Posts Tagged ‘censura’

dalla rete alla strada

venerdì, giugno 3rd, 2011

L’accampamento tecnologico nel cuore di piazza Tahrir, febbraio 2011.

E il fotografo David Degner ha fotografato il contenuto degli zainetti dei ragazzi che manifestavano nei 18 giorni della rivoluzione di piazza Tahrir.

Amira al Hussaini (@JustAmira), del Bahrain, instancabile capo della divisione Medio Oriente di Global Voices, è stata al Cairo in questi giorni per il Young Media Summit 2011 – un’occasione per bloggare in gruppi, ma soprattutto per vedere le strade di cui finora si era occupata solo in modo virtuale. Qui un suo racconto insolitamente personale.

Abbiamo parlato molto del “lato oscuro” dei social media e delle nuove tecnologie, che aiutano le rivolte ma anche la loro repressione. Il Wall Street Journal, meglio di tutti gli altri, esamina nel dettaglio le questioni legate all’utilizzo di Skype (appena acquistato da Microsoft) per spiare attività illegali e organizzazione delle rivolte.

Al D9 di due giorni fa in California, il presidente di Twitter, Dick Costolo, ha annunciato la partenza del nuovo servizio Twitter di photosharing – finora gli utenti usavano servizi esterni come Twitpic, Yfrog e Flickr, e il nuovo impegno di Twitter sulla condivisione di fotografie comporterà nuovi inserzionisti e nuove necessità di verifica dei contenuti – qui l’anticipazione che faceva martedì Charles Arthur del technology blog del Guardian.

Sulla timeline del Twitter di Alaska trovate il racconto momento per momento delle rivolte arabe, la #twitterevolution di Milano e l’avvio ai referendum.

♫ La canzone di oggi era “People have the power” di Patti Smith

Ecco la puntata di oggi:

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il vuoto morale

venerdì, dicembre 10th, 2010

Finalmente in rete cominciano a comparire riflessioni e interrogativi sulle conseguenze imprevedibili e le grandi trasformazioni che la Fuga-di-notizie-gigante di WikiLeaks comporterà per la cultura globale e per la nostra vita politica. Oggi ci dedichiamo a una di queste, nella tradizione provocatoria degli scrittori che postano per il blog della New York Review of Books. Christian Caryl, giornalista non certo incline a bersi le balle della diplomazia, prima di tutto quella dei suoi Stati Uniti, né a censurare la trasparenza della rete, è però molto perplesso dalle mosse di Assange. Più domande che risposte, come forse è giusto che sia, nel suo post che trovate qui (e che vi traduco nel podcast qui sotto).

♫ Le musiche di oggi erano “Half light” degli Arcade Fire e “Mrs Cold” dei Kings of convenience

Ecco la puntata di oggi:

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fango

giovedì, novembre 4th, 2010

Mentre le cronache sono invase dalle Ruby minorenni di Arcore, l’Italia è un paese in cui una città meravigliosa può soffocare d’immondizia e le persone muoiono sotto una colata di fango. Il Post parte dai disastri geologici dei giorni scorsi per raccontare qualcosa di interessante sul Veneto, e Miss Kappa chiama a raccolta i lettori del suo blog a l’Aquila per il 20 novembre. Intanto, nel paese di nascita di Ruby un’altra rivista indipendente è costretta a chiudere, lo racconta Claudia Cassano su Global Voices in italiano lavorando sui materiali che arrivano dal Marocco.

♫ Le canzoni di oggi erano “Equestrienne” di Nathalie Merchant e “These are my hands” di Jimmy Gnecco

Ecco la puntata di oggi:

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il dono del medico e dello scrittore

venerdì, aprile 30th, 2010

Aiuti ad Haiti: Lisa Paravisini rende conto della lamentela di Norman Girvan, ricercatore all’Università di Trinidad & Tobago, Emily J. Kirk dell’università di Cambridge, e John M.Kirk della Dalhousie University, che sollevano il problema di come i consistenti aiuti sanitari ad Haiti forniti da Cuba dopo il terremoto vengano oscurati dalla lettura degli aiuti proposta dai media nordamericani. Ecco la storia completa, che vi traduco nel podcast qui sotto.

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Ieri parlavamo di grandi scrittori e delle loro opinioni nel dibattito pubblico (anche se manipolate a casa nostra): la grande scrittrice canadase Margaret Atwood, fervida ambientalista e blogger, posta il suo discorso di accettazione del Pen Award che ha pronunciato tre giorni fa alla festa del premio al Museo di Storia Naturale di New York, nella sala della balena azzurra – un appuntamento annuale di raccolta fondi a sostegno del lavoro del Pen con gli scrittori imprigionati o censurati in tutto il mondo  (la traduzione del discorso di Atwood qui sotto nel podcast). E’ un inno alla voce umana, al potere dei libri e alla libertà di parola.

Le musiche di oggi erano “My Blakean year” di Patti Smith (che ha cantato alla festa del Pen award per gli scrittori censurati) e “Walking in the sun” di Fink

Ecco la puntata di oggi:

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la cenere negli occhi

giovedì, aprile 22nd, 2010

Mentre noi eravamo avvolti dalla bruma di cenere del vulcano, dall’altra parte del mondo, invisibile alle cronache, il conteggio dei morti del terremoto nel Qinghai saliva vertiginosamente. Quando abbiamo sentito in diretta Giada Messetti la settimana scorsa erano 400. Adesso sono saliti a più di 2000. E la storia non finisce qui. Torniamo a collegarci in diretta con lei a Pechino (e potete riascoltare la sua corrispondenza nel podcast qui sotto)

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E se gli aiuti alimentari ad Haiti fossero ormai troppi? Lo ipotizza la CBS, che analizza le reazioni del governo haitiano al flusso di cibo in arrivo dagli Stati Uniti che rischia di stravolgere il mercato interno. Non è l’unico tipo di aiuto in arrivo, ma è quello che potrebbe inceppare la ripresa economica dopo il terremoto. Lisa Paravisini riassume (ve la traduco qui sotto nel podcast)

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Google ha pubblicato una mappa che documenta lo stato della censura su Internet nei vari paesi, basata sulle richieste di rimozione dei contenuti che riceve il grande motore di ricerca. In testa alla classifica il Brasile, ma i livelli di lettura potrebbero essere tanti, legati all’aumento dell’utilizzo della rete, alla proporzione fra dimensioni della popolazione e contenuti online e a molte altre variabili. Intanto questa è la finestra dell’Italia (via Tiziano Caviglia):

Le musiche di oggi erano “Equestrienne” di Nathalie Merchant e “The loop” di Emma Pollock

Ecco la puntata di oggi:

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Italians

venerdì, marzo 19th, 2010

collemaggio_aquila

(dal blog di Miss Kappa)

Non soltanto la politica italiana si sta disinteressando della politica estera, ma gli altri paesi invece ci osservano con grande curiosità. Il loro sguardo potrebbe essere l’unica garanzia rimasta che qualcuno si preoccupa per noi. Forse non vi sarà sfuggita la notizia che BBC2 ha prodotto e cominciato a trasmettere The Berlusconi Show, un documentario su Berlusconi realizzato dal reporter del Sunday Times Mark Franchetti e inserito nella serie This World. Oggi vi propongo un paio di recensioni del documentario (che sono anche naturalmente una specie di recensione del nostro presidente del consiglio e di noi). In rete ce ne sono moltissime, segno che il documentario ha destato grande attenzione. Purtroppo sul sito della BBC è possibile visualizzare un estratto del documentario solo per chi si collega dall’Inghilterra, ma può darsi che nel giro di qualche giorno qualcosina comparirà su YouTube.

Il primo commento che vi propongo è quello del Guardian, tradotto in italiano da Internazionale.

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Il secondo, più ampio, l’ha postato Gerard Gilbert sul blog The Art Desk . Qui sotto nel podcast potete riascoltare la traduzione.

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Ogni volta che abbiamo parlato di quello che si muove sui blog a proposito degli strascichi del terremoto dell’Aquila è saltato fuori il problema delle macerie del centro storico, rimaste intoccate fino a pochi giorni fa. La nostra vedetta, Miss Kappa, raccontava giorni fa che non soltanto agli aquilani non era permesso entrare in Zona Rossa per motivi di sicurezza, ma che siccome nessuno ha mai pensato di rimuovere le macerie dei monumenti e delle case storiche, anche quelle parti ancora integre che potevano essere messe in sicurezza – opere lignee, frammenti di dipinti, porzioni architettoniche, sono rimaste invece esposte agli elementi per tutti questi mesi, aggravando il danno in modo esponenziale. Poi, di fronte ai ritardi nella consegna degli alloggi e all’emersione dello scandalo sulla Protezione Civile, sapete che gli aquilani, in numeri sempre maggiori, hanno fatto il loro ingresso forzato ogni domenica in Zona Rossa e hanno dato inizio alla rimozione delle macerie. Da una parte rimuovere le macerie è un forte atto simbolico di partecipazione, un modo per rimettere in moto la vita del centro storico, dall’altra però gli aquilani sono ben consapevoli che le macerie vanno accuratamente vagliate prima di essere rimosse, per essere sicuri di non gettare via frammenti di valore. Adesso, d’improvviso, con l’avvento della campagna elettorale le macerie sono diventate argomento ambitissimo. Leggete cosa raccontava ieri Miss Kappa.

Le musiche di oggi erano “Bodysnatchers” dei Radiohead e “Dandelion” di Charlotte Gainsbourg

Ecco la puntata di oggi:

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