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diario a fumetti

giovedì, ottobre 29th, 2009

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Da questo mese c’è un nuovo personaggio su American Elf, il diario a fumetti di James Kochalka; è un gatt0, e le sue prime avventure in famiglia fanno veramente ridere. Prodigio del romanzo a fumetti, pittore e anche musicista con il gruppo rock James Kochalka Superstar, Kochalka ha fatto una strana scelta dieci anni fa, diventando il primo fumettista a tenere un diario della propria vita sotto forma di strisce a fumetti. Nella maggior parte dei casi si tratta di tre o quattro riquadri in sequenza, che catturano, quasi come una breve poesia o un haiku per immagini, quello che Kochalka considera il momento essenziale o più simbolico della sua giornata. In questo modo oggi la raccolta degli Sketchbook diaries ritrae i dubbi esistenziali dell’autore, il rapporto con la moglie, la famiglia che cresce, gli amici, ma anche momenti qualunque della routine personale a cui di solito non facciamo caso. Memorabile la vignetta del giorno della vittoria di Obama. Lo stesso Schultz si era molto appassionato a questo progetto di Kochalka. Col tempo James ha cominciato a pubblicare le strisce anche a colori; ci si può anche abbonare al suo sito web, e il progetto della casa editrice Fernandel, che ha cominciato a pubblicare tre anni fa il primo anno della striscia completamente tradotta per i lettori italiani, è di pubblicare man mano anche gli anni seguenti. Vi ho proposto un frammento di conversazione con James, che ci racconta com’è tenere un blog per vignette, potete riascoltarlo in fondo al post insieme alla puntata.

Mumford and sons, un gruppo di ventenni inglesi, autonominatisi “gentiluomini della strada”, un solo disco all’attivo, sono carichi di una saggezza da ottuagenari, di una capacità di costruire canzoni, arrangiarle e riempirle di pathos che mi appare abbastanza miracolosa oltre che assolutamente anacronistica. Anche loro, guardacaso, tengono un blog.  Ernesto Assante, sul suo blog di Repubblica, posta alcuni video molto interessanti delle Bookshop sessions del gruppo in una libreria, un’altra splendida dimostrazione che “piccolo è bello”. C’è l’omino che accorda il pianoforte… e il gruppo con chitarra acustica, banjo e contrabbasso che suona fra gli scaffali carichi di libri. Un po’ topi di biblioteca sono, questi Mumford and sons, visto che si sono spartiti i compiti, i loro ultimi post raccontano di una passeggiata fotografica di Ted a Bristol, Ben si occuperà di sopravvivenza alimentare in tournée, Marcus racconta dell’ultimo libro che ha letto, mentre si accinge a cominciare Cavalli selvaggi di Cormac MacCarthy. E’ il primo post del neonato club del libro di Mumford and sons.

E come possiamo parlare di club del libro e non andare a vedere come si è concluso ieri l’esperimento di Nina Sankovitch, un libro al giorno per 365 giorni? L’ultima recensione che ha postato è di un libro di Pete Dexter, ed è’ abbastanza commovente il messaggio che trovate oggi sulla homepage del suo blog: “CE L’HO FATTA! 365 LIBRI! CHE ANNO MERAVIGLIOSO E’ STATO!” Non posso fare a meno di chiedermi cosa farà adesso, se si prenderà un po’ di vacanza, se perderà l’allenamento come un’atleta a riposo, o se se scoprirà di non poter più smettere. Nel frattempo vi propongo un estratto della sua ultima recensione.

Spooner di Pete Dexter è stato assolutamente il libro perfetto da leggere da ultimo in questo mio progetto. Spooner parla di tutto ciò che ha importanza nella vita. Parla di connessioni umane, di comprensione, di resistenza, e – l’aspetto forse più importante  della vita – di narrazione. Come raccontiamo la nostra storia è come comprendiamo noi stessi nell’universo: la verità si manifesta nel modo in cui la nostra storia si dipana. Spooner sfoglia strati su strati di famiglia e tempo e ostacoli della vita, consumati o meno. Me l’ha raccomandato un’amica che è entrata nella mia vita per via del mio progetto di lettura e scrittura, e anche questo è stato perfetto: ho ricevuto tanti doni quest’anno, doni di saggezza, di umorismo, di conforto, e di amicizia, e Spooner parla di questo e di più in una prosa che è intelligente, genuina, precisa e molto spesso assai divertente.

Con un romanzo voluminoso (469 pagine), Dexter ha creato una famiglia che vivrà per sempre nella mia mente, collocata in un mondo che riconosco fin troppo bene, e l’ha lasciata ad affondare, nuotare o librarsi in aria. Dexter è il Dickens dei nostri tempi, che si tuffa nelle questioni del nostro tempo (istruzione, sessualità, giornalismo, assistenza sanitaria, conflitto di classe, sport e terapia). Parla delle grandi questioni su come si può vivere una vita etica, su come resistere davanti ai fallimenti, come superare i complessi di abbandono del passato e forgiare rapporti genuini.”

le musiche di oggi erano “Little lion man” di Mumford and sons e “Take my heart” di Chris Isaak

Ecco la puntata di oggi:

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