Archive for the ‘cyberattivismo’ Category
venerdì, dicembre 28th, 2012

(Tahrir il 27 novembre, via #ganobi)
Questa è l’ultima puntata di Alaska per il 2012, e ieri ho preparato per voi una cronologia di tweet-cartoline su Storify, con alcuni dei miei tweet e momenti e fotografie preferiti dell’anno – molto parziali, molto soggettivi, ma spero vi ricordino alcuni dei momenti che abbiamo passato insieme qui e su Twitter. Ripercorriamo l’anno rapidamente insieme, e potete trovarlo qui. Ci risentiamo dal 7 gennaio!
La canzone di oggi era “Shackled and drawn” di Bruce Springsteen
Ecco la puntata di oggi:
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mercoledì, dicembre 5th, 2012

(al palazzo, da OnTv ieri sera)

(al palazzo, foto di Sarah el Deeb)

(al palazzo, foto di Mohamed el Dashan)

(la mappa dei cortei di ieri, verso Tahrir e verso il palazzo presidenziale, via Daily News Egypt)

(il cartello più ammirato della serata, satira della copertina di Time dedicata a Morsi)
Oggi una sbirciata ai lavori in corso della World Conference on International Telecommunications (#WTIC2012), che si sta svolgendo a Dubai a porte chiuse – motivo per cui abbiamo pochissimi racconti sullo stato dei lavori. Sul suo blog, Daniele Particelli fa un breve punto sulle indiscrezioni che emergono dalla conferenza.
Intanto ieri – in un episodio storico per la rivoluzione egiziana – l’organizzatissimo accerchiamento del palazzo presidenziale al Cairo: con diversi cortei, una marea umana molto eterogenea si è riversata sia a Tahrir che sul viale monumentale che porta alla residenza del presidente nel quartiere di Heliopolis per protestare contro il decreto costituzionale di Morsi. I manifestanti hanno rimosso metodicamente i rotoli di filo spinato dietro i quali era schierata la guardia presidenziale, che dopo una prima serie di lanci di gas lacrimogeni, si è ritirata. E fra canti, slogan e graffiti sulle mura del palazzo, una parte dei manifestanti ha eretto nuove tende per un sit-in al palazzo, mentre prosegue da giorni il sit-in a Tahrir. Nella timeline di Alaska su Twitter trovate tutto il racconto minuto per minuto della notte di ieri, da tutte le mobilitazioni in Egitto, con foto e video.
La canzone di oggi era “Notti” di Francesco Guccini
Ecco la puntata di oggi:
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venerdì, novembre 30th, 2012

(la stampata del voto Onu sulla Palestina, paese per paese)

(il Transparency Report di Google di ieri sulla Siria)
Ieri (e scusate l’assenza di Alaska) giornata di grande movimento sulla rete: il voto all’Onu che ha approvato l’ingresso della Palestina come paese osservatore – prima volta a mia memoria che la lista stampata dei paesi con le specifiche di come hanno votato va online pochi minuti dopo il voto (e Twitter è andato in tilt appena arrivata la notizia); la cronaca dei lavori convulsi della Costituente zoppa in Egitto (dopo la fuoriuscita per protesta di tutte le rappresentanze laiche e copte) prolungati fino all’alba per battere sul tempo i limiti di legge e presentare la bozza oggi (qui Heba Morayef, direttrice di Human Rights Watch Egitto, sulle contraddizioni del testo in materia di tutela dei diritti) – mentre Tahrir si prepara oggi al bis della protesta di martedì e la contromanifestazione dei Fratelli Musulmani prevista per domani è stata spostata al campus dell’Università Americana per evitare scontri. Martedì silenzio stampa di tutti i canali tv privati e 11 giornali. E intanto in Siria, mentre venivano bloccati i voli sull’aeroporto di Damasco e per diverse ore era difficile anche contattare i numeri della rete fissa, la rete è stata tagliata. Grazie a Daniele Raineri del Foglio, l’indagine di Cloudflare, e Amy Chotzik del NYT su come gli host americani forniscano supporto alla rete governativa siriana nonostante il divieto della Casa Bianca. Qui un riassunto del rapporto della rete siriana con gli host canadesi.
Radio Popolare e Popolare Network vi aspettano domenica 2 dicembre per la diretta su seggi e risultati delle primarie del centrosinistra, dalle 10 alle 12.30, dalle 1830 alle 1930, e dalle 19.50 alle 0030. Tutti i contenuti audio sul nostro blog delle primarie nazionali e lombarde.
La canzone di oggi era “New age” nella versione di Tori Amos
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:blocco rete Siria, Cairo, costituente egiziana, costituzione egiziana, Daniele Raineri, Fratelli Musulmani, Google Transparency Report, Heba Morayef, Human Rights Watch, Morsi, proteste a Tahrir, voto Onu Palestina
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martedì, novembre 13th, 2012

Uno dei panel più interessanti al Festival di Internazionale il mese scorso a Ferrara è stato quello in cui il blogger e columnist Sultan al Qassemi e l’attivista del Bahrain Maryam Alkhawaja hanno raccontato i rapporti finanziari, politici e culturali tra i paesi del Golfo all’indomani delle rivolte arabe. Sultan – giovane, benestante e con molti agganci nel suo paese, gli Emirati Arabi, che gli hanno permesso finora di non mettersi nei guai come altri blogger – continua ad arrivare fra i primi nelle liste dei 100 tweep più influenti del mondo arabo, e la nostra Michela Sechi lo ha incontrato per noi a Ferrara e si è fatta fare un quadro della situazione in Arabia Saudita.
La canzone di oggi era “These boots are made for walking” di Nancy Sinatra
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:ferrara 2012, festival di Internazionale, Michela Sechi, Ryiadh, Sultan al Qassemi
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martedì, ottobre 9th, 2012

(Alaa Abdel Fattah alle 4 del mattino del 10 ottobre, dopo aver passato la notte all’ospedale copto a confortare le famiglie delle vittime di Maspero – fra cui quella del suo amico Mina Daniel – e a cercare un giudice indipendente perché le autopsie non venissero falsificate)
Centesimo giorno di presidenza eletta in Egitto, e Morsi annuncia l’attesa amnistia totale per i prigionieri politici. In realtà, come documenta Mona Seif dell’associazione No Military Trials, al procuratore generale resta da definire quali siano i “crimini legati a episodi della rivoluzione” per i quali si ha diritto all’amnistia, l’arco temporale coperto è da gennaio 2011 a giugno 2012 e restano fuori tutti i civili passati per corte marziale anziché civili per crimini comuni. Il tempismo di Morsi non stupisce, visto che oggi cade anche un anno esatto dal massacro di #Maspero al Cairo, l’episodio più terribile sul percorso della rivoluzione. Dopo l’aggressione ai manifestanti di Abbaseya e lo sgombero forzato di Tahrir a luglio, e l’attacco all’ambasciata israeliana a settembre, la notte di Maspero cancella per sempre l’innocenza rivoluzionaria e mostra al mondo la crudeltà dell’esercito egiziano. Ancora sotto il governo del Consiglio Supremo dell’esercito, il 9 ottobre del 2011 una manifestazione pacifica di cristiani copti diretta verso l’edificio della tv di stato (#Maspero appunto) viene fatta bersaglio di colpi d’arma da fuoco dall’alto di un cavalcavia. Simultaneamente, la tv di stato chiama “ogni onorevole cittadino musulmano” a scendere in strada per “difendere i soldati dai copti armati”, sostenendo poco dopo che siano stati uccisi tre soldati. In realtà, a seguito di questo appello nascono confuse sassaiole fra civili musulmani appena arrivati e copti, e nel corteo copto si sparge il panico. Molti cercano di rifugiarsi negli edifici circostanti. L’’esercito interrompe le trasmissioni delle tv via satellite facendo irruzione nelle loro redazioni, e all’esterno interviene zigzagando coi blindati tra la folla, facendo 28 morti e diversi dispersi, probabilmente gettati nel Nilo. I tweep musulmani e copti, nonostante la requisizione violenta per le strade di schede di memoria e macchine fotografiche, raccontano tutto in presa diretta, e aiutano a raccogliere i video dei blindati che uccidono i manifestanti disarmati; i video saranno portati come testimonianza alle (vane) inchieste civili, e faranno il giro del mondo.
Due settimane dopo, in visita ad Occupy San Francisco, l’attivista Alaa Abdel Fattah riceve notizia di un mandato di comparizione. Rientrato al Cairo il 30 ottobre, si rifiuta di rispondere all’autorità militare, che considera responsabile dei fatti della notte di #Maspero. Per gli stessi fatti viene messo sotto investigazione e resterà in carcere fino alla fine del 2011, mentre nasce il suo primo figlio, ormai prosciolto da tutte le accuse. Soltanto tre militari sono stati perseguiti per i fatti della notte di Maspero.
I tweep egiziani fra ieri sera e oggi stanno rimettendo in circolo tutti i materiali web di documentazione dei fatti di Maspero, quello che scrissero allora e nuove testimonianze scritte oggi. Al Ahram posta anche un ricordo del giovanissimo attivista copto Mina Daniel, ucciso quella notte sotto gli occhi dei suoi compagni musulmani (ne parlammo qui). Lo fa anche il bravissimo fotografo Matthew Cassel, ritrovando l’immagine del suo celebre sorriso.
La canzone di oggi era “Like a king” di Ben Harper
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Tags:9 ottobre, Al Ahram, Alaa Abdel fattah, amnistia prigionieri politici, anniversario di Maspero, Cairo, esercito, Matthew Cassel, Mina Daniel, Morsi, strage di Maspero, tv di stato
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martedì, ottobre 2nd, 2012

Da noi se ne parla poco, e la notizia è passata un po’ inosservata qualche giorno fa anche negli Stati Uniti, ma la storia dello spray al peperoncino usato lo scorso novembre dalla polizia nel campus dell’Università della California (UC Davis) sugli studenti che manifestavano pacificamente per uno degli appuntamenti di Occupy non è finita lì, con le reazioni scandalizzate davanti al video dell’agente in tenuta anti-sommossa che inondava di spray arancione irritante la fila di studenti seduti per terra (il video, che ebbe una circolazione virale, potete rivederlo qui sul Guardian). Infatti l’Università della California ha accettato un patteggiamento per arginare la causa intentata dagli studenti vittime dell’attacco, e dovrà versare loro un milione di dollari. Decisiva, come in molti casi dove è abbondante la presenza di citizen journalist armati di videocamere e macchine fotografiche, la documentazione dell’accaduto circolata in rete. I dettagli qui sul blog di NPR, e in uno dei resoconti più precisi, stilato da Oregon Live.
La canzone di oggi era “We did it when we were young” dei Gaslight Anthem
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Tags:California, condanna poliziotti. UC Davis, denuncia studenti, Occupy Wall Street, OWS, peperoncino, spray
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giovedì, giugno 21st, 2012

(la cantante folk Tea Leigh a Zuccotti Park)
Ad Alaska, come sapete, parliamo moltissimo di teorie, modalità e cronache di Occupy Wall Street, e in genere dei temi su cui i movimenti organizzati dal basso nel mondo – da Tahrir alle acampadas spagnole – hanno imposto alla conversazione internazionale, critiche di sistema che spesso partono da un ragionamento sul concetto di debito. Qualche giorno fa Radio Popolare ha ospitato con grande piacere nei propri studi l’antropologo David Graeber, molto legato a Occupy Wall Street e autore di diversi libri importanti su democrazia e debito. Molto attivo pubblicamente a partire dal 2000, Graeber venne allontanato dall’insegnamento a Yale e oggi insegna al Goldsmith College di Londra. Fra i suoi libri in traduzione italiana vi segnalo Debito. I primi 5000 anni, uscito da poco per il Saggiatore, oltre a La rivoluzione che viene. Come ripartire dopo la fine del capitalismo, uscito per Manni Editori, e il classico Critica della democrazia occidentale, appena ripubblicato da Elèuthera che ha in catalogo anche Frammenti di antropologia anarchica. Ira Rubini ha intervistato David Graeber in diretta e oggi vi ripropongo la loro conversazione.
♫ La canzone di oggi era “I don’t want to play in your yard” di Peggy Lee
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giovedì, giugno 14th, 2012

(una delle immagini della campagna a sostegno di Bradley Manning: “Fare la spia sui crimini di guerra non è un crimine”)
A fine maggio ricorrevano due anni dall’inizio della carcerazione del giovane militare Bradley Manning, accusato di esser l’informatore che fornito i milioni di documenti segreti svelati pubblicamente con il nome di Wikileaks. Dopo due anni in carcere, Manning è ancora in attesa di giudizio e sarà sottoposto a processo per corte marziale il prossimo agosto. Greg Mitchell per The Nation riassume la storia del rapporto con il suo accusatore, l’hacker Adrian Lamo, mentre il blogger/giornalista Kevin Gosztola, insieme al quale Mitchell ha scritto “Truth and consequences, the US against Bradley Manning”, un libro sul caso Manning, racconta della battaglia fra accusa e difesa sulla segretezza delle udienze Manning.
♫ La canzone di oggi era “Here comes the rain again” degli Eurythmics nella versione di Macy Gray
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giovedì, maggio 31st, 2012

(Andy Carvin intervistato al Festival del Giornalismo di Perugia dopo il suo keynote speech al Teatro del Pavone)
Andy Carvin, il curatore di social media più celebre del mondo e pioniere del giornalismo applicato al crowdsourcing di Twitter, è intervenuto la settimana scorsa a Mesh2012, e Matthew Ingram aiuta a individuare alcuni dei fili importanti che la sua esperienza sta tracciando per tutti noi – apertura, gratuità, rendere conto, verifica trasparente e collettiva, ammissione degli errori, umanità. Nella puntata di oggi vi faccio ascoltare una piccola parte del suo keynote speech al festival di Perugia un mese fa in cui racconta la parte più tecnica del suo lavoro (che trovate integrale in video qui), vi racconto alcuni degli elementi etici e di indirizzo che ho raccolto dalla mia conversazione personale con lui, e vi propongo l’intervista che sempre a Perugia ha realizzato con lui Raffaella Menichini per repubblica.it, che sottolinea l’idea della redazione pubblica e trasparente su Twitter e il ruolo di servizio pubblico.
♫ La canzone di oggi era “Danse carribe” di Andrew Bird
Ecco la puntata di oggi:
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venerdì, maggio 4th, 2012

(il muro dei tweet stampati a re:publica)
Oggi ultima delle tre giornate di lavori per re:publica – conferenza e hub della “società digitale” a Berlino. Speaker, incontri, laboratori, gruppi di lavoro in tedesco e in inglese su tutti gli aspetti della nostra vita digitale e della sua dimensione pubblica. Ci colleghiamo in diretta con la Station-Berlin a Kreuzberg dove il supertweep e blogger Tommaso Lana, berlinese di adozione, sta seguendo i lavori.
♫ La canzone di oggi era “All I know” di Fabrizio Cammarata
Ecco la puntata di oggi:
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