Archive for the ‘donne’ Category
mercoledì, maggio 15th, 2013

(la mappa della violenza sessuale nel conflitto siriano fino al giugno 2012)
Women Under Siege (progetto da poco ospitato dal Festival del Giornalismo di Perugia) è un sito di attivismo/giornalismo che documenta la violenza sulle donne in scenari di conflitto, e che viene utilizzato come fonte primaria anche da molte testate internazionali. Lauren Wolfe, la direttrice, ha scritto due giorni fa sull’”eredità del silenzio” che avvolge lo stupro delle donne “dal Guatemala alla Siria”.
La canzone di oggi era “Mariachi” di Ani di Franco
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
Posted in citizen journalism, diritti civili, donne | No Comments »
martedì, aprile 30th, 2013

Al Festival del Giornalismo, forse anche perché ideato e creato proprio da una donna, le donne sono un soggetto attivissimo; dalle grandi reporter alle blogger rese visibili dalla maggiore trasversalità della rete, da una guru carismatica della vita digitale come Emily Bell alla direttrice di BuzzFeed Dorothy Shafreer, dalle studiose dei movimenti delle donne arabe alle donne che lavorano nell’editoria online, dalle attiviste alle docenti alle direttrici di testata, fino alle studentesse italiane e straniere che numerosissime partecipano agli incontri, la forte presenza femminile scompiglia le carte degli incontri e contribuisce all’intensa capacità del festival di fare rete, di accogliere, di integrare, di porre domande scomode. Ma necessariamente, poiché il mondo del giornalismo non le rappresenta ancora a sufficienza – né come professioniste nei media né come lettrici e fruitrici dei media stessi – le donne al festival diventano anche un argomento. Diversi gli appuntamenti andati in scena a Perugia per parlare di violenza domestica e del linguaggio con cui viene raccontata dai media, e di differenza delle donne nella vita professionale e nelle testate giornalistiche. A uno di questi, moderato da Jane Martison del Guardian, hanno partecipato il direttore di Polis Charlie Beckett, la direttrice del Tow Center Emily Bell, e Lauren Wolfe, direttrice del progetto Women Under Siege, una fonte di informazione indispensabile per mappare la situazione delle violazioni dei diritti umani delle donne, particolarmente nelle aree di conflitto come la Siria. Oggi vi racconto alcuni spunti che sono emersi da quella discussione.
La canzone di oggi era “True North” di Meg Hutchinson
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
Tags:#ijf13, donne nei media, Dorothy Shafreer, Emily Bell. Charlie Beckett, Festival del Giornalismo, Jane Martison, Lauren Wolfe, Perugia, violenza sessuale, Women Under Siege
Posted in donne | No Comments »
venerdì, marzo 8th, 2013

(il primo dei celebri graffiti contro la violenza sessuale a Mohammed Mahmoud)
Egitto: è previsto per domattina a Port Said il verdetto per la restante parte degli imputati per la strage del febbraio 2012 allo stadio di calcio. Visto cosa accadde dopo il primo verdetto (una rivolta con decine di morti, armi spuntate fra i civili nelle strade, commissariati bruciati, attacchi ai funerali delle vittime con spari arrivati dall’interno delle caserme) è il caso di tenere d’occhio la cittadina portuale, e lo faremo su Twitter anche grazie all’aiuto della nostra Laura Cappon che si trova sul posto.
Intanto le donne egiziane stanno dando vita a innumerevoli iniziative contro la violenza sessuale, usata anche in piazza come arma di dissuasione per scoraggiare le donne e le ragazze dalla partecipazione attiva, tanto che le attiviste lo chiamano “terrorismo sessuale” – fatto, ci raccontava Mona Eltahawi un anno fa parlandoci delle violenze subite da lei stessa al Ministero degli Interni, “per intimidire sia le donne che gli uomini”. Tahrir Bodyguards è il servizio di volontari che monitora la piazza e assiste fisicamente in caso di molestie; altri gruppi si occupano di raccogliere i dati sulle segnalazioni di molestie, di fornire diversi tipi di assistenza, e di organizzare corsi di autodifesa, mentre Opantish divulga documentazione e filmati sottotitolati in varie lingue per una campagna di sensibilizzazione. Le donne sono in prima linea dai giorni della rivoluzione, e Samira Ibrahim è la coraggiosa giovane che ha denunciato i famigerati “test di verginità” condotti dall’esercito sulle prigioniere; la maggior parte della stampa libera faticosamente germinata in questi due anni è rappresentata da donne; il collettivo video Mosireen è animato da molte ragazze, e così le squadre che producono i graffiti dell’area di Mohammed Mahmoud, puntigliosamente documentati dalla giovane curatrice d’arte Soraya Morayef, che su Twitter conoscete come @suzeeinthecity. Soraya ha scritto per Tahrir Squared un post che si intitola “Reading into rape” (leggere nello stupro), in cui si interroga sulla consapevolezza delle donne, le differenze di ceto e istruzione nelle varie zone dell’Egitto, con l’urgenza di definire per le sue connazionali uno standard di cosa non è accettabile, e non molto tempo per preoccuparsi – nella situazione endemica delle molestie in Egitto – di un contesto più ampio e internazionale in cui il tema delle molestie e delle violenze ricorre anche al di là dei relativismi culturali. Oggi vi traduco il suo post.
Ps per chi tiene molto a questo tema, Marina Catucci sta lavorando a un documentario che cerca di capire la violenza sessuale e domestica dal punto di vista del disagio maschile che la provoca, decifrando la mente degli “abuser”; il progetto si chiama Besame Mucho, potete leggerne qui, e presto potrete anche contribuire su Kickstarter a finanziarne le lavorazioni.
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
Tags:#Egypt, @Suzeeinthecity, Alto Egitto, autodifesa, besame Mucho, Caito, Egitto rurale, graffiti, intimidazione, maschilismo, molestie sessuali, Mona Eltahawy, Mosireen, Opantish, Soraya Morayef, tahrir, Tahrir Bodyguard, Tahrir Squared, terrorismo sessuale, violenza domestica
Posted in donne, Egitto | 3 Comments »
mercoledì, gennaio 23rd, 2013

Le grandi aziende tecnologiche americane sono spesso anche esperimenti di gestione e convivenza aziendale – a cominciare dalle strutture fisiche che le ospitano. Secondo un analista aziendale intervistato da ZowChow, uno dei motivi per cui sono all’avanguardia nella gestione del personale è perché essendo nuove non hanno passato – nessun fardello di modelli organizzativi precedenti, esuberi, mancanza di aggiornamento dei dipendenti. A settembre vi raccontavo dal nuovo quartier generale di Twitter a San Francisco, mentre Facebook si è fatta progettare una caffetteria interna da due grandi del design come Roman & Williams (gli scenografi di Zoolander). La prosperità delle aziende si vede anche dal flusso continuo di annunci di lavoro e di posizioni aperte, sempre pubbliche, e ognuna si organizza su come offrire benefit ai dipendenti (spesso a supplire alle carenze del welfare americano) e creare un ambiente accogliente per favorire nuove idee (seguendo le orme della Apple) ma anche per limitare quello che chiamano “attrito”, cioè la cadenza con cui i dipendenti lasciano l’azienda, spesso a favore della concorrenza nello stesso ambiente tecnologico, che attinge allo stesso bacino di competenze ingegneristiche. Per il quarto anno consecutivo, Google è arrivata prima nella classifica della rivista Fortune delle “migliori aziende per cui lavorare”, così in questi giorni Farhad Manjoo racconta per Slate di come Google qualche anno fa ha cercato di gestire le opportunità per le lavoratrici nella sua azienda (quelle interne, a Mountain View, perché Google impiega anche decine di migliaia di persone esternalizzate, soprattutto per i ranking delle ricerche) e di come il suo reparto chiamato POPS (People Operations) analizza i dati che riguardano l’efficienza del lavoro e l’abbassamento dell’attrito (la “felicità interna” dei dipendenti, e di conseguenza la loro lealtà) usando questi dati per migliorare le proprie decisioni. Il fatto che Google accumuli e analizzi dati sulla propria organizzazione interna significa anche che in futuro sarà in grado di produrre modelli da studiare anche per le altre aziende, anche se tutti gli osservatori riconoscono che il suo ruolo nel mercato non è imitabile. Contemporaneamente il programmatore Swizec Heller racconta ad Huffington Post il suo colloquio a Google, al quale si è molto divertito. A fine 2011 il Post raccontava qui le domande-tipo dei colloqui a Google.
La canzone di oggi era ”One day” nella versione di Sven Dorau
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
Tags:Amazon, Apple, benefit, classifica di Fortune, colloqui a Google, colloqui di lavoro, fondo pensione, Google Facebook, huffington post, Il Post, Mountain View, People Operations, POPS, Roman & Williams, salario, San Francisco, Silicon valley, Slate, Twitter
Posted in dati, donne, lavoro, recessione, Stati Uniti, tecnologia | No Comments »
venerdì, dicembre 28th, 2012

(Tahrir il 27 novembre, via #ganobi)
Questa è l’ultima puntata di Alaska per il 2012, e ieri ho preparato per voi una cronologia di tweet-cartoline su Storify, con alcuni dei miei tweet e momenti e fotografie preferiti dell’anno – molto parziali, molto soggettivi, ma spero vi ricordino alcuni dei momenti che abbiamo passato insieme qui e su Twitter. Ripercorriamo l’anno rapidamente insieme, e potete trovarlo qui. Ci risentiamo dal 7 gennaio!
La canzone di oggi era “Shackled and drawn” di Bruce Springsteen
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
Posted in archivi digitali, arti visive, Bahrein, citizen journalism, condivisione, convivenza civile, cult, cyberattivismo, democrazia, diritti civili, disastri naturali, donne, Egitto, fotografia, giornalismo, Italia, MENA, Milano, multinazionali, Occupy, radio, Siria, social media, sport, stampa, Stati Uniti, tecnologia, tv, Usa2012 | No Comments »
martedì, novembre 13th, 2012

Uno dei panel più interessanti al Festival di Internazionale il mese scorso a Ferrara è stato quello in cui il blogger e columnist Sultan al Qassemi e l’attivista del Bahrain Maryam Alkhawaja hanno raccontato i rapporti finanziari, politici e culturali tra i paesi del Golfo all’indomani delle rivolte arabe. Sultan – giovane, benestante e con molti agganci nel suo paese, gli Emirati Arabi, che gli hanno permesso finora di non mettersi nei guai come altri blogger – continua ad arrivare fra i primi nelle liste dei 100 tweep più influenti del mondo arabo, e la nostra Michela Sechi lo ha incontrato per noi a Ferrara e si è fatta fare un quadro della situazione in Arabia Saudita.
La canzone di oggi era “These boots are made for walking” di Nancy Sinatra
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
Tags:ferrara 2012, festival di Internazionale, Michela Sechi, Ryiadh, Sultan al Qassemi
Posted in Arabia Saudita, Bahrein, citizen journalism, cult, cyberattivismo, democrazia, diritti civili, donne, Emirati Arabi, giornalismo, Kuwait, Qatar | No Comments »
lunedì, ottobre 22nd, 2012

(Sibilla Aleramo)
Grazie a tutti per il contributo alla campagna abbonamenti 2012 di Radio Popolare, che si è conclusa ieri con la festa nella nostra sede. Oggi riprendiamo con un post della scrittrice Michela Murgia sulla lista di scrittori che gli insegnanti dovranno studiare per i concorsi: sono 35 in tutto, di cui 34 sono scrittori uomini.
La canzone di oggi era “We did it when we were young” dei Gaslight Anthem
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
Tags:donne, Elsa Morante, letteratura italiana, Michela Murgia, Natalia Ginzburg, programma per futuri insegnanti, scrittrici, Sibilla Aleramo
Posted in donne, editoria, istruzione, Italia | No Comments »
mercoledì, giugno 13th, 2012

Dopo l’endorsement di Obama ai matrimoni gay, uno dei commenti più toccanti è stato quello del grande blogger e giornalista politico Andrew Sullivan (Internazionale lo ha tradotto in italiano). L’altra riflessione che vi propongo oggi è quella di Jillian Keenan per Poynter su quello che è emerso da un incontro sulla narrazione delle donne a Brooklyn.
♫ La canzone di oggi era “Nostro anche se ci fa male” degli Afterhours (venerdì h2130 in onda il loro concerto in auditorium per la chiusura della stagione di Patchanka)
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
Posted in convivenza civile, diritti civili, donne, giornalismo, Stati Uniti | No Comments »
giovedì, aprile 19th, 2012

(Reemah Abdullah in allenamento con le compagne della squadra di calcio del Jeddah)
Oggi – a molti mesi dall’inizio della campagna di protesta civile delle donne saudite per il diritto alla guida – due punti di vista: quello dell’atleta Reema Abdullah, commentatrice sportiva e soprattutto capitano della squadra di calcio femminile del Jeddah, che sarà fra i portatori della torcia olimpica (e di Eman el Natian che raccontandone la storia ci dice qualcosa dei suoi ricordi degli spazi sportivi per le donne in Arabia Saudita), e quello della principessa Basma Bint Saud Bin Abdulaziz, divorziata e in esilio preusmibilmente dorato a Londra, da dove racconta come vede lei il quadro delle possibili riforme e alternative culturali che riguardano la vita delle donne saudite (per un po’ di contesto, vi ricordo le richieste della società civile saudita e le storie di donne che vi ho raccontato qui, e qui, e qui, e qui.
♫ La canzone di oggi era “You won’t let me” di Rachael Yamagata
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
Posted in Arabia Saudita, diritti civili, donne, sport | No Comments »
venerdì, marzo 23rd, 2012
Eccezionalmente, su richiesta dei tweep egiziani e per chi non parla italiano, pubblico anche il podcast dell’originale della mia conversazione con la giornalista e attivista Mona Eltahawy.
On kind request from non-Italian speaking tweeps and users, here’s the podcast of the original recording of my conversation in Bologna with Mona Eltahawy.
Ecco l’intervista:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
Posted in diritti civili, donne, Egitto | No Comments »