suggeriscono addirittura che l’evidenza della censura possa diventare uno strumento per gli attivisti e i difensori della libertà di parola: una bacheca di tweet imbavagliati e geolocalizzati, quindi, diventa una mappa della censura reale, anziché avallare una censura tacita come avviene attualmente per molte aziende analoghe, e il blocco mirato di singoli tweet su richiesta di un tribunale diventerà per i governi censori una prassi estenuante.

Vi propongo un giro di analisi e opinioni. Prima di tutto qui il post originale con l’annuncio di Twitter.  Nick Judd su TechPresident; Paul Smalera sul blog della Reuters (via @AntDeRosa); la spiegazione di MarketingLand; l’opinione di @digiphile (Alex Howard) ; il “suicidio” di Twitter secondo Forbes; Mohamed el Dahshan per il Guardian contro il boicottaggio nei confronti di Twitter; l’imbavagliamento selettivo secondo Richard Waters sul blog del Financial Times; l’opinione di Zeinobia dal Cairo; la panoramica molto ben fatta delle prime opinioni a cura di Fabio Chiusi per Il festival del Giornalismo e ValigiaBlu; Raffaella Menichini per Repubblica.it; David Ferguson per TheRawStory;  Anna Heim per The NextWeb su come aggirare il blocco mirato; Andrew Schrock con un’analisi dei tweet bloccati fin qui visibili su Chilling Effects; Pandemìa su cosa faremmo noi al posto di Twitter per evitare la censura; Sarah Kendzior su come la nuova politica di Twitter premierebbe l’attivismo d’elite;  e il post di Zeinep Tufekci (@Techsoc) sull’ingegnosità di Twitter nel rispettare le leggi vigenti fornendo strumenti ai difensori della libertà di espressione, e su linee simili quello di Jillian C York

♫ La canzone di oggi era “We take care of our own” di Bruce Springsteen

Ecco la puntata di oggi:

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