Archive for the ‘diritti civili’ Category

donne sotto assedio

mercoledì, maggio 15th, 2013

wmc-graph

(la mappa della violenza sessuale nel conflitto siriano fino al giugno 2012)

Women Under Siege (progetto da poco ospitato dal Festival del Giornalismo di Perugia) è un sito di attivismo/giornalismo che documenta la violenza sulle donne in scenari di conflitto, e che viene utilizzato come fonte primaria anche da molte testate internazionali. Lauren Wolfe, la direttrice, ha scritto due giorni fa sull’”eredità del silenzio” che avvolge lo stupro delle donne “dal Guatemala alla Siria”.

La canzone di oggi era “Mariachi” di Ani di Franco

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

fuga dal Bahrain

martedì, maggio 14th, 2013

BKIdWCwCcAAzmfo.jpg-large

la prima fotografia di Ali Abdulemam (che chiacchiera con Weddady, figura chiave della sua fuga), scattata da Andy Carvin all’Oslo Freedom Forum

Ci siamo lasciati quasi due settimane fa, e in mezzo abbiamo vissuto insieme una campagna di sostegno a Radio Popolare fruttuosissima ed entusiasmante, grazie a tutti voi che avete partecipato. Da questa settimana, a causa della riduzione d’orario dei lavoratori della radio secondo gli accordi del contratto di solidarietà, Alaska andrà in onda quattro volte alla settimana anziché cinque, dal martedì al venerdì, anche se con una novità positiva nell’aggiunta della replica anche il venerdì sera.

Oggi comincia la prima vera giornata di lavori dell’Oslo Freedom Forum, che potete seguire anche in streaming. Fra i protagonisti della discussione sulle libertà e i diritti civili nel mondo, anche Ali Abdulemam, la cui sedia era rimasta vuota l’anno scorso perché Ali, il primissimo blogger per la difesa dei diritti umani in Bahrain, dopo l’ennesimo periodo trascorso in carcere, le minacce alla sua famiglia e la condanna a 15 anni di carcere, era diventato latitante. Qui trovate la sua storia in un video di Frontline Defenders Solo oggi sappiamo qual è stato il suo percorso – due anni in attesa dell’occasione giusta per fuggire dal suo paese, lo racconta bene, in esclusiva, The Atlantic qui, grazie alla penna di Thor Halvorssen dell’Oslo Freedom Forum, che ha letteralmente creato un piano internazionale per la fuga di Ali, anche se alla fine la sua fuga si è svolta con una tattica diversa.

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

cervello collettivo

lunedì, aprile 29th, 2013

EB

(nella foto, Emily Bell)

Ben ritrovati, oggi una rapida occhiata riassuntiva ai lavori del festival de Giornalismo di Perugia che si sono conclusi ieri, in attesa di vedere qualcuno degli interventi clou più da vicino. Di nuovo appuntamento internazionale di frontiera su informazione, nuovi sistemi organizzativi, rapporto con i social e con “quello” – come dice Emily Bell – “che un tempo era noto come il pubblico”, sopravvivenza e finanziamento, metodi di misurazione del feedback, specializzazione, programmazione, ci ha lasciato pieni di idee e di strumenti, e di materiali da studiare. Attraversato dalla forte consapevolezza del delicato momento politico italiano, il festival di Perugia si è fatto ancora una volta laboratorio sull’informazione che contribuisce a formare le scelte civiche dei cittadini.

La canzone di oggi era “Beginning of a great adventure” di Lou Reed

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

l’esercito di Evan

lunedì, aprile 15th, 2013

Unknown

Oggi grazie alla nostra Laura Cappon al Cairo parliamo in diretta con Evan C. Hill, il reporter autore dello scoop del Guardian la settimana scorsa sulle rivelazioni tratte dal rapporto di 800 pagine sulle violenze commesse dalle forze di sicurezza egiziane durante la rivoluzione, stilato da una commissione d’inchiesta indipendente istituita da Morsi, che oggi sostiene di non averlo letto (dice lo stesso anche l’altro destinatario del rapporto, il Procuratore Generale dello Stato) e continua a non volerlo pubblicare. La ragione potrebbe stare proprio nelle scoperte della commissione, confermate dalla doppia verifica di Evan Hill con i testimoni diretti, che dimostrano ampie violazioni dei diritti umani e torture perpetrate sistematicamente non solo dalla polizia ma dall’esercito, il “poliziotto buono” della rivoluzione. Intanto secondo il quotidiano Al Watan Morsi avrebbe ordinato un’inchiesta per scoprire chi siano state le “fonti”. Evan Hill ci racconta in diretta come ha lavorato, la cronologia delle scoperte sul rapporto della commissione d’inchiesta, le reazioni (o non reazioni) sorprendenti da parte dell’esercito, del governo e dell’opinione pubblica, il timore che venga ordinata un’inchiesta che potrebbe coinvolgerlo, e il silenzio dei partiti di opposizione che ritengono probabilmente sconsigliabile criticare l’esercito in questo momento di impasse.

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

disperare è tradire

martedì, marzo 12th, 2013

images

(Tahrir in una cartolina del 2009, via Hidden Cities)

Egitto: crisi economica spaventosa, incertezza politica, il governo Morsi, le parlamentari in bilico, la violenza nelle strade e una terribile frustrazione di chi si batte da più di due anni per la riforma profonda dello stato. Uno degli slogan di piazza al Cairo nelle ultime settimane è stato “disperare è tradire”. El Foulio parte da lì per un post in cui si interroga su cosa significa e che forza può dare.

La canzone di oggi era “Alf Leila” di Oumm Khaltoum

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

la strada o il parlamento?

lunedì, marzo 4th, 2013

talaatharb_CSC3053

(Alaa Abdel Fattah intervistato da Laura Cappon a Talaat Harb venerdì scorso – FOTO Cliff Cheney @ cliffcheney.com)

A metà aprile cominciano i turni di voto per le parlamentari egiziane – che riporteranno un parlamento eletto ad affiancare la presidenza eletta di Morsi – ma i partiti più importanti dell’opposizione stanno annunciando che boicotteranno le elezioni. Intanto Port Said, dopo le stragi seguite al verdetto sul massacro dello stadio avvenuto un anno fa, è in autogestione da due settimane. A Mansoura nelle manifestazioni è stato ucciso giovedì un uomo di 35 anni. Per protesta venerdì è stata indetta una manifestazione a Talaat Harb al Cairo. La nostra Laura Cappon ci è andata e ha incontrato per noi una delle menti più lucide della rivoluzione, Alaa Abdel Fattah, al quale ha chiesto cosa pensa dell’ipotesi di rinunciare a misurarsi alle urne, se si resterà nella piazza per sempre, e come vede il complesso rapporto dell’esercito col governo dei Fratelli Musulmani.

La canzone di oggi era “Mraya” di Abdel Ali Slimani

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

soldato Bradley Manning

venerdì, marzo 1st, 2013

bradley-manning-faireyfied-225

Comincia oggi il vero processo militare per Bradley Manning, dopo le udienze preliminari, ma soprattutto dopo 17 mesi di carcere già scontati. Manning è sotto accusa per essere stato la “talpa” che ha fornito la chiave dei dispacci diplomatici divulgati da Wikileaks, ed è l’unico incarcerato del caso legale più ampio che riguarda la diffusione dei “cables” per iniziativa di Julian Assange, in seguito concordata anche con i grandi quotidiani internazionali, fra i quali il Guardian. Glenn Greenwald posta proprio per il Guardian sul processo, dalla parte di Manning.

La canzone di oggi era “Wrecking ball” di Bruce Springsteen

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

venditore ambulante

venerdì, febbraio 22nd, 2013

640x392_93056_266401

Vendeva patate dolci da un carretto, come tanti a Tahrir. Aveva 12 anni e si chiamava Omar Salah. L’ha ucciso pochi giorni fa un coscritto dell’esercito, vicino all’ambasciata americana, perché Omar non l’aveva servito all’istante. I venditori ambulanti hanno manifestato nei giorni scorsi nelle vie della rivoluzione, con i loro carretti, le loro patate, il loro pane. Amro Ali per Open Democracy cerca di riscattarne la memoria.

La canzone di oggi era “For today I am a boy” di Anthony & the Johnsons

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

A Guantanamo

mercoledì, febbraio 20th, 2013

426px-Radio_GTMO_educates_GIs_about_domestic_violence
(i dj di Radio Gtmo, la radio della base di Guantanamo)

La promessa elettorale più difficile da mantenere per Obama sembra essere la chiusura di Guantanamo. Ryan J. Reilly è andato a visitare la base per Huffington Post, scoprendo che la chiusura sembra anzi più lontana che mai. Intorno al carcere e alle procedure giudiziarie sta addirittura nascendo una cittadella di servizi, e militari, avvocati, osservatori e giornalisti stanno diventando personaggi di uno scenario che ha tutta l’aria di farsi sempre più stabile. Oggi vi traduco il suo post.

La canzone di oggi era “Reminder” di Mumford & Sons

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

ritorno a casa

venerdì, febbraio 15th, 2013

Mideast Bahrain
(Sitra, 13 febbraio, AP Photo/Hasan Jamali via questa gallery de Il Post)

Maryam Alkhawaja, portavoce del centro per i diritti umani del Bahrain e figlia di uno dei leader della protesta incarcerati, Abdelhadi Alkhawaja, è riuscita a tornare nel suo paese dopo da due anni da esule. Ieri, dagli Stati Uniti, mi ha raccontato cosa ha trovato, a cominciare dalla visita in carcere a suo padre.

La canzone di oggi era “Dust and water” di Anthony & the Johnsons

Ecco la puntata di oggi:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui