Archive for maggio, 2012

servire

giovedì, maggio 31st, 2012

(Andy Carvin intervistato al Festival del Giornalismo di Perugia dopo il suo keynote speech al Teatro del Pavone)

Andy Carvin, il curatore di social media più celebre del mondo e pioniere del giornalismo applicato al crowdsourcing di Twitter, è intervenuto la settimana scorsa a Mesh2012, e Matthew Ingram aiuta a individuare alcuni dei fili importanti che la sua esperienza sta tracciando per tutti noi – apertura, gratuità, rendere conto, verifica trasparente e collettiva, ammissione degli errori, umanità. Nella puntata di oggi vi faccio ascoltare una piccola parte del suo keynote speech al festival di Perugia un mese fa in cui racconta la parte più tecnica del suo lavoro  (che trovate integrale in video qui), vi racconto alcuni degli elementi etici e di indirizzo che ho raccolto dalla mia conversazione personale con lui, e vi propongo l’intervista che sempre a Perugia ha realizzato con lui Raffaella Menichini per repubblica.it, che sottolinea l’idea della redazione pubblica e trasparente su Twitter e il ruolo di servizio pubblico.

♫ La canzone di oggi era “Danse carribe” di Andrew Bird

Ecco la puntata di oggi:

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ardente

mercoledì, maggio 30th, 2012

(Tahrir la sera dell’annuncio ufficiale dei risultati delle elezioni, la protesta contro l’ammissione illegale dell’ex primo ministro Shafiq alla corsa, che lo ha portato al ballottaggio finale di metà giugno con Morsi – foto di Elshabrawy)

“Non considero le elezioni una battaglia finale che la rivoluzione ha perso, ma un sondaggio d’opinione che la rivoluzione ha vinto”

Omar Kamel

Per una cronologia del livetweeting che ho fatto dal Cairo nella settimana delle elezioni presidenziali, ho preparato per voi due Storify nell’ordine corretto, dal 20 al 29 maggio, questa è la prima parte, questa è la seconda.

Se avete seguito le ultime puntate in diretta dalle elezioni presidenziali al Cairo, sapete che il quadro è complesso e potenzialmente esplosivo. Il socialista nasseriano Sabbahi, vera sorpresa del primo voto dopo la rivoluzione, è virtualmente presidente al Cairo, ad Alessandria (città dove esiste una tradizione salafita, ma anche la culla della rivoluzione di facebook), a Port Said (dove avvenne la strage allo stadio) ed è secondo a Suez. Ma circa 600mila voti lo distanziano dal secondo classificato nazionale, l’ex ministro di Mubarak Shafiq, sulla cui legittimità a correre alle elezioni deciderà un tribunale l’11 giugno. Nessun ricorso per brogli è stato accettato, e se anche il tribunale dovesse inficiare il voto per Shafiq, il ballottaggio potrebbe essere rimandato o trasformato in un referendum su Morsi dei Fratelli Musulmani, che a quel punto sarebbe l’unico in lizza (cioè non è previsto che Sabbahi possa a quel punto contendergli il ballottaggio). Moussa e Fotouh, i due candidati semi-moderati che i sondaggi davano in testa, sono dietro di un pezzo. Parte dell’astensione dal voto è dovuta al boicottaggio contro l’esercito espresso da una fetta dei giovani rivoluzionari. Sono 136mila, invece, le persone che hanno votato per il candidato della rivoluzione, il giovane avvocato del lavoro Khaled Ali. Anche se ogni interpretazione è opinabile perché fra chi ha votato Sabbahi c’è anche chi sarebbe disposto a votare Shafiq al ballottaggio pur non di votare per i Fratelli Musulmani, ed esiste nel voto per Sabbahi una componente di nazionalismo nasseriano, resta il fatto che il totale dei voti liberal, laici e genericamente di sinistra è tale da far pensare che se i rivoluzionari si fossero presentati compatti avrebbero vinto al primo turno.  Terribilmente sterile e poco rappresentativo, quindi, il ballottaggio fra il debole Morsi dei Fratelli Musulmani (subentrato all’ultimo momento al posto dell’escluso Shater, e tecnicamente sotto di più del 30% rispetto al risultato dei Fratelli Musulmani alle parlamentari di sei mesi fa) e l’uomo dell’ex regime, probabilmente protetto dai militari nel suo anomalo percorso elettorale, e cacciato dal suo seggio a forza di lanci di scarpe dalle madri di alcuni dei martiri della rivoluzione.  Poco dopo l’annuncio dei risultati, migliaia di persone sono confluite a Tahrir per protestare e un piccolo gruppo ha attaccato la sede della campagna elettorale di Shafiq, provocando un incendio (incendio dalla strana dinamica, che credo si intuisca dalla sequenza dei tweet negli Storify che vi propongo sopra). Oggi sentiamo alcuni punti di vista che ci offre la rete: quello della giornalista Nadia El Awady,  quello di Ekram Ibrahim sulla sorpresa Sabbahi, quello di Lina el-Wardani sulla sorpresa del voto di Alessandria (entrambi per Ahram online), e quello dell’attivista Omar Kamel.

♫ La canzone di oggi era “Here comes the rain again” degli Eurythmics nella versione di Macy Gray

Ecco la puntata di oggi:

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martedì, maggio 29th, 2012

oggi martedì 29 maggio Alaska non va in onda, preferiamo proseguire la diretta con i nostri inviati dalle zone colpite di nuovo dal terremoto.

#EgyPres in diretta dal Cairo 2/2

lunedì, maggio 28th, 2012

La seconda delle due puntate in diretta dal Cairo insieme a Laura Cappon. Nel secondo giorno delle elezioni presidenziali Alaska è andata in onda dal seggio elettorale di Zamalek.

Ecco la puntata di oggi:

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#EgyPres in diretta dal Cairo 1/2

lunedì, maggio 28th, 2012

La prima delle due puntate in diretta dal Cairo insieme a Laura Cappon. Nel primo giorno delle elezioni presidenziali Alaska è andata in onda dal quartier generale del candidato più giovane, Khaled Ali.

Ecco la puntata di oggi:

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sulle nomine AGCOM

martedì, maggio 22nd, 2012

Domani da calendario sono previste in Parlamento le nuove nomine per la presidenza dell’AGCOM, l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che per sette anni regolerà corretta competizione, conflitto d’interessi, diritti dei cittadini nel settore delle comunicazioni e il futuro di Internet in Italia. Da qualche giorno molte personalità della rete chiedono a gran voce nomine competenti e trasparenti anziché spartitorie, e su iniziativa di Massimo Sideri del Corriere della Sera sono state raccolte più di 11mila firme a sostegno della candidatura di un “tecnico” come Stefano Quintarelli, che dall’anno scorso è direttore dell’Area Digital del Sole 24 Ore. Qui il riassunto di Barbara Barbieri, qui le considerazioni di Juan Carlos De Martin per La Stampa.it su quale futuro si presenta per lo sviluppo italiano a seconda di come verranno gestite queste nomine, qui Beppe Giulietti invita il PD a farsi carico di consultazioni più trasparenti, qui Paolino Maddotto per Linkiesta che, benché firmatario della petizione per proporre il nome di Quintarelli, mette in guardia dal tecnico salvatore se questi si troverà ad agire in un contesto politico torbido, non etico e poco competente.

♫ La canzone di oggi era “Mraya” di Abdel Ali Slimani

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sweet home Chicago

venerdì, maggio 18th, 2012

(fotografia di Terry Moon)

Arrivano con gli autobus (e su uno di questi c’è @tigella che potete seguire su Twitter) per portare a Chicago, la città di Obama, lo spirito di Occupy Wall Street in occasione del vertice Nato a McCormick Place (mentre il G8 previsto è stato spostato a Camp David). La città è blindata nonostante lo spirito fortemente pacifista, creativo e ironico dei flashmob e delle manifestazioni, che porteranno il messaggio di OWS contro capitalismo, banche, debito, austerità e militarizzazione fin sulla porta di casa del sindaco Rahm Emmanuel, ex consigliere di Obama. La blogger Allison Kilkenny, che di solito segue OWS a New York, racconta nel podcast di The Nation e nel suo blog l’atmosfera di queste ore, mentre Kim Janssen narra il viaggio a bordo di uno degli autobus che hanno attraversato gli Stati Uniti.

♫ La canzone di oggi era “Which side are you on?” di Ani di Franco

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buffalo soldier

giovedì, maggio 17th, 2012

 

(foto, Ahmed Jadallah/Reuters)

Il 2 maggio dal sit-in di Abbaseya davanti al ministero della Difesa al Cairo, l’attivista Tarek Shalabi twittava una foto della prima linea di agenti della CSF egiziana commentando, “these guys are so sick and tired of all this”… L’altra parte, il nemico, la schiera senza volto – la polizia e l’esercito sono questo per la maggior parte degli attivisti. Ma qualche reduce dei conflitti Usa andrà domenica a Chicago insieme a OccupyWallStreet contro il vertice Nato a restituire le sue medaglie, qui trovate la storia di Greg Boesus della Guardia Nazionale, reduce dell’Iraq. Intanto al Cairo tornano le voci sui piccoli ammutinamenti all’interno della CSF, formata dai giovani coscritti respinti dall’esercito che lavorano in condizioni terribili mentre cercano di tenerli buoni con un piccolo aumento di stipendio. Ne riferisce Hossam el Hamalawy, ennesima puntata di un discorso cominciato con la presenza di soldati disertori in piazza durante i 18 giorni della rivoluzione, con la forte tensione fra vecchia e nuova guardia da quando l’esercito ha assunto i poteri di governo di transizione, con lo storico attrito fra polizia ed esercito, e culminato in un corteo di mille poliziotti a Tahrir nella giornata del 1° maggio. Marwa Awad aveva scritto un bel reportage il mese scorso sulle richieste di cambiamento che si agitano all’interno dell’esercito egiziano.

♫ La canzone di oggi era “Death to my hometown” di Bruce Springsteen

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la frontiera di cristallo

mercoledì, maggio 16th, 2012

Dopo la puntata di ieri tutta in diretta dalla Torre Galfa a Milano, oggi ci rifugiamo nei libri, ricordando il più grande degli scrittori messicani, Carlos Fuentes, che ci ha lasciato ieri. Qui il ricordo del critico letterario di NPR, Alan Cheuse, che lo aveva conosciuto, e qui quello di Anthony dePalma per il NYT.

♫ La canzone di oggi era “La frontera” di Lhasa de Sela

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#macao

martedì, maggio 15th, 2012

La puntata di oggi è andata in onda in diretta da via Galvani a Milano, ai piedi della Torre Galfa di Ligresti occupata dal progetto collaborativo artistico Macao da più di una settimana e sgomberata alle sette del mattino dalla polizia. Con Martino Iniziato vi abbiamo raccontato da dentro l’assemblea permanente per la strada che man mano durante la giornata si sarebbe trasformata in un momento di confronto con il sindaco e in una vera e propria festa di quartiere.

Ecco la puntata di oggi:

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