insieme e da soli

Condivisione, crowdsourcing, gruppi senza leader, piattaforme social che allargano enormemente il bacino potenziale della discussione collettiva: tra la sensazione di sentirsi sfidati nelle proprie certezze dal continuo confronto orizzontale con le idee degli “altri” e la grande vitalità di questo scambio (anche virtuale o a distanza) in grado di produrre nuovi modelli e straordinarie sorprese, vale forse la pena di riflettere su quanto si è studiato nel corso degli anni a proposito di un mito della creatività condivisa, il cosiddetto brainstorming. Preso molto sul serio in alcuni importanti ambiti creativi, a cominciare dalle agenzie pubblicitarie, e in seguito diventato oggetto di una vera repulsione in quanto “perdita di tempo”, il brainstorming è stato studiato e sviscerato nel corso dei decenni, e Jonah Lehrer ne ripercorre la storia per gli Annals of Ideas del New Yorker, domandandosi se si tratti di un mito da sfatare. E se la tecnica del brainstorming in sé si è dimostrata un fallimento (rispetto all’idea di lavorare da soli per poi mettere le idee e le scoperte in condivisione), tutti gli studi dimostrano che sappiamo ormai troppe cose, e troppo specializzate, per produrre individualmente grandi cambiamenti, e il nostro bagaglio è utile solo quando si ricongiunge con quello di altri.

♫ La canzone di oggi era “Danse Carribe” di Andrew Bird

Ecco la puntata di oggi:

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One Response to “insieme e da soli”

  1. how does it feel? | Alaska Says:

    [...] Lehrer, che proprio qualche giorno fa citavamo per il suo studio sulla storia del brainstorming, ha pubblicato ieri il suo libro “How [...]

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