
Ieri sera è arrivata la notizia che ci ha lasciato Bob Noorda. Milano, sempre ombelicale, ricorda il grandissimo designer olandese (e milanese adottivo) con qualche riga di circostanza; ma per i grafici è stato un vero guru, per la nostra metropolitana un dono raro, e il suo occhio ha creato alcuni marchi che vi saranno perfettamente familiari. Così, invece che con un ricordino qualunque di oggi, gli rendiamo omaggio con un profilo di quando Noorda era vivo, in un un post di Oblique.
*
Il primo di gennaio ci ha lasciato, ancora giovane, Lhasa de Sela, una delle voci più belle e stupefacenti che la musica ci avesse dato negli ultimi anni. Ecco una sintesi del ricordo di lei che ha fatto il suo webmaster.
“Montreal, Canada, domenica 3 gennaio 2010.
Lhasa de Sela è mancata nella sua casa di Montreal nella notte del primo gennaio, appena prima della mezzanotte. E’ stata sconfitta da un tumore al seno dopo una battaglia di ventuno mesi, che ha affrontato con coraggio e determinazione. In questo periodo difficile ha continuato a toccare le vite di coloro che aveva intorno con la grazia, la bellezza e il senso dell’umorismo che le erano propri. La sua forza di volontà l’aveva portata di nuovo in studio di registrazione per completare il suo nuovo album, seguito dal successo dei lanci al Théatre Corona di Montreal e al Théatre des Bouffes du Nord di Parigi. Due concerti in Islanda lo scorso maggio rimarranno i suoi ultimi. Era stata costretta a cancellare il lungo tour mondiale previsto per l’autunno, e l’album che aveva in mente di canzoni di Victor Jara e Violeta Parra resterà irrealizzato. Lhasa era nata il 27 settembre del ’72 a Big Indian, vicino New York. La sua infanzia insolita è stata segnata dai lungi periodi nomadici in Messico e negli Stati Uniti, con i suoi genitori e le sue sorelle, sullo scuolabus che era la loro casa, sul quale la famiglia faceva le sue improvvisazioni musicali ogni sera. E’ cresciuta in un mondo imbevuto di scoperte artistiche, lontano dalla cultura convenzionale. In seguito sarebbe diventata l’artista eccezionale che il mondo ha scoperto nel 1997 con l’album La Llorona, seguito nel 2003 da The Living Road, e da Lhasa nel 2009. Questi tre album hanno venduto più di un milione di copie. E’ difficile descrivere la sua voce unica e la sua presenza scenica; è stata descritta come appassionata, sensuale, indomabile, tenera, profonda, conturbante, ammaliante, ipnotica, sussurrata, potente, una voce per ogni tempo. Lhasa aveva un modo unico di comunicare col suo pubblico, riusciva ad aprire il suo cuore sul palco, permettendo al pubblico di sperimentare una connessione intima con lei. Un suo vecchio amico, Jules Beckman, ha offerto queste parole: “sentivamo sempre passare attraverso di lei qualcosa di ancestrale. Ci ha sempre parlato dalla soglia fra due mondi, fuori dal tempo. ha sempre cantato della tragedia umana, del trionfo, dello straniamento e di una ricerca degna della saggezza di una grande testimone”. La sua famiglia è grata per questi due giorni quieti di lutto. Da quando lei è morta, a Montreal ha nevicato per 40 ore.”
*
Nelle puntate di inizio d’anno vi ho presentato il blog della scrittrice canadese Margaret Atwood, raro esemplare di blog di uno scrittore, che trova il tempo, anche se ha appena iniziato a lavorare sul suo nuovo romanzo, di postare per i suoi lettori. Vi dicevo anche del suo acuto senso dell’umorismo, del suo ambientalismo, e di come anche a settant’anni sia sempre molto pronta ad abbracciare nuove tecnologie e sistemi di comunicazione, da Twitter a, di recente, quello che permette di autografare i libri a distanza. Qui abbiamo parlato un po’ del futuro del libro elettronico, e dei tormentosi pro e contro, e Margaret Atwood non manca di dire la sua, ma alla sua maniera:
“Ecco che arrivano gli e-readers, una manna del cielo per i viaggiatori e per i lettori veloci, e, ci dicono, una salvezza per gli alberi. Al loro seguito, ecco che arrivano anche i profeti che predicono la condanna del libro cartaceo, e insieme a quello la morte del copyright e ogni sorta di effetti ignoti. Calma. I libri non bruciateli ancora. Non mi sto appellando alla loro venerabile storia, alla bellezza del design, alla tattilità della pagina. Ecco tre ragioni pratiche per cui non buttare via la carta:
1 Le tempeste solari. Una bella grossa potrebbe friggere i trasformatori, come già accaduto in passato, e condizionare i satelliti e le torri di trasmissione in modo talmente massiccio che le comunicazioni potrebbero interrompersi per mesi, provocando vari tipi di disastro. Compresa, magari, la cancellazione di tutte le librerie online e di tutti i download. Inoltre, non permettete a nessuno di installarvi un microchip in testa, non ha importanza quanta memoria in più prometteranno di aggiungervi!
2.Penuria di energia. Vi ricordate che il petrolio raggiungerà un punto massimo oltre il quale non potrà soddisfare le richieste? Sappiamo che l’energia verde sta galoppando in nostro soccorso, ma è ben lungi dal soddisfare la richiesta. Sappiamo che gli stessi server della rete si stanno divorando enormi quantità di energia. Se verranno trasferiti in Islanda potranno soddisfare i bisogni futuri? Immagino che staremo a vedere… Ma se non succede, ecco che la rete salta. per non parlare della possibilità di ricaricare le pile dell’e-reader.
3.Sovraccarico della rete. Internet è già stracolma, e nuove informazioni si aggiungono ogni giorno. A meno che non vengano spesi miliardi in infrastrutture, ci dicono che i blackout sono molto probabili. Perciò, come si fa con la vacca che si nutre di energia?
Se avrete tenuto da parte dei libri di carta, potrete leggerli a lume di candela, e poi se non vi piacciono potrete arrostirci sopra i marshmallows. Mentre vi accovacciate intorno alle braci del vostro fuoco attentamente custodito, senza televisione, senza computer, e senza telefono, sarete felici di averne tenuto da parte qualcuno. Comunque sia, sono degli ottimi isolanti!
Nel frattempo, i lettori hanno lasciato qualche commento ostile a questo post, e così negli ultimi giorni Margaret Atwood ha postato di nuovo sull’argomento, con qualche precisazione che potete leggere qui.
Le musiche di oggi erano “(Put the fun back in) the funeral” di Erin McKeown e “Mi vanidad” di Lhasa de Sela
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui.