Archive for the ‘Svezia’ Category

il Polo Node

venerdì, marzo 22nd, 2013

workatlulea

E’ soprannominato “il Polo Node” – è un’area nel nord della Svezia che il paese ha attrezzato per le grandi aziende tecnologiche che hanno bisogno di molto spazio per i loro server, e soprattutto di uno spazio che sia raffreddato naturalmente. Un esempio piuttosto ingegnoso di imprenditoria dei ghiacci. Qui il sito ufficiale, qui l’intervista con il tecnico Leif Johansson che lavora per Facebook, la principale azienda che usufruirà del servizio svedese, qui l’articolo di The New Republic.

La canzone di oggi era “Mrs Cold” dei Kings of Convenience

Ecco la puntata di oggi:

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mente collettiva

mercoledì, novembre 23rd, 2011

(il Mozfest 2011)

Mentre continuiamo a monitorare quello che accade in piazza Tahrir sul nostro account Twitter (potete vedere qui destra gli ultimi tweet), oggi ci dedichiamo al concetto di “mente collettiva” che sembra scaturire dall’esperienza in rete di quest’ultimo anno. Vi propongo la trascrizione realizzata da Joho di un panel di discussione a cui ha partecipato a Trento insieme al grande blogger tunisino Slim Amamou e al fondatore del Pirate Party svedese, Rick Falkvinge, organizzato da Luca de Biase all’Internet Governance Forum di Trento l’11 novembre. Intanto il Nieman Journalism Lab riflette su alcune lezioni sull’open source assorbite durante il Mozfest organizzato a Londra dalla Mozilla Foundation.

Nei prossimi giorni post e podcast saranno sospesi ma le puntate andranno in onda regolarmente. La puntata di domani sarà dedicata al SOPA, lo Stop Online Piracy Act, la normativa antipirateria che di fatto potrebbe irrigidire la libertà in rete, ora in discussione al Congresso degli Stati Uniti.

E non perdete la puntata di venerdì…

♫ Le musiche di oggi erano “Even if I don’t” di Rachel Yamagata e “One” (U2) di Damien Rice

Ecco la puntata di oggi:

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Anchorage #11

domenica, settembre 25th, 2011

(gli eletti del Pirate Party a Berlino, foto di Hannibal Hanschke)

Il Pirate Party – il partito per la libertà di Internet, si è guadagnato l’8.9 per cento dei voti alla sua prima prova elettorale a Berlino, riuscendo a far eleggere tutti e 13 i suoi candidati. Scopriamo chi sono, da dove vengono e cosa vogliono.
In queste settimane altre ombre si sono addensate sul comportamento del comitato fondatore di Wikileaks, particolarmente dopo la pubblicazione affrettata e non redatta di una nuova infornata di dispacci diplomatici che lascia visibili i nomi di alcuni degli attivisti di punta della rivoluzione siriana. Forse per capire come sia successo basta ascoltare la testimonianza del giornalista James Ball, che se n’è andato da Wikileaks in grande disaccordo con le decisioni di Assange e dei suoi.

♫ Le canzoni di oggi erano “A voice in the dark” di Elvis Costello e “East Harlem” dei Beirut

Ecco la puntata di oggi:

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a chi va il premio domani?

mercoledì, ottobre 6th, 2010

Dovrebbe essere annunciato domani il premio Nobel per la Letteratura 2010 – almeno così sperano gli editori che si trovano riuniti alla Fiera di Francoforte, anche se l’anno scorso l’annuncio è arrivato l’8 e tecnicamente potrebbe farsi attendere fino al 14. In rete si inseguono le previsioni e il toto-nome: a chi toccherà quest’anno? Una traccia la danno le probabilità di vincita calcolate dalle grandi agenzie di scommesse come Ladbrokes e PaddyPower, che continuano a cambiare soprattutto dalla fine di settembre. Sui blog, in parte, supposizioni e calcolo delle probabilità diventano anche strumenti per pubblicizzare questo o quell’autore (penso alla funzione del gruppo di facebook per il Nobel a Roberto Saviano), ma riflettono anche auspici letterari e politici, quando non tentano addirittura di leggere nella mente (il più delle volte illeggibile) della giuria del Nobel. Invece di cadere dalle nuvole come ogni anno, magari davanti a un candidato fortissimo nella sua lingua di nascita ma semisconosciuto da noi, cogliamo l’occasione per sentire cosa si dice in rete sulla rosa dei possibili candidati al premio, e per approfondire il ritratto di uno degli autori più segnalati dai blogger, il kenyano Ngugi Wa Thiong.

Alcuni dati di partenza sono che 1) l’attuale presidente della giuria del Nobel per la Letteratura ha ammesso che negli ultimi dieci anni il premio è stato troppo eurocentrico, 2) c’è un fortissimo interesse per la letteratura dei paesi africani, sia residenti che oriundi, 3) si fanno spesso i nomi del ceceno Kant Ibragimov e dello scrittore cinese Liu Xiaobo attualmente in carcere, 4) il Nobel non viene conferito a un nordamericano da molti anni, e restano in lizza alcuni candidati di sempre, come Philip Roth e Alice Munro, insieme alle meno probabili Joyce Carol Oates e Margaret Atwood, a El Doctorow,  e all’outsider Bob Dylan, mentre sale ogni giorno nelle quotazioni il nome di Cormac MCcarthy. Ricorrono, come ogni anno, i nomi di Murakami, Adonis, Elias Khouri, John Berger, Thomas Pynchon, Umberto Eco, Edward Albee per il teatro, e prende sempre più quota l’ipotesi di Amos Oz. Gli italiani non sono esclusi, con i nomi di Antonio Tabucchi e di Claudio Magris, e ricorre la sottolineatura che non vinca un poeta dal 96, quando venne premiata Wyslawa Szymborska. Oggi c’è chi auspica una vittoria in questo senso per la peruviana Carmen Ollé, o l’americana Rita Dove, o il coreano Ko Un, o, assai più quotati, la poetessa algerina Assja Djebar (anche se di lingua francese come il recente premio nobel LeClezio) o lo svedese Tomas Transtromer.

In rete, naturalmente, il dibattito più appassionante nel toto-Nobel per la Letteratura è quello fra i lettori, appassionati, onnivori e informatissimi sugli autori di tutto il mondo, che soppesano nei forum meriti e controindicazioni di ogni candidato. Tenendo presente che il contributo degli scommettitori  è molto relativo, visto che gli ultimi due vincitori erano dati 50/1, diamo un’occhiata, visto che l’anno scorso ci hanno azzeccato con Herta Muller, a quel che si racconta su Literary Saloon negli ultimi due giorni.

Ecco le previsioni di A Commonplace. E quelle del sito svedese Swedish Wire.

Isak, soprannome della blogger scrittrice Anneleigh Clark, fan di Karen Blixen e attentissima a quel che si muove in narrativa e poesia, esprime il suo auspicio che vinca James Ngugi – Ngugi wa Thiong, Kenya, autore di Chicco di grano e di Spostare il centro del mondo – La lotta per le libertà culturali - e gli dedica un profilo che vi propongo.

♫ Le canzoni di oggi erano “The sellout” di Macy Gray e “Stella d’argento” di Brunori Sas

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la trilogia del processo breve

venerdì, gennaio 22nd, 2010

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(Stieg Larsson)

Questa volta, i blog italiani sono scatenati. Il passaggio al Senato del DDL sul “processo breve” sta mobilitando le opinioni di tanti blogger, e ognuno commenta la questione a modo suo. Benché a volte con qualche inesattezza, c’è chi si addentra nei meandri dell’attuale legislazione, chi esprime un’opinione, chi se la prende con Niccolò Ghedini, chi fa satira sul Presidente del Consiglio e chi si impegna a decifrare quali potrebbero essere le ragioni di inconstituzionalità con cui la Corte Costituzionale potrebbe bloccare il decreto. Vi propongo tre voci della rete, che possono fungere da esempio dell’ondata di commenti e di polemiche sul “processo breve”: quella più tecnica di Restiingaleracaino, che cerca di spiegare la differenza fra “processo breve”, come viene chiamato, e “prescrizione breve”, com’è in realtà. Quella sulle caratteristiche di incostituzionalità del DDL proposta da Giornalettismo, e quella, più divertente del blog antifascista di Slasch16, che attacca Niccolò Ghedini soprannominato “Mavalà”.

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Se fate parte delle vaste schiere di lettori che amano la trilogia di Stieg Larsson, i blog segnalano una piccola novità che potrebbe deliziarvi: l’editore italiano di Larsson ha stampato in 100 mila copie gratuite (regalate a chi acquista uno dei GialloSvezia Marsilio) un volumetto che raccoglie le ultime lettere di Larsson al suo editore svedese prima della morte, avvenuta improvvisamente il 9 novembre del 2004. Per chi non si fosse mai addentrato nelle vicende dello scrittore, scomparso a 50 anni e divenuto popolarissimo soltanto dopo la morte, Larsson era stato grafico, giornalista, membro del partito socialista svedese fino al 1987, impegnatissimo contro il razzismo e i rigurgiti fascisti del suo paese e autore di saggi importanti che gli avevano attirato minacce di morte dai movimenti di estrema destra . Soltanto nel 2004 aveva presentato al suo editore, già completata, la monumentale trilogia poliziesca di Millennium, che aveva scritto per diletto la sera dopo il lavoro e che nelle sue intenzioni doveva aprire un totale di dieci romanzi gialli di cui, sembra, il quarto e il quinto erano già pronti. Ma la morte è sopraggiunta durante la fase di editing dei romanzi, e Larsson non ha mai saputo che i suoi gialli avrebbero venduto più di 15 milioni di copie nel mondo. Senzaunadestinazione ci racconta qualcosa de “Le ultime lettere”.

Le musiche di oggi erano “Winter winds” di Mumford and Sons e “Mrs Cold” dei Kings of Convenience

Ecco la puntata di oggi:

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