venduta

Proprio tre puntate fa parlavamo di Instagram, la app fotografica in condivisione appena sbarcata anche su Android (e arrivata in 19 mesi a quasi 30 milioni di utenti), e ieri sera è arrivata la notizia che questo giovanissimo servizio è stato acquistato da Facebook per 1 miliardo di dollari (fra contanti e azioni Facebook). Per Instagram – che ha ancora uno staff di sole sei persone – l’unico modo per monetizzare il proprio successo era quello di farsi comprare, per Mark Zuckerberg la tentazione di acquisire (e nel caso uccidere) una app che coinvolge attivamente più di quanto possa fare Facebook e lo mette in grado di spostarsi sui cellulari era troppo forte, mentre per centinaia di migliaia di utenti Instagram ieri è scattato l’esodo e la disiscrizione per un generico timore dello strapotere di Facebook. Su Twitter migliaia di commenti, molti dei quali che si si interrogano su cosa vuole Zuckerberg da Instagram e sul perché sia stato disposto a spendere per acquistarla una cifra considerata assolutamente eccezionale. Qualcuno ricorda perfino che il NYT che ha 116 anni di vita è attualmente valutato tre milioni sotto quella cifra. Gli utenti Instagram hanno tradotto le reazioni alla notizia dell’acquisto con una gallery fotografica a tema.

Qui la dichiarazione di Mark Zuckerberg con cui annuncia l’acquisto, qui Nick Carlson per Business Insider, qui il blog del new York Times, qui l’analisi di GigaOm, qui il Wall Street Journal su come i due servizi interagiranno, qui nextweb su cosa compra Facebook quando fa un acquisto del genere (compra noi, e non il servizio), e qui Mashable che spiega agli spaventati che vogliono chiudere il loro account Instagram la procedura per salvare il proprio archivio di foto.

♫ La canzone di oggi era “Goodbye” di Emmylou Harris

Ecco la puntata di oggi:

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One Response to “venduta”

  1. Facebook presenta il conto | Alaska Says:

    [...] Ricordate quanto spese Facebook per comprare la magica start-up fotografica di Instagram? Un miliardo di dollari. Ebbene, tutti si chiedevano quando avrebbe presentato il conto agli utenti, e forse ci siamo arrivati. Più che un conto economico diretto, le ultime iniziative del colosso social di Zuckerberg si riflettono in scelte tipicamente proprietarie e di vendita dei contatti degli utenti – perfettamente in linea con le policy della piattaforma di Facebook. Il primo segnale è arrivato qualche giorno fa con l’eliminazione delle anteprime fotografiche di Instagram da Twitter: dove prima le minifoto si aprivano nel tweet come quelle di Twitpic, Yfrog, Hipstamatic e altre scorciatoie e applicazioni, da qualche giorno compare solo un link che costringe ad entrare nella piattaforma di Instagram per vedere la foto. La scelta è quella di rinunciare alla condivisione diretta pur di attirare utenti nel mondo chiuso della condivisione Instagram (intanto molti utenti non si sono accorti del cambiamento e pubblicano su Twitter foto di cui credono si vedano ancora le anteprime e non un link, e molti di noi hanno rinunciato ad aprire i link). Twitter ha risposto rilanciando con la propria nuova app di filtri fotografici molto simili a quelli di Instagram, Aviary, che era in caldo da settimane. Ma la seconda iniziativa di Facebook è assai più chiara e diretta: dal 16 gennaio entreranno in vigore i nuovi termini di utilizzo, in base ai quali la proprietà delle fotografie degli utenti passerà a Facebook, che potrà venderle a terzi, e bisognerà adottare misure attive per non autorizzare Instagram a disporre dei contatti personali per vendita a clienti, indirizzari, e vendita delle proprie foto per uso pubblicitario. Dal 16 gennaio non sarà garantita nemmeno la conservazione del proprio archivio. [...]

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