Archive for the ‘cinema’ Category

la nostra storia la possiamo raccontare solo noi

martedì, gennaio 29th, 2013

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(ieri, Cairo, l’obelisco e uno dei leoni del ponte Qasr el Nil, avvolti dal fumo dei gas lacrimogeni e dei pneumatici bruciati, fotografati da Mosa’ab Elshamy, @mosabeerizing)

Come vi sto raccontando in queste ore su Twitter, stanotte a Port Said, dove ancora si sparava, i manifestanti hanno organizzato un torneo di calcio notturno per sfidare il coprifuoco; al Cairo, verso l’alba, mentre infuriavano gli scontri fra manifestanti e polizia, alcuni banditi hanno attaccato e depredato il vasto pianterreno dell’hotel Semiramis; manifestanti e poliziotti hanno sospeso le ostilità per intervenire insieme a proteggere l’albergo. Mentre Port Said bruciava, al Sundance Film Festival il pubblico tributava una standing ovation a “The Square“, “la piazza”, il film – due anni di riprese, finanziato collettivamente dal basso – che Jehane Noujaim ha realizzato sulla storia di piazza Tahrir. The Square ha vinto il premio del pubblico. Il trailer si conclude con un’aspirazione per il futuro: “il nostro lavoro per ispirare il mondo non è ancora finito. Aiutateci a compiere la nostra rivoluzione.” Democracy Now! ha ospitato la regista Jehane Noujaim, già regista del documentario su Al Jazeera “Control Room”, per un’intervista di cui trovate la trascrizione integrale qui.

La canzone di oggi era “I’ll rise” Di Ben Harper (parole di Maya Angelou)

Ecco la puntata di oggi:

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campagna elettorale

venerdì, gennaio 18th, 2013

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No, non per le elezioni ma per gli Oscar: annunciate le nomination qualche giorno fa, adesso ogni produzione si inventa qualcosa per creare opinione intorno al proprio film, specialmente online. Lincoln di Spielberg, per esempio, ha messo a disposizione su iTunes uno speciale sul film, ma batte tutti – per manifesta inclinazione al mezzo – Moonrise Kingdom, lo splendido film del regista de I Tenenbaum,  Wes Anderson, uscito lo scorso 5 dicembre anche in Italia con Edward Norton, Bill Murray, Tilda Swinton, Bruce Willis e Frances McDormand, candidato per la miglior sceneggiatura in collaborazione con Roman Coppola, che la sceneggiatura l’ha messa a disposizione online, con tanto di foto di scena, dettagli della scenografia, disegni preparatori. La bellezza dell’operazione sta nel fatto che il film si presta particolarmente; la trama gira intorno a una storia d’amore fra due pre-adolescenti, una ragazzina e uno scout orfano, che diventa una fuga insieme nella natura, inseguiti dalla spedizione di adulti che vogliono ritrovarli.  Ma il tutto si traduce in un paesaggio onirico, infantile, ironico, creato da zero per il film, nella scelta di colori pastelli anni ’60 e atmosfere disegnate, nelle riprese caricaturali alternate a panorami di una poesia mozzafiato, in dialoghi esilaranti e scene costruite come vignette di un fumetto, in mappe da Isola del tesoro con citazioni de I Pirati di Penzance e dei fortini western e perfino in letterine battute a macchina: tutto sembra nascere fin dall’inizio come uno storybook, una fiaba da sfogliare, e così la traduzione visiva per l’online è già bell’e pronta – sotto forma di linea scorribile  e di pdf scaricabile di 195 pagine. Grandi tavole a colori, doppie pagine da rivista con una scena del film da una parte e una pagina di sceneggiatura dall’altra, nostalgicamente dattiloscritta – una sorta di creatura a metà fra il gadget virtuale e la sceneggiatura illustrata, che ha come valore aggiunto la possibilità di “visitare” alcune creazioni scenografiche che nel film compaiono molto rapidamente nel flusso della storia (per esempio la grande tenda da campo scozzese del capo scout, Edward Norton), assaporandole di più. Il pdf  è stampabile (per chi è disposto a far fuori qualche cartuccia a colori) ma la speranza è che venga pubblicato anche come libro.

La canzone di oggi era ”The Heroic Weather-Conditions of the Universe, Part 1: A Veiled Mist” di Alexande Desplat (dalla colonna sonora di Moonrise Kingdom)

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fusioni stellari

mercoledì, ottobre 31st, 2012

L’attenzione dei social media in questi giorni è stata monopolizzata dall’uragano Sandy, ma non al punto da sottrarre a valanghe di commenti tre notizie che a vario titolo riguardano il mondo dei media e del digitale: l’ultima in ordine di tempo, ieri sera, la conferenza stampa con cui la Disney ha annunciato l’acquisizione della Lucas Film e il progetto di un Guerre Stellari 7 per il 2015. George Lucas diventa così il maggior azionista individuale della Disney, record precedentemente appartenuto a Steve Jobs con le trattative per la cessione della Pixar. E qualcuno non manca di sottolineare che l’acquisto della leggendaria casa di produzione di Guerre Stellari vale 4 miliardi di dollari: visti i tempi, solo “l’equivalente di 4 Instagram”. Fra le tante parodie che si sono scatenate sulla rete, qui un articolo scritto da… Darth Vader in persona. L’altra notizia riguarda proprio casa Apple, che all’indomani della presentazione del mini-ipad e dei risultati trimestrali vede la fuoriuscita di due figure importanti, Scott Forstall (vicepresidente della divisione iOS) e John Browlett (che da poco era a capo delle vendite). Due giorni fa, invece, l’annuncio di una fusione che potrebbe cambiare volto al mondo editoriale, quella fra Penguin e Random House, con qualche ricaduta sul mondo del libro digitale. La fusione delle due case farà diventare Penguin-Random House il più grande editore del mondo, con un quarto delle pubblicazioni totali. Qui Sameer Rahim del Telegraph, qui Mark Sweney del Guardian, e qui un bel gioco su come potrebbe apparire il logo della nuova casa editrice nata dalla fusione e come potrebbe chiamarsi.

ps: Alaska riposa domani 1° novembre e vi aspetta venerdì 2. Radio Popolare e Popolare Network stanno preparando una diretta speciale per le elezioni americane dalla sera del 6 novembre alla mattina del 7 novembre. I sondaggi sono attualmente sospesi per via dell’uragano Sandy, ma qui potete seguire le previsioni sulla distribuzione dei voti elettorali.

La canzone di oggi era “A sail” di Lisa Hannigan

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l’innocenza di Anna

venerdì, settembre 28th, 2012

(Anna Gurji durante la sua apparizione a Inside Edition il 17 settembre)

Come sapete, dall’11 settembre ho seguito per voi su Twitter il dipanarsi delle proteste contro il (presunto) film americano anti-musulmano “Innocence of Muslims“, a cominciare dall’uccisione dell’ambasciatore americano Stevens a Benghasi. Oggi sappiamo che l’attacco all’ambasciata in Libia era un attentato progettato in anticipo e fatto coincidere artatamente con la piccola manifestazione spontanea contro il film; sappiamo che il film nei cinema americani non esiste, che l’unico materiale circolato è il trailer che a luglio era stato postato sui YouTube in inglese e a ridosso dell’11 settembre è stato postato in arabo, che si tratta del prodotto di una sorta di setta copta californiana, realizzato con dolo, perché le riprese appartengono al girato di un falso film low-budget di avventura e sono state poi rimontate e doppiate con il taglio che tutti conosciamo, all’insaputa di tutti gli attori. Anna Gurji, giovane attrice della Georgia, è una di loro. Scioccata dall’utilizzo che è stato fatto del suo lavoro, si è rivolta allo scrittore Neil Gaiman, che le ha chiesto di scrivere una lettera pubblica, diffondendola poi sul suo lettissimo blog e sul suo profilo Twitter che ha due milioni di follower. La trovate qui e oggi ve la traduco.

La canzone di oggi era “Wade in the water” di Michelle Shocked

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scrivere al presente

mercoledì, giugno 6th, 2012

Il 24 giugno parte The Newsroom, la nuova serie televisiva scritta da Aaron Sorkin, l’uomo che ha scritto i capolavori della tv americana degli ultimi anni, The West Wing, Sports Night e Studio 60. Allo stesso tempo, Sorkin sta scrivendo il suo film basato sulla biografia di Steve Jobs scritta da William Isaacson – e nel cinema finora Sorkin si è cimentato non a caso con The Social Network, la storia di facebook e di Mark Zuckerberg diretta da Fincher. Nel complesso, il vulcanico autore sembra l’unico perfettamente in grado di scrivere del presente, e di tradurlo in formati televisivi e cinematografici che interagiscono direttamente con la memoria recente degli spettatori (quando non prevedono il futuro, come nel caso di The West Wing). E i suoi temi sono la politica (vista dall’interno del processo politico), il giornalismo (visto dall’interno delle redazioni) e la vita digitate (vista dall’interno delle startup e dei social media). Qui trovate un trailer di The Newsroom, qui “le dieci cose più Sorkin” nel trailer della nuova serie secondo NPR, qui VF sullo stile Sorkin che analizza come sarà fatta la nuova serie nel contesto delle battaglie fra canali via cavo, e qui Sorkin ospite di All Things Digital che parla della sua consapevolezza di scrivere per un pubblico non più concentrato ma multitasking.

♫ La canzone di oggi era “What’ll I do” di Lisa Hannigan

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le creature selvagge

giovedì, maggio 10th, 2012

Maurice Sendak, il grande scrittore illustratore de “Le creature selvagge”, è mancato in questi giorni. Aveva 83 anni e rappresentava una sorgente dell’immaginario per due generazioni di fumettisti, registi e disegnatori. Alaska aveva dedicato la puntata del 13 ottobre 2009 alla figura di Sendak in occasione dell’uscita dell’adattamento cinematografico di “Where the wild things are” diretto da Spike Jonze. In rete e sui social media il tributo alla sua figura è stato straordinario, a cominciare dall’intervento del popolarissimo scrittore Neil Gaiman, che ha convinto il New Yorker a rendere disponibile anche ai non abbonati la striscia che Art Spiegelman, l’autore di “Maus”, aveva dedicato a una sua passeggiata nei boschi con Sendak. Lo stesso Gaiman ha scritto un post su Sendak sul suo blog, e qui trovate un giro di ricordi raccolto a caldo da Allison Flood del Guardian. Krom mi segnala il documentario BBC su Maurice Sendak, e qui trovate il post che gli ha dedicato il Wall Street Journal.

♫ La canzone di oggi era “Animal” di Karen O dalla colonna sonora del film “Where the wild things are”

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il tweet più profondo

martedì, marzo 27th, 2012

Il regista James Cameron, appassionato di profondità marine, ha raggiunto ieri notte in solitaria il fondo della Fossa delle Marianne (11 chilometri di profondità), da dove ha spedito quello che si classifica, almeno nelle statistiche, come il tweet a più alta profondità mai spedito. In realtà le cose non sono andate proprio così, come spiega Slate, che ricorda anche il record degli astronauti che si registrarono su Foursquare dalla stazione spaziale internazionale. Twitter, con l’account @DeepChallenge, gli è servito anche, dopo qualche ora, a riassumere i punti salienti della conferenza stampa in cui ha descritto quello che ha visto e le sensazioni che ha provato. Cameron ha sempre avuto una passione da scienziato per gli abissi, ha finanziato e contribuito a progettare le telecamere che realizzarono i sopralluoghi intorno al vero relitto del Titanic (sul quale avrebbe poi realizzato il suo celebre film di finzione), e ha messo tutta la sua passione nel film The Abyss, uno dei suoi film più belli. Per questa operazione, preparata per molti anni, si è fatto sponsorizzare dal National Geographic (qui trovate un primo racconto dell’impresa di Cameron come “esploratore ospite”, che viene aggiornato di ora in ora con foto e animazioni dell’immersione), che pubblicherà i risultati delle ricerche sulle foto e i campioni raccolti dal pod subacqueo di Cameron. Qui il resoconto a caldo dell’AP, e vi racconto un po’ cosa ha twittato Cameron dopo la risalita durata 70 minuti.

♫ La canzone di oggi era “How deep is your love” (Bee Gees) di Cristina Donà

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rivolta bianca

martedì, dicembre 13th, 2011

Dopo le mobilitazioni dei giorni scorsi in Russia, organizzate soprattutto attraverso i social media secondo la linea generazionale di tutti i sommovimenti di quest’anno, in attesa del prossimo appuntamento fissato per il 24 dicembre diamo un’occhiata a una storia particolare, postata da Amy Knight per la New York Review of Books, quella del documentario di Cyril Tuschi sull’oligarca russo incarcerato Khodorkovski, che viene proiettato fino a stasera al Film Forum di New York.

E mentre al Congresso in materia di legislazione sui blog si discute prevalentemente di doveri, in questi giorni la sentenza di un giudice federale dell’Oregon (che non ha garantito a una blogger l’applicazione dello “scudo” previsto per i giornalisti riguardo a una sua fonte) fa confrontare quattro fra avvocati e giornalisti nella “stanza delle discussioni” del New York Times sull’obsolescenza della legislazione americana pre-Internet.

♫ La canzone di oggi era “Dinosaur Act” dei Low

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Anchorage #1

domenica, luglio 10th, 2011

(Cy Twombly ritratto da Michael Stravato del NYT)

Ecco la prima puntata del nuovo settimanale estivo di cultura in rete, Anchorage, in onda ogni domenica alle 12. In questa puntata un ricordo del pittore americano Cy Twombly + una sintesi dell’intervento del guru del software libero Richard Stallman alla #notterete del 4 luglio a Roma in solidarietà con le proteste dei netizen contro la delibera AgCom + il racconto di come gli spettatori dei cinema egiziani stanno boicottando le star che non hanno appoggiato la rivoluzione.

♫ La canzone è “Unrequited love” di Likke Li

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the times they are a-changing

martedì, maggio 24th, 2011

(un fotogramma dal video di Subterranean Homesick Blues, 1965, minifilm che apriva il documentario di D. A. Pennebaker’s Don’t Look Back, con la sequenza di cartelli scritti la sera prima da Dylan insieme a Donovan, Allen Ginsberg e Bob Neuwirth)

Sulla timeline del Twitter di Alaska trovate il racconto momento per momento delle rivolte arabe, e anche qui torniamo a occuparcene in onda domani. Intanto oggi Bob Dylan compie 70 anni, è trending on Twitter e viene festeggiato in tutto il mondo, ci leggiamo il post in suo onore di David Jaffe per il Daily Beast e ci ascoltiamo la canzone che tutti volevate sentire da una settimana.

Passato a Cannes il bellissimo This must be the place di Paolo Sorrentino con Sean Penn – David Byrne, che ne ha curato le musiche, oggi di ritorno dalla passerella francese posta sul suo blog raccontando com’è andata.

♫ Le musiche di oggi erano “The times they are a-changing” di Bob Dylan e “One fine day” di David Byrne

Ecco la puntata di oggi:

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