Archive for the ‘editoria’ Category
lunedì, aprile 29th, 2013

(nella foto, Emily Bell)
Ben ritrovati, oggi una rapida occhiata riassuntiva ai lavori del festival de Giornalismo di Perugia che si sono conclusi ieri, in attesa di vedere qualcuno degli interventi clou più da vicino. Di nuovo appuntamento internazionale di frontiera su informazione, nuovi sistemi organizzativi, rapporto con i social e con “quello” – come dice Emily Bell – “che un tempo era noto come il pubblico”, sopravvivenza e finanziamento, metodi di misurazione del feedback, specializzazione, programmazione, ci ha lasciato pieni di idee e di strumenti, e di materiali da studiare. Attraversato dalla forte consapevolezza del delicato momento politico italiano, il festival di Perugia si è fatto ancora una volta laboratorio sull’informazione che contribuisce a formare le scelte civiche dei cittadini.
La canzone di oggi era “Beginning of a great adventure” di Lou Reed
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:#ijf13, Festival del Giornalismo, Perugia
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martedì, aprile 9th, 2013

Questa settimana vorrei proporvi alcune delle ultime riflessioni che ho raccolto sul tema della crisi della libreria tradizionale, del comportamento degli editori sullo sviluppo degli e-book e dei dati di vendita che si stanno monitorando, aggiornando un tema che ad Alaska abbiamo trattato spesso. Di solito consideriamo il mercato anglosassone il campione di frontiera dei comportamenti di editori e lettori, e quello americano in particolare il campione di frontiera su tecnologia e vendite. L’Europa, come vi raccontavo qualche tempo fa, è ancora alle prese con le prime fasi della crisi di transizione, ma non ci chiediamo mai cosa sta succedendo al libro digitale in Africa, dove l’utilizzo di dispositivi mobili ha scavalcato l’arretratezza di diffusione dei computer, e dove si scrive e si legge molto e mercato al quale gli editori anglosassoni possono ambire. Oggi vi propongo un post di Ekenyerengozi Michael Chima, scrittore e blogger nigeriano, per The Creative Penn – non casualmente pubblicato poco dopo la morte del grande scrittore nigeriano Chinua Achebe. E qui trovate la spiegazione di cos’è il progetto Worldreader per la diffusione del libro elettronico in alcuni paesi africani.
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:Africa Chinua Achebe, e-book, e-reader, Ekenyerengozi Michael Chima, Kindle, letteratura, libro digitale, scuola, The Creative Penn
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martedì, febbraio 12th, 2013

Stamattina sono passata in tram davanti a un’altra libreria storica di Milano che ha chiuso. Gli scaffali vuoti, la vetrina già piena di polvere. Nel mondo dei libri, naturalmente, si imputa questo impoverimento al passaggio al libro digitale, e di sicuro il tessuto urbano e culturale si trova a patire una privazione a favore di un’esperienza più asettica e individuale. Una delle cose “simili alla libreria” che i grandi siti di e-commerce come Amazon si trovano a fare (attraverso gli algoritmi) è il tentativo di consigliare i libri, con lo stesso approccio di personalizzazione in base a gusti e letture precedenti, come faceva il libraio addestrato al rapporto col cliente. Secondo Hillary Kelly di New Republic, che parte raccontando dell’esperienza di Bookish, non ci riescono.
La canzone di oggi era “Jumpin’ Jack Flash” nella versione dei Gomez
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Tags:Amazon, Barnes & Noble, Bookish, consigli personalizzati, e-books, The New Republic
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venerdì, gennaio 11th, 2013

Lo straordinario Andrew Sullivan del Daily Dish, impresa di blogging di enorme successo all’interno di Daily Beast/Newsweek (in precedenza, su scala minore, a The Atlantic, con un’autorevolezza costruita per anni) ha deciso di migrare col suo gruppo di lavoro, finanziandosi grazie alle donazioni degli utenti, e gestendosi in autonomia su The Dish a partire da febbraio, senza pubblicità. Una scommessa commerciale, un segnale della rivoluzione del giornalismo, e una provocazione che sta facendo discutere. Qui il racconto de Il Post, qui il parere di Andrea Salvadore (che conoscete per il suo blog AmericanaTv) per Europa, qui il parere decisamente ostile di Mark Ames. Qui il punto di vista di Giuseppe Granieri per i blog dell’Espresso.
La canzone di oggi era ” A little less conversation” di Elvis Presley (rmx)
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Tags:Andrew Sullivan, The Dish
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lunedì, dicembre 24th, 2012

Come preannunciato lo scorso 18 ottobre, uno dei settimanali più diffusi nel mondo (80 anni di storia con punte di 20 milioni di lettori), Newsweek, esce oggi per l’ultima volta in edizione cartacea, con la data del 31 dicembre 2012 e la copertina che vedete qui sopra. E’ la fine di un oggetto pop, e un simbolo del declino dell’editoria su carta – oggi qualcuno su Twitter commenta che aver scelto di annunciare l’ultimo numero cartaceo con un hashtag è “come se qualcuno sussurrasse il nome del proprio assassino prima di esalare l’ultimo respiro”. Dal numero successivo, con l’anno nuovo, Newsweek passerà a un’edizione esclusivamente digitale. L’attuale edizione digitale per tablet ha visto un incremento nelle vendite di più del 400%, ma il settimanale americano sta ancora lottando con le gravi perdite economiche che lo avevano portato alla fusione con il Daily Beast di Tina Brown (vi avevo raccontato la storia qui) e con una strategia (per ora poco compresa in rete) di copertine ad effetto al limite del cattivo gusto per “creare dibattito”. La crisi, come ci raccontava a ottobre Michelle Chapman, era cominciata per Newsweek con la concorrenza sul tempo reale delle testate online e dei social media. La fine della lotta con l’edizione cartacea potrebbe essere la mossa risolutiva, ma i tagli al personale si preannunciano pesanti, e la battaglia sull’autorevolezza editoriale di una vecchia gloria non è ancora conclusa. Intanto qui (non a caso dal Daily Beast) una storia orale della rivista nella conversazione fra alcuni dei suoi protagonisti.
La canzone di oggi era “Have yourself a merry little Christmas” nella versione di Frank Sinatra
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mercoledì, ottobre 31st, 2012

L’attenzione dei social media in questi giorni è stata monopolizzata dall’uragano Sandy, ma non al punto da sottrarre a valanghe di commenti tre notizie che a vario titolo riguardano il mondo dei media e del digitale: l’ultima in ordine di tempo, ieri sera, la conferenza stampa con cui la Disney ha annunciato l’acquisizione della Lucas Film e il progetto di un Guerre Stellari 7 per il 2015. George Lucas diventa così il maggior azionista individuale della Disney, record precedentemente appartenuto a Steve Jobs con le trattative per la cessione della Pixar. E qualcuno non manca di sottolineare che l’acquisto della leggendaria casa di produzione di Guerre Stellari vale 4 miliardi di dollari: visti i tempi, solo “l’equivalente di 4 Instagram”. Fra le tante parodie che si sono scatenate sulla rete, qui un articolo scritto da… Darth Vader in persona. L’altra notizia riguarda proprio casa Apple, che all’indomani della presentazione del mini-ipad e dei risultati trimestrali vede la fuoriuscita di due figure importanti, Scott Forstall (vicepresidente della divisione iOS) e John Browlett (che da poco era a capo delle vendite). Due giorni fa, invece, l’annuncio di una fusione che potrebbe cambiare volto al mondo editoriale, quella fra Penguin e Random House, con qualche ricaduta sul mondo del libro digitale. La fusione delle due case farà diventare Penguin-Random House il più grande editore del mondo, con un quarto delle pubblicazioni totali. Qui Sameer Rahim del Telegraph, qui Mark Sweney del Guardian, e qui un bel gioco su come potrebbe apparire il logo della nuova casa editrice nata dalla fusione e come potrebbe chiamarsi.
ps: Alaska riposa domani 1° novembre e vi aspetta venerdì 2. Radio Popolare e Popolare Network stanno preparando una diretta speciale per le elezioni americane dalla sera del 6 novembre alla mattina del 7 novembre. I sondaggi sono attualmente sospesi per via dell’uragano Sandy, ma qui potete seguire le previsioni sulla distribuzione dei voti elettorali.
La canzone di oggi era “A sail” di Lisa Hannigan
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mercoledì, ottobre 24th, 2012

Come sapete, ad Alaska seguiamo con passione il mondo del libro digitale. Oggi alla varietà di e-reader disponibili sul mercato si aggiunge anche il mini-ipad presentato ieri, con cui Apple pensa di fare concorrenza ai tablet di piccole dimensioni di altre marche. Lo scrittore Neil Gaiman, che vanta vendite prosperose sia con i suoi libri di carta che con i suoi e-book, è molto attento a quello che succede nel mondo dell’editoria digitale. Questa volta ci segnala – attraverso un blog norvegese – una dimostrazione concreta del fatto che se acquistiamo libri digitali da Amazon per il nostro Kindle, questi in realtà non ci appartengono. Linn è una ragazza norvegese che acquistava libri su Amazon.com. Un bel giorno si è vista requisire tutta la la libreria Kindle, per un’infrazione mai specificata che si presuppone sia avvenuta su Amazon.co.uk (l’Amazon inglese), dove lei non ha mai fatto acquisti. Martin Okkelund riporta sul suo blog il burocratico carteggio intercorso fra Linn e un rappresentante di Amazon. Linn non potrà riavere nessuno dei suoi libri, né essere mai più cliente Kindle. Ed essendo europea, non può nemmeno tentare il “chargeback”, la requisizione da parte della sua banca dei pagamenti ad Amazon avvenuti via carta di credito per i libri che le sono stati confiscati. E’ un caso estremo di applicazione del DRM di Amazon, la gestione dei diritti digitali, che porta a ritenere che l’acquisto dei titoli Kindle non sia in realtà un acquisto, ma una specie di noleggio. E visto che abbiamo parlato spesso qui delle contrattazioni per i prezzi del libro digitale a confronto con quello di carta, se l’acquisto è in realtà un noleggio, allora non dovrebbe costare molto meno?
La canzone di oggi era “I will write my book” di Joe Henry
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Tags:Amazon, chargeback, digital rights management, DRM, Kindle, Martin Okkelund, mini-ipad, neil gaiman, proprietà e-book, rimozione account
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lunedì, ottobre 22nd, 2012

(Sibilla Aleramo)
Grazie a tutti per il contributo alla campagna abbonamenti 2012 di Radio Popolare, che si è conclusa ieri con la festa nella nostra sede. Oggi riprendiamo con un post della scrittrice Michela Murgia sulla lista di scrittori che gli insegnanti dovranno studiare per i concorsi: sono 35 in tutto, di cui 34 sono scrittori uomini.
La canzone di oggi era “We did it when we were young” dei Gaslight Anthem
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Tags:donne, Elsa Morante, letteratura italiana, Michela Murgia, Natalia Ginzburg, programma per futuri insegnanti, scrittrici, Sibilla Aleramo
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mercoledì, maggio 9th, 2012

(foto di Ed Gaillard)
Mentre prosegue la battaglia fra grandi editori, grandi venditori e antitrust americano per regolare la concorrenza sul prezzo di copertina degli e-book e modificare il modello-agenzia imposto a suo tempo da Steve Jobs, e mentre Google conduce la sua battaglia per difendere i 20 milioni di scansioni di libri messe a disposizione dei suoi utenti, la discussione si incrocia spesso anche con quella sul destino dei giornali, sul diritto d’autore (su cui torneremo presto con un’altra puntata) e sulla mutazione del lettore in epoca digitale. (ricordo a tutti i nuovi utenti del blog che nella casella di ricerca qui accanto potete ritrovare tutte le puntate in cui abbiamo trattato l’argomento, usando le tag “e-book”, “editoria digitale”, “e-reader, “Amazon” ecc).
Leggenda vuole che da quando siamo tutti attaccati a Internet e ai social media, siamo troppo occupati (e intrattenuti) per leggere come prima, e qualcuno di noi potrà anche confermarlo di prima mano. La rete uccide il libro, insomma, e lo pensa anche qualche editore. Ma a fronte di un lettore forte che rinuncia a qualche romanzo per leggere o guardare altro, pare che almeno negli Stati Uniti, il bacino di lettori di saggi e romanzi non abbia fatto che crescere fin da quella che si credeva l’epoca d’oro della letteratura del dopoguerra. Lo dice Alexis Madrigal su The Atlantic presentando gli unici dati comparabili fra loro fin dagli anni Cinquanta, quelli dei sondaggi Gallup. Nel 1952, alla domanda “stai leggendo un libro o un romanzo?”, solo il 18% degli americani rispondeva di sì. E senza alcun calo nei decenni intermedi, nel 2005 a dire di sì erano il 48%, una persona su due (con qualche riserva sull’interpretazione del sondaggio che Alexis ci spiega). Intanto l’industria editoriale produce molti più libri di qualche decennio fa, ma lamenta cali nelle vendite, e difficili rapporti con i venditori online, che invece prosperano fra libro di carta e libro elettronico. Serena Danna ha intervistato Jeff Bezos di Amazon per La Lettura del Corriere della Sera.
♫ La canzone di oggi era “The Magic” di Joan as Policewoman
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mercoledì, aprile 11th, 2012

(uno degli scatti di Joel Robinson sulla magia della lettura)
Oggi puntata intima sotto il diluvio. Le librerie chiudono, e il più grande rivenditore di libri online del mondo, Amazon – che ha contribuito alla loro estinzione – decide di aprire un proprio negozio fisico a Seattle. Intanto prosegue la guerra dei prezzi e degli accordi per gli e-book fra Apple e i grandi editori, che ha al cuore la politica Apple del “modello agenzia” (ve lo illustro con un post di MacRumors sull’accordo che sembrava raggiunto il 30 marzo, e con la notizia di 4 giorni dopo che due grandi editori avevano fatto marcia indietro; il tentativo di accordo seguiva alla minacciata azione legale del Dipartimento di Giustizia americano per collusione sul prezzo degli e-book). Se volete recuperare un po’ della poesia della lettura, ecco cosa racconta Maria Popova delle straordinarie fotografie di Joel Robinson, mentre Clay Shirky partecipa col suo punto di vista alla raccolta di interviste di Findings.com sulla lettura del futuro.
♫ La canzone di oggi era “Shelter from the storm” di Bob Dylan
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