Archive for the ‘condivisione’ Category

Twister

martedì, maggio 21st, 2013

Action News 5 – Memphis, Tennessee

(il video in timelapse di ActionNews5 del passaggio del tornado la scorsa notte in Oklahoma)

Tre chilometri di diametro, 91 21 morti, una scuola elementare distrutta e una chiesa spostata; il tornado della notte scorsa in Oklahoma ha provocato il terrore e una incredibile quantità di testimonianze in tempo reale sui danni, i soccorsi (si è dovuto fare un appello a non accorrere ulteriormente sul posto per aiutare) e il ricongiungimento dei dispersi. Oltre ai comuni cittadini che hanno contribuito con tweet, video girati col cellulare, foto e messaggi, un ruolo fondamentale lo hanno giocato i reporter dei quotidiani locali, come a Moore, e StoryfulPro ha verificato decine di video perché i giornalisti potessero utilizzarli, e Matthew Keys, il controverso talento cacciato dalla Reuters, ha tenuto un liveblog per tutta la notte monitorando le televisioni locali o affiliate ai grandi network. I social media sono serviti anche a dare massima circolazione ai comunicati ufficiali su come comportarsi per ricerche, soccorsi, permanenza nei rifugi, afflusso agli ospedali e permanenza delle condizioni di massima allerta.

La canzone di oggi era “Riders on the storm” dei Doors (omaggio a Ray Manzarek)

Ecco la puntata di oggi:

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la promessa della privacy

giovedì, maggio 16th, 2013

wiki-info-final

Il New Yorker è un’altra di quelle esperienze editoriali uniche per la sperimentazione d’avanguardia che può permettersi e che propone; è la app editoriale più letta e copiata del mondo, e quella con la grafica più avanzata. Sebbene il suo stile non sia cambiato di molto dagli anni Venti – intensamente dedicato com’è alla lettura di lungo formato – continua a collocarsi sulla frontiera digitale con notevole piglio. Ieri la testata ha annunciato l’adozione e il lancio di Strongbox, un progetto per tutelare l’anonimato del feedback e del contributo dei lettori in un’era di grande collaborazione ed eccessiva tracciabilità. Strongbox è, fra l’altro, una delle eredità del giovane cyberattivista Aaron Swartz, suicida lo scorso gennaio, che l’aveva progettata insieme a Kevin Poulsen. Qui sopra lo schema di Oneil Edwards che spiega come funziona, qui Amy Davidson per il blog del New Yorker, dal quale si desume il desiderio del New Yorker di incoraggiare ulteriormente il contributo dei lettori alle sue storie investigative e di tutelarsi dalle eventuali richieste sulle fonti delle agenzie di sicurezza federali (che hanno da poco rivelato, per esempio, di aver intercettato le telefonate dei giornalisti della Associated Press).

La canzone di oggi era “You make me want to wear dresses”

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cervello collettivo

lunedì, aprile 29th, 2013

EB

(nella foto, Emily Bell)

Ben ritrovati, oggi una rapida occhiata riassuntiva ai lavori del festival de Giornalismo di Perugia che si sono conclusi ieri, in attesa di vedere qualcuno degli interventi clou più da vicino. Di nuovo appuntamento internazionale di frontiera su informazione, nuovi sistemi organizzativi, rapporto con i social e con “quello” – come dice Emily Bell – “che un tempo era noto come il pubblico”, sopravvivenza e finanziamento, metodi di misurazione del feedback, specializzazione, programmazione, ci ha lasciato pieni di idee e di strumenti, e di materiali da studiare. Attraversato dalla forte consapevolezza del delicato momento politico italiano, il festival di Perugia si è fatto ancora una volta laboratorio sull’informazione che contribuisce a formare le scelte civiche dei cittadini.

La canzone di oggi era “Beginning of a great adventure” di Lou Reed

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laboratorio Pilhofer

lunedì, aprile 22nd, 2013

philofer

Aron Pilhofer è una delle menti del giornalismo digitale e delle sue intersezioni di competenze e strumenti. Al New York Times coordina l’interactive news service, una squadra redazionale a cavallo fra giornalismo, social media e tecnologia, ed è co-fondatore di DocumentCloud.org e di Hacks and Hackers. Sulla strada per il festival del Giornalismo di Perugia, oggi Pilhofer si ferma a Bologna, ospite dei redattori della nostra radio sorella, Radio Città del Capo, un incontro al quale convergeranno giornalisti, hackers e appassionati, e che sarà possibile anche seguire con una diretta video. Ci facciamo raccontare tutto in diretta da Elisabetta Tola di Formica Blu, che lavora al programma di Radio Città del Capo sulle nuove tecnologie Pensa Tech.

La canzone di oggi era “I’m going down” di B. Springsteen nella versione dei Vampire Weekend

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preziosi consigli

venerdì, aprile 5th, 2013

sleep-with-book

Il colosso delle vendite online Amazon ha annunciato qualche giorno fa di aver fatto un’acquisizione strategica comprando GoodReads – la più grande comunità libera di lettori e consigli di lettura nel mondo – per 150 milioni di dollari. Il CEO di GoodReads, Otis Chandler, ha annunciato allegramente di essersi “unito alla famiglia” di Amazon, ma come l’ha messa Rob Spillman di Salon, “sì, un po’ come la Polonia si era unita al Terzo Reich”. Comprare dati, utenti che producono contenuti e consigli mirati, creatività, è anche un modo per impedire ad altri di fare altrettanto. Qui Salon sulla delusione degli utenti di GoodReads, qui invece The Atlantic con le ragioni per cui Amazon ha fatto questa mossa, e un sacco di dati interessanti su come si muovono negli Stati Uniti i consigli di lettura – cioè cosa sta inseguendo Amazon ora che si scopre che gli algoritmi di suggerimento non funzionano un granché.

La canzone di oggi era “Water’s edge” di Nick Cave & The Bad Seeds

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il dilemma della struttura

giovedì, marzo 7th, 2013

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Ieri avete sentito accostati tre punti di vista attenti sulla complicata relazione fra il Movimento 5 Stelle e i media, e sul falso mito della “modernità” di questo movimento in fatto di strumenti e comunicazione sul web. Vi dicevo anche di come mutuare parole d’ordine dai movimenti internazionali degli ultimi due anni (es: acampadas, Occupy) non corrisponda di per sé a soluzioni simili a livello di consultazione, elaborazione e auto-organizzazione, tanto più di fronte all’enorme sorpresa di ritrovarsi dopo il voto al 25%, non più agitatori esterni e commentatori per contrapposizione ma scagliati invece con una grossa rappresentanza nelle istituzioni formali. Ieri sera Pietro Salvatori ha scoperto che di questo problema di funzionalità si è accorto anche qualcuno all’interno dei Cinque Stelle, e ha pubblicato il suo racconto sull’Huffington Post. Potete leggerlo qui e poi ascoltare cosa ci ha detto oggi in diretta.

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narrazione non lineare

giovedì, febbraio 21st, 2013

cortazar

(lo scrittore argentino Julio Cortazar)

I ricercatori John V. Pavlik e Frank Bridges hanno scritto una monografia, “The Emergence of Augmented Reality (AR) as a Storytelling Medium in Journalism”, in cui esplorano gli strumenti con cui la realtà aumentata del web può intervenire in una narrazione documentaria a modificarne attivamente il percorso. Notable, per il tumblr del Future Journalism Project, parte dal loro scritto per rintracciare le radici dell’espediente non lineare nella narrazione letteraria e poetica.

La canzone di oggi era “Wide lovely eyes” di Nick Cave & the Bad Seeds

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la nuova informazione cambia il potere?

martedì, febbraio 19th, 2013

nye_future

In questi ultimi due anni abbiamo sentito tanti pareri qui sull’influsso che la condivisione (delle notizie, della conoscenza e delle organizzazioni) sta avendo sulla fisionomia del potere. Dagli entusiasmi per l’ondata dei citizen journalist, per la possibilità di accedere alla comunicazione per chi non ne aveva mai avuta, e per i nuovi strumenti di auto-organizzazione, verifica e partecipazione, fino al cinismo di chi pensa che gli stessi strumenti possano essere usati dal potere stesso con efficacia uguale e contraria, la discussione è ampia e costellata di spunti, dati e punti di vista diversi. Joseph S. Nye, professore alla Kennedy School di Harvard e autore di “Smart power”, in tutti i suoi libri indaga la natura del potere, prima di tutto quello americano, e sulle sue trasformazioni. In un post per il blog del World Economic Forum si concentra su quella che chiama la “rivoluzione della nuova informazione” e su come questa possa “cambiare il potere”, e ne scrive sul blog del World Economic Forum.

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il consiglio del libraio

martedì, febbraio 12th, 2013

images

Stamattina sono passata in tram davanti a un’altra libreria storica di Milano che ha chiuso. Gli scaffali vuoti, la vetrina già piena di polvere. Nel mondo dei libri, naturalmente, si imputa questo impoverimento al passaggio al libro digitale, e di sicuro il tessuto urbano e culturale si trova a patire una privazione a favore di un’esperienza più asettica e individuale. Una delle cose “simili alla libreria” che i grandi siti di e-commerce come Amazon si trovano a fare (attraverso gli algoritmi) è il tentativo di consigliare i libri, con lo stesso approccio di personalizzazione in base a gusti e letture precedenti, come faceva il libraio addestrato al rapporto col cliente. Secondo Hillary Kelly di New Republic, che parte raccontando dell’esperienza di Bookish, non ci riescono.

La canzone di oggi era “Jumpin’ Jack Flash” nella versione dei Gomez

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tweetping

lunedì, febbraio 4th, 2013

tweetping

Tweetping.net alle 12.00 di oggi

Carichi tweetping.net, e il software creato da Franck Ernewin comincia a “registrare” l’invio di tweet in tutte le parti del mondo in tempo reale, illuminando la mappa del pianeta. Partendo dall’orario dell’accesso come ora zero, comincia a calcolare il totale di tweet che sono inviati in quel momento (che hanno un ritmo di circa 2500 al minuto), quante parole totali vengono usate, quanti caratteri totali, qual è l’ultimo hashtag usato, e qual’è l’ultima mention. In grafici a parte scorrono le cifre (sempre in aumento) dei tweet inviati suddivisi per continente, lo scorrimento degli hashtag utilizzati in quel momento, e man mano la mappa si illumina di punti sempre più brillanti. Molto rapidamente, troppo rapidamente per riuscire a leggerli, sulla mappa compaiono anche i tweet come righe luminose di testo – abbastanza per cogliere punti esclamativi, emoticons, caratteri arabi, turchi, e le lingue più disparate. Se si testa la mappa in aggiornamento a orari diversi, è facile notare il diradarsi dei tweet nei luoghi dove è notte, ma la distribuzione dei fusi e l’arco della giornata non sembrano influenzare minimamente la concentrazione di base dei tweet, permettendo di notare alcuni pattern molto interessanti: 1) negli Stati Uniti Twitter sembra usato in modo massiccio soltanto dalla costa est (New York in testa) procedendo verso ovest solo fino alla linea centrale del paese, dopodiché si fa tutto buio fino alle roccaforti della costa Ovest – San Francisco, Oakland, Los Angeles.

2) Il Messico twitta molto, Cuba pochissimo, e in  SudAmerica si vede distintamente la maggior concentrazione di attività nel Brasile costiero, e, sull’altra costa, in Cile. A destra della mappa, invece, brilla in un mare di buio l’attività del Giappone.

3) le zone buie sono, come ci si potrebbe aspettare, il grosso dell’Africa, tutta la Russia salvo un po’ di attività a Mosca, e tutta la Cina (che ha il suo sistema interno, sigillato dal resto del mondo), ma anche i paesi dell’est Europa.

4) in Nordafrica spicca, isolato da tutto il resto, uno dei primi punti luminosi ad accendersi sia di giorno che di notte, il Cairo.

5) l’Europa ha un’attività particolarmente intensa, ma soprattutto a nord-est – Germania, Inghilterra, Olanda, Irlanda – che scema verso sud, con una notevole eccezione, la Spagna, una delle aree più luminose del mondo, sia di giorno che di notte

6) i punti più luminosi in Medio Oriente sono l’Arabia Saudita (con tre punti caldissimi fra cui Riyadh, e non a caso a farci conoscere la mappa è stato il blogger saudita Ahmed Omran) e gli Emirati Arabi con  due punti caldi a Dubai e Abu Dhabi.

7) una sorpresa straordinaria, particolarmente perché isolata in una grande area buia fra il sud dell’India e l’Australia, è l’Indonesia, una mezzaluna attivissima perfino di notte e fra le prime aree ad accendersi.

8) ma la sorpresa più grande è la Turchia, un fortissimo bagliore che copre quasi tutto il paese, 24 ore su 24. Quando si parte dal momento zero dell’avvio dei calcoli della mappa, il primo punto luminoso a comparire sulla mappa delle attività non è New York, e nemmeno Londra, ma Instanbul. E nella rapida comparsa dei testi dei tweet, molti sono in turco.

Chiunque la guardi, definisce la mappa di Tweetping come “ipnotica”, una commovente testimonianza dell’attività umana in tempo reale, una ragionevole constatazione che il grosso della comunicazione su Twitter avviene prevalentemente fra realtà urbane, e una strano parallelo fra le zone del mondo con più illuminazione elettrica e impiego di energia, e le “luci” scelte da Franck per rappresentare le concentrazioni di tweet.

La canzone di oggi era ““There is a light that never goes out” (The Smiths) di Sarah Lov

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