Archive for the ‘Cina’ Category
venerdì, maggio 11th, 2012

Sapete che ho una passione per le malefatte della grande catena di negozi Walmart (se digitate Walmart nella casella di ricerca qui a destra, trovate tutte le puntate in cui ne abbiamo parlato), anche perché contengono tutte le contraddizioni dei prodotti a buon mercato e della manodopera sottopagata, dei non-luoghi dell’immagazzinaggio e del trasporto, e delle nuove forme mutanti di lotta sindacale. Dopo le storie edificanti sui progetti “verdi” e sostenibili della grande catena – che i blogger/giornalisti indagano con grande passione – cade adesso un vertice del consiglio di amministrazione di MetLife, Eduardo Castro-Wright, ex CEO di Walmart Messico e ora direttore generale dei negozi americani. La ragione – la scoperta di sistematiche tangenti pagate da Walmart per esistere su territorio messicano, in un contesto di estrema corruzione, violenza, e guerra fra cartelli della droga. David Barstow ha ricostruito per il NYT tutta la vicenda di tumulto e insabbiamento.
Intanto Walmart è sotto osservazione anche in Cina – dopo le ispezioni alle fabbriche Foxconn a cui è stata costretta la Apple, Andy Kroll ci mette il naso per il blog investigativo MotherJones.
♫ La canzone di oggi era “Con toda palabra” di Lhasa de Sela
Ecco la puntata di oggi:
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venerdì, marzo 30th, 2012

Qualche puntata fa vi raccontavo delle inchieste sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi della Foxconn che servono Apple, Dell, Hewlett-Packard e altre grandi aziende occidentali. Sotto questo tipo di pressione, la Apple ha chiesto un’investigazione indipendente alla Fair Labour Association, che dopo un mese di lavoro ha pubblicato ieri sera la sua relazione, che rivela e analizza “massicce violazioni dei diritti dei lavoratori” sia rispetto al codice etico della stessa FLA che rispetto alla legge cinese. Il CEO di Apple Tim Cook aveva fatto visita a uno degli stabilimenti poche ore prima che il rapporto venisse pubblicato, e oggi Foxconn annuncia che si atterrà alle misure consigliate dalla FLA adottando grossi cambiamenti nelle condizioni di lavoro, nella retribuzione e anche nel numero di operai impiegati – con una ricaduta sui costi di questo lavoro altamente specializzato sui margini di guadagno delle aziende committenti o sul prezzo del prodotto finale al consumatore (nel caso degli attuali iPhone e iPad alto, ma molto contenuto rispetto al lavoro che la costruzione e l’assemblaggio manuale comportano). Qui trovate il rapporto originale dell’indagine condotta dalla Fair Labour Association, con le appendici stabilimento per stabilimento e le misure consigliate per il futuro. Qui il resoconto a caldo del NYT, qui Angelo Aquaro per Repubblica.it.
♫ La canzone di oggi era “Shackled and drawn” di Bruce Springsteen
Ecco la puntata di oggi:
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venerdì, gennaio 21st, 2011

Se in questi giorni state per caso pensando che Ruby potrebbe anche essere figlia vostra, è il momento di curiosare in una discussione destata in America e in Inghilterra dal libro in uscita di una madre di origine cinese, Amy Chua, un memoir dal titolo L’inno di battaglia della madre tigre. Amy contrappone un rigido modello di educazione delle sue figlie al lasco e permissivo modello occidentale, e sembra che tutti vogliano discuterne con lei o se ne sentano offesi. In realtà, Amy racconta la sconfitta del suo modello almeno con la seconda figlia, e si immerge nel modello di educazione ciense ricevuto da lei stessa, e nelle aspirazioni delle famiglie orientali che hanno reso i figli di cinesi i ragazzi di maggiore successo accademico e professionale di tutti gli Stati Uniti. Prima Francis Bissong, che ringrazio, mi ha segnalato le interviste online del Guardian, e adesso non solo Amy Chuan si è guadagnata la copertina di Time in uscita (che fiuto, Francis…) ma ieri mattina in tv su MSBNC a dire la sua ci sono andate anche le più potenti blogger dell’universo, Arianna Huffington dell’Huffington Post e Tina Brown di Daily Beast. Qui il video. (i pezzi ve li traduco nel podcast qui sotto)
♫ Le musiche di oggi erano “Equestrienne” di Nathalie Merchant e “The magic” di Joan as Policewoman
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:Amy Chuan, Arianna Huffington, educazione cinese dei figli, educazione rigida dei figli, Inno di battaglia della mamma-tigre, MSBNC, permissivismo occidentale, polemiche su Amy Chuan, The Guardian, Time, Tina Brown
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giovedì, gennaio 20th, 2011

(foto via Nomfup)
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Oggi, più ancora che a un tema, ci dedichiamo a una persona, un blogger molto speciale che si chiama Richard Adams. Dovreste conoscerlo perché qui ad Alaska seguiamo molto spesso i suoi racconti, e alcuni dei blog che leggiamo regolarmente li abbiamo scoperti grazie alle sue indicazioni. Adams è una cronista e commentatore inglese del Guardian che guarda le cose di Washington, ma soprattutto ha due grandi capacità: quella di raccontare cose molto serie senza mai rinunciare a un po’ di sarcasmo, e quella di conoscere molto bene il mezzo del blog e del microblog – sue, ve lo ricordate, le cronache minuto per minuto del vulcano islandese, dei colpi di scena al vertice di Copenaghen, nonché degli scontri in Iran di qualche mese fa, dell’attacco alla Flotilla, e di vari eventi elettorali – per alcune di queste giornate, Richard ha fatto avanti e indietro dalla tastiera anche per 20 ore filate. Ieri per lui è stata una giornata di attività molto intensa. Ha seguito direttamente minuto per minuto la conferenza stampa congiunta che ha coronato la visita di stato di Hu Jintao a Washington, con alcuni esilaranti problemi di traduzione, e sempre minuto per minuto, con alcuni collaboratori, ha ricostruito l’annuncio della ripresa di bonus e premi da Goldmann Sachs che ieri teneva la sua conferenza pubblica di fine anno, alla quale si poteva accedere chiamando in anticipo due numeri verdi – un po’ troppo tecnico da tradurre ma pieno di piccole rivelazioni in tempo reale sul linguaggio dei dirigenti Goldman Sachs, sull’attuale numero di impiegati solo rispetto a un anno fa, e sulla bufala dell’investimento di GS in facebook, con tanto di commenti tecnici in tempo reale dalla collega di Richard, Jill Treanor. Il primo thread, quello di Hu Jintao, si legge dal basso verso l’alto, quello di Goldman Sachs dall’alto verso il basso.
♫ Le musiche di oggi erano “Half Light I” degli Arcade Fire e “Razzi arpia inferno e fiamme” dei Verdena
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:Barack Obama, conferenza pubblica Goldman Sachs, facebook, Goldman Sachs, Hu Jintao, Jill Treanor, live blogging, microblogging, premi Goldman Sachs, Richard Adams, The Guardian, ultimo trimestre Goldman sachs, visita ufficiale Hu Jintao a washington
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venerdì, ottobre 8th, 2010

Come promesso da qualche giorno, oggi parliamo di Cina. Ieri il Post segnalava un buffo paradosso, su un’intervista rilasciata all’estero dal premier cinese Wen Jiabao e poi censurata in patria. Intanto, confermata poco fa dall’annuncio ufficiale a Oslo la notizia che il Nobel per la Pace di quest’anno viene assegnato allo scrittore dissidente cinese Liu Xiaobo, in carcere per aver diffuso il documento Charter 08, in cui si chiedono riforme politiche, compresa la liberta’ di riunione, di stampa e di religione. Pechino ha già ammonito il Comitato a non fare una scelta del genere, ne’ per Liu ne’ per altri dissidenti o fautori dell’ingresso della democrazia in Cina, e i dissidenti non erano tutti della stessa idea sul Nobel, come ci racconta il blog protagonista della nostra puntata di oggi.
Un blog che dopo l’estate è cresciuto fino a diventare quasi una testata professionale, e di certo competente ed esaustivo in materia di Cina, è quello di Giada Messetti, nostra corrispondente da Pechino che nella scorsa stagione ci ha fornito tanti spunti interessanti. Vita, cultura, politica e società cinese sono raccontati in modo molto più esteso di quanto Giada non facesse già sul suo blog personale, e con la particolarità di essere raccontati in italiano. Offichina.com, indirizzo online di questa nuova “OffiCina”, è il blog che esploriamo oggi, approfittandone per farci raccontare da Pechino gli ultimi nodi importanti della vita del grande paese asiatico. Tutto quanto da riascoltare qui sotto nel podcast.
♫ La canzone di oggi era “One Two Three Four” di Feist
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:Cina, Giada Messetti, Nobel per la Pace, Offichina.com, OffiCina, Xiabao
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mercoledì, ottobre 6th, 2010

Dovrebbe essere annunciato domani il premio Nobel per la Letteratura 2010 – almeno così sperano gli editori che si trovano riuniti alla Fiera di Francoforte, anche se l’anno scorso l’annuncio è arrivato l’8 e tecnicamente potrebbe farsi attendere fino al 14. In rete si inseguono le previsioni e il toto-nome: a chi toccherà quest’anno? Una traccia la danno le probabilità di vincita calcolate dalle grandi agenzie di scommesse come Ladbrokes e PaddyPower, che continuano a cambiare soprattutto dalla fine di settembre. Sui blog, in parte, supposizioni e calcolo delle probabilità diventano anche strumenti per pubblicizzare questo o quell’autore (penso alla funzione del gruppo di facebook per il Nobel a Roberto Saviano), ma riflettono anche auspici letterari e politici, quando non tentano addirittura di leggere nella mente (il più delle volte illeggibile) della giuria del Nobel. Invece di cadere dalle nuvole come ogni anno, magari davanti a un candidato fortissimo nella sua lingua di nascita ma semisconosciuto da noi, cogliamo l’occasione per sentire cosa si dice in rete sulla rosa dei possibili candidati al premio, e per approfondire il ritratto di uno degli autori più segnalati dai blogger, il kenyano Ngugi Wa Thiong.
Alcuni dati di partenza sono che 1) l’attuale presidente della giuria del Nobel per la Letteratura ha ammesso che negli ultimi dieci anni il premio è stato troppo eurocentrico, 2) c’è un fortissimo interesse per la letteratura dei paesi africani, sia residenti che oriundi, 3) si fanno spesso i nomi del ceceno Kant Ibragimov e dello scrittore cinese Liu Xiaobo attualmente in carcere, 4) il Nobel non viene conferito a un nordamericano da molti anni, e restano in lizza alcuni candidati di sempre, come Philip Roth e Alice Munro, insieme alle meno probabili Joyce Carol Oates e Margaret Atwood, a El Doctorow, e all’outsider Bob Dylan, mentre sale ogni giorno nelle quotazioni il nome di Cormac MCcarthy. Ricorrono, come ogni anno, i nomi di Murakami, Adonis, Elias Khouri, John Berger, Thomas Pynchon, Umberto Eco, Edward Albee per il teatro, e prende sempre più quota l’ipotesi di Amos Oz. Gli italiani non sono esclusi, con i nomi di Antonio Tabucchi e di Claudio Magris, e ricorre la sottolineatura che non vinca un poeta dal 96, quando venne premiata Wyslawa Szymborska. Oggi c’è chi auspica una vittoria in questo senso per la peruviana Carmen Ollé, o l’americana Rita Dove, o il coreano Ko Un, o, assai più quotati, la poetessa algerina Assja Djebar (anche se di lingua francese come il recente premio nobel LeClezio) o lo svedese Tomas Transtromer.
In rete, naturalmente, il dibattito più appassionante nel toto-Nobel per la Letteratura è quello fra i lettori, appassionati, onnivori e informatissimi sugli autori di tutto il mondo, che soppesano nei forum meriti e controindicazioni di ogni candidato. Tenendo presente che il contributo degli scommettitori è molto relativo, visto che gli ultimi due vincitori erano dati 50/1, diamo un’occhiata, visto che l’anno scorso ci hanno azzeccato con Herta Muller, a quel che si racconta su Literary Saloon negli ultimi due giorni.
Ecco le previsioni di A Commonplace. E quelle del sito svedese Swedish Wire.
Isak, soprannome della blogger scrittrice Anneleigh Clark, fan di Karen Blixen e attentissima a quel che si muove in narrativa e poesia, esprime il suo auspicio che vinca James Ngugi – Ngugi wa Thiong, Kenya, autore di Chicco di grano e di Spostare il centro del mondo – La lotta per le libertà culturali - e gli dedica un profilo che vi propongo.
♫ Le canzoni di oggi erano “The sellout” di Macy Gray e “Stella d’argento” di Brunori Sas
Ecco la puntata di oggi:
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martedì, settembre 14th, 2010

(AP/Pier Paolo Cito)
Sempre in attesa di riprendere la trasmissione anche in onda dal 5 ottobre, qualche segnalazione da esplorare:
La nostra Giada Messetti, corrispondente e blogger da Pechino, presenta il suo nuovo sito, quasi un magazine online sulla Cina – favoloso.
Una versione berlinese e molto meno trendy – ma bellissima – di The Selby: è Freunde von Freuden, splendide fotografie di interni e interessanti interviste con artisti e operatori culturali, spesso trasferitisi da poco a Berlino da altri paesi del mondo.
La New York Review of Books sui recenti avvenimenti della politica italiana (e un ottimo esempio di come certe fotografie dicono molto più delle parole).
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giovedì, aprile 22nd, 2010

Mentre noi eravamo avvolti dalla bruma di cenere del vulcano, dall’altra parte del mondo, invisibile alle cronache, il conteggio dei morti del terremoto nel Qinghai saliva vertiginosamente. Quando abbiamo sentito in diretta Giada Messetti la settimana scorsa erano 400. Adesso sono saliti a più di 2000. E la storia non finisce qui. Torniamo a collegarci in diretta con lei a Pechino (e potete riascoltare la sua corrispondenza nel podcast qui sotto)
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E se gli aiuti alimentari ad Haiti fossero ormai troppi? Lo ipotizza la CBS, che analizza le reazioni del governo haitiano al flusso di cibo in arrivo dagli Stati Uniti che rischia di stravolgere il mercato interno. Non è l’unico tipo di aiuto in arrivo, ma è quello che potrebbe inceppare la ripresa economica dopo il terremoto. Lisa Paravisini riassume (ve la traduco qui sotto nel podcast)
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Google ha pubblicato una mappa che documenta lo stato della censura su Internet nei vari paesi, basata sulle richieste di rimozione dei contenuti che riceve il grande motore di ricerca. In testa alla classifica il Brasile, ma i livelli di lettura potrebbero essere tanti, legati all’aumento dell’utilizzo della rete, alla proporzione fra dimensioni della popolazione e contenuti online e a molte altre variabili. Intanto questa è la finestra dell’Italia (via Tiziano Caviglia):

Le musiche di oggi erano “Equestrienne” di Nathalie Merchant e “The loop” di Emma Pollock
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:aiuti alimentari, CBS, censura, etnìe, Giada Messetti, Google, han, Lisa Paravisini, mappa censura, Pechino, Qinghai, rimozione contenuti, terremoto, tibetani, vittime
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mercoledì, aprile 14th, 2010

La terra trema di nuovo. Ieri ci eravamo collegati con la nostra blogger da Pechino, Giada Messetti, per chiarire cosa fosse realmente accaduto al summit sul nucleare a Washington. Eravamo rimasti con lei che forse ci saremmo risentiti oggi per commentare il discorso di Hu Jintao di ieri sera. Oggi i quotidiani americani non rettificano sulla supposta adesione cinese alle sanzioni all’Iran, e anzi si concentrano sul disaccordo fra Cina e Usa in relazione allo yuan, ma soprattutto sulla bozza di sicurezza nucleare anti-terrorismo raggiunta la summit, di cui il Washington Post ha ottenuto un estratto. Nel frattempo, però, con le sue più alte autorità ancora in America, la Cina è stata colpita da un violento terremoto. Le risorse destinate ai soccorsi andranno ad aggiungersi a quelle già stanziate per la terribile siccità che ha colpito la Cina sudorientale. La frequenza dei terremoti in Cina (il Sichuan venne colpito da violente scosse solo due anni fa) va ad aggiungersi a quella che tutto il pianeta sembra subire nell’ultimo anno. La zona centro-occidentale della Cina colpita dal terremoto, il Qinghai, è di per sé così isolata che le notizie faticano ad arrivare. Nel frattempo la tabella di marcia di Hu Jintao prevederebbe un proseguimento del suo viaggio in America Latina. Torniamo a collegarci con Giada per avere qualche frammento delle notizie sul terremoto, mentre i primi soccorsi dovrebbero raggiungere le zone colpite intorno alle 20 ora cinese (le 14 ora italiana).
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Repeating islands, dedicato al mondo caraibico, sta facendo un lavoro molto originale per quello che riguarda Cuba, portando sulle sue pagine una quantità di dettagli della vita quotidiana che riescono a travalicare le grossolanita del dibattito pro e contro Fidel. Una di queste piccole gemme è la notizia raccontata da Lisa Paravisini sulla imminente privatizzazione dei negozi di barbiere.
Le canzone di oggi era “Walking in the sun” di Fink
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Tags:anticipazioni sull'accorod anti-terrorismo, barbieri, Hu Jintao, Lisa Paravisini, nuclare, Obama, privatizzazione, Qinghai, repating islands, siccità, soccorsi, statalizzazione, televisione cinese, vertice sul nucleare, Washington Post
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martedì, aprile 13th, 2010

Vertice sul nucleare a Washington: gli osservatori si congratulano con Obama per il piglio strategico e sottile che sta dando agli incontri (qualcuno lo descrive come l’antitesi di Bush), e oggi il Daily Beast titola: “un’altra pazzesca vittoria” del presidente, che nei colloqui di ieri con il presidente cinese Hu Jintao gli avrebbe strappato la promessa di unirsi agli Stati Uniti nelle sanzioni all’Iran sul programma nucleare. Dunque…. In Cina le cose non vengono riportate proprio così, e adesso anche i quotidiani occidentalii stanno correggendo il tiro. Hu Jintao terrà un discorso oggi a Washington, e nel frattempo la nostra blogger da Pechino Giada Messetti ci fornisce alcune chiavi alla lettura della sua partecipazione al summit (potete riascoltare il collegamento con Giada da Pechino nel podcast qui sotto)
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Dal Brasile Riogringa ci racconta di un testimonial d’eccezione contro la diga idroelettrica di Belo Monte. Ma prima diamo un’occhiata in rete alla storia del progetto della diga e del movimento che sta cercando di contrastarla (post di Raffaele Urselli).
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Ecco cosa racconta Riogringa dal Brasile sulla diga… per fan di Avatar e di Alien (qui sotto nel podcast potete riascoltare la traduzione del suo post)
Le musiche di oggi erano “Whooping crane” di Lyle Lovett e “Rise” di Eddie Vedder
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