radio free libia
(Rio e Aya nel nuovo talkshow in inglese su Alhura)
Mentre la Libia in transizione patisce prima di tutto il problema del disarmo, e i comandanti dell’NTC di Tripoli vengono duramente criticati per aver disperso una manifestazione in città, già da prima dell’uccisione di Gheddafi si pensava a come organizzare il futuro panorama dei media indipendenti. I libici hanno vissuto per molti anni in una bolla attentamente controllata in cui si parlava solo arabo, la tv di stato e i pochi canali satellitari erano controllati dalla famiglia Gheddafi, l’inglese e le notizie dall’estero venivano fortemente censurate, e le uniche fonti indipendenti erano i citizen journalist come Mohamed Nabbous, ucciso a Benghazi poche ore prima del primo bombardamento Nato. Adesso si apre uno scenario che fa della Libia anche un nuovo mercato dell’informazione. I primi a capirlo sono stati i qatarini – il Qatar era già coinvolto nei bombardamenti Nato come supporto aereo, sta cercando di giocare un ruolo diplomatico nella risoluzione delle crisi in Siria e Yemen, ed è la patria di Al Jazeera. Come raccontava The National già a settembre, una delegazione del Doha Center for Media Freedom ha lavorato per mesi all’addestramento e riorganizzazione di reporter e blogger libici in vista della liberazione. A lavorare all’addestramento dei reporter libici anche Brian Conley di Small World News, già da marzo, che spiega il suo lavoro a Elizabeth Jackson. E ora, dopo la liberazione, il canale radiofonico di Alhura ha lanciato il primo talk show in inglese della storia della Libia, il Free Talk Show; David Mac Dougall della Associated Press ha parlato con uno dei due conduttori, Rio (qui l’audioboo originale della loro conversazione)
♫ Le musiche di oggi erano “Blue is my heart” di Holly Williams e “Miles on a car” di Rachael Yamagata
Ecco la puntata di oggi:
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Tags: Alhura, AP, audioboo, Brian Conley, david MacDougall, Doha Center for Media Freedom, Elizabeth Jackson, Free Talk Show, NTC, Rio, Small Wolrd News, The National, Tripoli

novembre 29th, 2011 at 16:35
La Libia “libera” entra nel MERCATO dell’informazione… finalmente, mission accomplished! Anche se mi sembra che l’informazione “indipendente” libica abbia già svolto egregiamente il suo compito, quello di stimolare e giustificare l’aggressione NATO.