Archive for the ‘ambiente’ Category
giovedì, febbraio 28th, 2013

Ad aprile saranno tre anni dall’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon – la prima notizia di rilievo pubblico as essere stata condivisa intensamente sui social network. Dopo un rinvio lo scorso ottobre, è partito il processo, che arriva oggi al terzo giorno, non di fronte a una giuria ma di fronte a un giudice che sta studiando il caso da tre anni. Con un procedimento lungo e tortuoso, prima vengono presentati i casi dell’accusa, e più avanti si ascolterà la difesa della BP. Tom Fowler riassume per il blog del Wall Street Journal, e qui anche il New York Times
La canzone di oggi era “Whooping crane” di Lyle Lovett
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:accordo, Alabama, BP, Deepwater Horizon, Golfo del Messico, Louisiana, processo
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lunedì, novembre 26th, 2012

(il centro congressi di Doha dove si svolgono i Climate Talks)
Si apre oggi a Doha, in Qatar, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si concluderà il 7 dicembre. Memori delle trattative spesso inconcludenti di Copenaghen, quelli dell’Huffington Post ci ricordano la posta in gioco, qui.
La canzone di oggi era “Costruire per distruggere” degli Afterhours
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:Conferenza sui cambiamenti climatici, Doha, huffington post, Karl Ritter, Nazioni Unite, protocollo di Kyoto
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martedì, ottobre 30th, 2012

(il Jane Carousel stanotte, la giostra di Dumbo/Brooklyn assediata dall’acqua, foto postata per prima da @anjelicaaa)
450mila tweet all’ora per l’uragano Sandy sulla costa est degli Stati Uniti, per raccontare e commentare una notte caotica e piena di emergenze. Forse venti morti, di cui cinque solo a New York, migliaia di alberi abbattuti, dighe sfondate nel New Jersey, tuttora senza luce mezza Manhattan (dalla 34esima alla punta inondata di Battery Park), alcune gallerie della metropolitana allagate dopo l’esondazione dell’Hudson e un vero e proprio torrente in un tunnel stradale, e ancora incendi, esplosioni bluastre dalle centraline elettriche saltate, alcuni crolli, persone imprigionate negli ascensori, un ospedale evacuato perché i generatori non hanno funzionato. Tutti gli aeroporti più importanti sono stati chiusi uno dopo l’altro. Per New York Obama ha dichiarato lo stato di catastrofe naturale perché possa accedere agli aiuti federali. Atlantic City e altre località del New Jersey sono quelle più colpite: poca pioggia rispetto alle previsioni ma allagamenti imponenti dai lungomare, dai fiumi e dai canali. A Philadelphia per il ripristino dell’elettricità potrebbe servire una settimana, e le reti dei trasporti pubblici si riservano di accertare l’ammontare dei danni nella giornata di oggi. Senza luce sono rimasti, e lo sono ancora, 3 milioni di persone. Ed è un fatto che rispetto a molti altri eventi, stanotte la catena dei tweet è stata un mosaico di sprazzi di informazioni utili mescolati a falsi, e la mancanza di elettricità, unita alla necessità di risparmiare le batterie di computer e cellulari, ha smangiucchiato la completezza, la lucidità e la prospettiva, svelando l’intrinseca fragilità di una connessione che dipende dalla disponibilità di energia. Per alcune testate è stato perfino impossibile scrivere e postare perché i server non funzionavano più (vedi l’Huffington Post), anche se non sono mancati ottimi casi di debunking delle informazioni non veritiere. The Atlantic ci guida un po’ nella distinzione tra foto false e foto autentiche, e BuzzFeed nell’intensa attività di verifica avvenuta stanotte nonostante il caos.
La canzone di oggi era “Atlantic City” di Bruce Springsteen
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:aeroporti, Alexis C. Madrigal, Atlantic City, blackout, BuzzFeed, correzioni, fake, fotografie, huffington post, Instagram, Jane Carousel, John Herrman, metropolitana, New Jersey, New York, Philadelphia, stato di catastrofe, The Atlantic, uragano Sandy. #Sandy
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venerdì, maggio 11th, 2012

Sapete che ho una passione per le malefatte della grande catena di negozi Walmart (se digitate Walmart nella casella di ricerca qui a destra, trovate tutte le puntate in cui ne abbiamo parlato), anche perché contengono tutte le contraddizioni dei prodotti a buon mercato e della manodopera sottopagata, dei non-luoghi dell’immagazzinaggio e del trasporto, e delle nuove forme mutanti di lotta sindacale. Dopo le storie edificanti sui progetti “verdi” e sostenibili della grande catena – che i blogger/giornalisti indagano con grande passione – cade adesso un vertice del consiglio di amministrazione di MetLife, Eduardo Castro-Wright, ex CEO di Walmart Messico e ora direttore generale dei negozi americani. La ragione – la scoperta di sistematiche tangenti pagate da Walmart per esistere su territorio messicano, in un contesto di estrema corruzione, violenza, e guerra fra cartelli della droga. David Barstow ha ricostruito per il NYT tutta la vicenda di tumulto e insabbiamento.
Intanto Walmart è sotto osservazione anche in Cina – dopo le ispezioni alle fabbriche Foxconn a cui è stata costretta la Apple, Andy Kroll ci mette il naso per il blog investigativo MotherJones.
♫ La canzone di oggi era “Con toda palabra” di Lhasa de Sela
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martedì, gennaio 10th, 2012

Ben ritrovati a tutti e buon 2012, nel post qui sotto il podcast della conversazione sul 2011 nei social media che ho fatto con Claudia Vago (@tigella), mentre noi cominciamo l’anno con tre spunti – un nuovo Occupy sulla mappa – la Nigeria, dove #OccupyNigeria fa da catalizzatore alle proteste scattate con il taglio ai sussidi per la benzina (avevamo parlato della Nigeria qui, per il suo dramma con gli spargimenti di petrolio in mare da parte delle grandi compagnie petrolifere, mentre Forbes riporta brevemente, quasi due anni dopo il disastro della BP nel Golfo della Louisiana, che alcuni dipendenti dell’azienda potranno andare sotto processo penale). Su #OccupyNigeria immagino che torneremo, intanto un primo sguardo riassuntivo che viene da Linkiesta.
Proseguono le battaglie e i confronti sul SOPA, la legislazione anti-pirateria in Usa di cui vi ho parlato in diverse puntate. Adesso anche il Research Works Act, che riguarda le pretese dell’associazione americana editori sui contenuti delle pubblicazioni scientifiche che invece stanno sperimentando nuovi modelli su licenza Creative Commons: Antonio Scalari per ValigiaBlu analizza la situazione della battaglia per il #freeaccess.
Infine, è uscito negli Stati Uniti il libro di memorie del leggendario musicista Gil Scott Heron, recentemente scomparso; lo ha letto Dwight Gardner e lo recensisce per il NYT online.
♫ Le musiche di oggi erano “The revolution will not be televised” e “I’m new here” di Gil Scott Heron
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martedì, gennaio 25th, 2011

Visto che questo è il blog di una trasmissione che ha seguito per mesi le vicende legate ai riversamenti di petrolio in mare della BP, della Exxon e della Shell, mi sembrava doveroso scoprire qualcosa di più della perdita di 18mila litri di petrolio della e.On sulle coste sarde avvenuta all’inizio di gennaio, e quasi completamente ignorata dai media nazionali. Ma come sempre quello che cercavo era il racconto di un blogger che fosse stato coi suoi occhi a vedere cos’era successo. Grazie alla comunità dei kayakisti, che hanno fatto girare i post di Dorsogna, e dei due sopralluoghi di skywalkerboh il 16 gennaio e il 23 gennaio, finalmente abbiamo qualcosa da leggere attentamente.
♫ Le musiche di oggi erano “Più forte del fuoco” di Cristina Donà (dal nuovo album che esce oggi) e “The winter” dei Cake
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Tags:BP, Dorsogna, kayakisti, marea nera, Porto Torres, riversamento petrolio e.On, Sardegna, skywalkerboh
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venerdì, dicembre 24th, 2010

Come i Re Magi, anche Alaska porta tre doni da posare sotto il vostro albero virtuale prima di lasciarci per le vacanze e risentirci martedì 11 gennaio – un modo affettuoso per farvi gli auguri, per sognare qualcosa per il prossimo anno, e per congedarci temporaneamente dalle centinaia e centinaia di blogger sul cui lavoro si è basata la trasmissione per tutto quest’anno.
Il primo dono è un libro di Simon Winchester, che pare collocarsi nel solco di Sogni Artici di Barry Lopez – Atlantic, una nuova storia completa dell’Atlantico vivo come fosse una persona, e raccomandato caldissimamente da Michael Korda qui (e ve lo traduco in italiano qui sotto nel podcast)
Il secondo dono è una tirata insonne di Marjan Bantes a cui è scoppiata una collera furiosa contro la plastica di cui è zeppa la nostra vita quotidiana, una di quelle cose da ricordarci per l’anno nuovo, da un blog di riflessioni politiche sul design – Design Observer – che esploriamo oggi per la prima volta.
Il terzo dono è un post della direttrice dell’Unità, Concita de Gregorio, si chiama “Grazie, figli”, e non c’è neanche bisogno di spiegare di cosa parla. Buon Natale e buon Anno Nuovo da Alaska.
♫ Le musiche di oggi erano “New York State Of Mind” di Billy Joel e Bruce Springsteen alla Hall of Fame 2009 e “Let it snow” di Michael Bublé
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martedì, dicembre 7th, 2010

Proprio mentre stiamo per andare in onda, Assange viene arrestato a Londra per essere interrogato dalla Metropolitan Police, a seguito del mandato di arresto europeo e della richiesta svedese di estradizione per presunto stupro. Una delle principali conseguenze dell’ondata di interesse mediatico per le rivelazioni di Wikileaks è stata l’oscuramento del vertice internazionale sull’ambiente in corso a Cancun, complici anche le previsioni della vigilia che davano il vertice come una serie di incontri puramente simbolici, in attesa di un nuovo tentativo globale di accordo sulle emissioni forse fra due anni dopo il fallimento di Copenaghen. Lo stesso Guardian, di solito attentissimo ai vertici sull’ambiente, è attualmente troppo impegnato a stare fra i protagonisti dello scandalo Wikileaks (e lo infila anche nella sezione ambiente, ecco le rivelazioni su come gli Usa hanno cercato di manovrare a Copenaghen per raggiungere un accordo – al contempo ci ricorda – ha ha – che non è possibile raggiungere accordi sulle emissioni senza patti dietro le quinte, cioè senza la segretezza degli accordi diplomatici).
Ma al vertice qualcosa si muove. Kate Sheppard racconta da Cancun le caute trattative per un accordo preliminare a quello globale sulle emissioni. Ma soprattutto, col vertice che si svolge nel cuore delle nazioni caraibiche, e gli effetti del cambiamento climatico appena fuori dalle finestre del vertice, affiorano storie inquietanti sul destino di chi in quei mari ci abita. Lisa Paravisini racconta come il mar dei Caraibi sia il principale testimone del cambiamento climatico (compresa la mutazione delle barriere coralline) e soprattutto la storia delle isole Marshall: se dovessero scomparire per l’innalzamento del livello dei mari, saranno ancora considerate un popolo e una nazione? Avranno ancora il loro seggio alle Nazioni Unite? Lisa scopre che non esiste legislazione per i profughi ambientali (vi traduco tutto qui sotto nel podcast).
♫ Le musiche di oggi erano “Written on the forehead” di PJ Harvey e “Just breathe” dei Pearl Jam
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Tags:accordo globale sulle emissioni, arresto di Julian Assange, Cancun, innalzamento dei mari, isole Marshall, Kate Sheppard, Lisa Paravisini, vertice di Cancun
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mercoledì, dicembre 1st, 2010

(Simo Capecchi, Napoli, 28 nov 2010)
La questione dei cumuli di spazzatura a Napoli è un’altra di quelle cose da osservare facendosi mille domande, dalle risposte non tutte scontate. Radio Popolare affronta la questione con esperti, interviste, inchieste sul posto, ma nel mondo di Alaska mancava uno sguardo soggettivo, che osserva con attenzione e si sottopone alle reazioni di chi nelle strade della spazzatura ci vive. L’ho trovato (e non mi stupisce) nel blog della nostra taccuinista di viaggi Simo Capecchi, che riporta dalla sua spedizione in questi giorni a disegnare i mucchi di pattume. Abitante di Napoli e non napoletana, pur armata di un taccuino e di una matita lenta che non hanno lo stesso potere voyeuristico della macchina fotografica, Simo si è confrontata con gli interrogativi e le emozioni contrastanti che la spazzatura genera nelle strade della sua città, e non certo in quelle di tutti i quartieri. Lo racconta qui, con i bellissimi disegni (molto più efficaci di tante fotografie) suoi, di suo figlio e di Caroline Peyron, e ci propone anche un link con un post di pochi giorni fa del maestro elementare Marco Rossi-Doria, napoletano impegnato anche come maestro di strada, che ricapitola attraverso una serie di link gli elementi di conoscenza e gli appelli del passato. Oggi ci siamo collegati in diretta con Simo a Napoli per un altro dei suoi racconti – non facili e per questo più preziosi (potete sentirla qui sotto nel podcast). Presto torneremo a farlo se andrà in porto la sua spedizione per disegnare a Terzigno.
Ieri vi avvisavo in tempo reale di un breve titolo della BBC che annunciava un’indagine anti-trust nei confronti di Google (per abuso di posizione dominante sul mercato) avviato dalla commissione europea. Oggi approfondiamo con i pochi materiali a disposizione finora online, BBC qui e New York Times qui, in attesa di capire se questa indagine avrà ripercussioni sull’antitrust americano.
♫ La canzone di oggi era “A voice in the dark” di Elvis Costello
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Tags:Campania, carnet de voyage, disegni, in viaggio col taccuino, malgoverno, Marco Rossi-Doria, napoli, salute, Simo capecchi, spazzatura, taccuini, Terzigno
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venerdì, novembre 26th, 2010

(Reuters/Salon)
Grazie a Michele che dalla puntata su Dead Drops si è fatto venire in mente una rete di cinema francesi che con le chiavette lasciano caricare film in licenza Creative Commons. Ecco il link che ci consiglia.
Diciamo che la grande catena americana di negozi Walmart non è proprio una paladina della correttezza, a cominciare dal fatto che è stata accusata più volte da Human Rights Watch di violazioni ai diritti dei lavoratori. Coglie di sorpresa, quindi, l’annuncio di metà ottobre con cui il gigante della vendita al dettaglio promette un importante impegno a favore dell’agricoltura sostenibile e dei piccoli agricoltori americani, con tanto di addestramento di 1 milione di coltivatori, e 1 miliardo di dollari in investimenti per rendere più efficiente la catena di distribuzione, allo scopo, dicono, di “rivitalizzare l’economia delle aree rurali in declino acquistando prodotti più freschi per i nostri clienti e diminuendo i chilometri del trasporto di alimentari”. A Salon, fatto un rapido conto della serva che dice 1 miliardo di dollari : 1 milione di agricoltori = 1000 dollari ad agricoltore, si sono chiesti allora dove sta tutta questa grande idea. Per decifrare le intenzioni di Walmart e capire cosa di buono possa venire da questa nuova politica, Michelle Loayiza ha intervistato Linda Berlin, direttrice del Centro per l’Agricoltura Sostenibile dell’Università del Vermont. Qui potete leggere il post integrale di Salon, e qui sotto nel podcast ve lo traduco.
Mentre Haiti continua a soffrire terribilmente, a Miami si apre Haiti Art Expo 2010, per la prima volta fuori dall’isola alcuni capolavori delle arti visive haitiane, una raccolta di opere che secondo Michele Frisch, collezionista e curatrice, mostrano il talento visionario degli artisti haitiani. Arricchita da alcune opere donate anche dall’interno degli Stati Uniti e da fotografie della situazione nei campi, la mostra raccoglierà fondi per i rifugiati e per gli artisti che hanno perso la casa nel terremoto del 12 gennaio. Qui il post con tutta la storia, e nel podcast ve lo traduco.
Blog di orgoglio dai ragazzi americani di origine asiatica, che hanno trasformato il dispregiativo FOB (“fresh off the boat”, appena scesi dalla barca) in una celebrazione di fierezza, che allo stesso tempo, per motivi generazionali, ironizza su vizi e tic delle famiglie di provenienza. Jean Phillips vi indica alcuni di questi blog da andare a vedere.
♫ Le canzoni di oggi erano “Whooping Crane” di Lyle Lovett e “Winter winds” di Mumford & Sons
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Tags:agricoltura sostenibile, aree rurali in crisi, arte haitiana, Asia, asian-american, beneficenza, chilometro zero, FOB, Miami, Mother Jones, orgoglio asiatico, profughi haitiani, progetto agricolo Walmart, Salon, Università del vermont, walmart
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