Posts Tagged ‘donne’

le donne vere

martedì, marzo 5th, 2013

Unknown

In rete in questi giorni si è scatenato un dibattito sulle donne a capo delle aziende. Sheryl Sandberg (n.2 di Facebook) ha spronato le donne a darsi più da fare per farsi largo nella carriera, e Marissa Mayer di Yahoo ha deciso di vietare il telelavoro da casa ai suoi dipendenti, obbligandoli ad andare in ufficio – e lo ha fatto dopo aver notato i parcheggi vuoti dell’azienda e aver verificato lo scarso traffico della rete interna VPN. Ma Debrah Pickett per il Chicago Tribune ha deciso di rispondere con un post sulla vera vita delle donne e la bugia delle superdonne. Lei stessa una superdonna dichiarata, un bel giorno ha commesso un grosso errore e si è resa conto della vita che fa, e provoca le altre superdonne ad ammettere lo stesso.

La canzone di oggi era “3, 6, 9″ di Cat Power

Ecco la puntata di oggi:

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non siamo mai esistite

lunedì, ottobre 22nd, 2012

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(Sibilla Aleramo)

Grazie a tutti per il contributo alla campagna abbonamenti 2012 di Radio Popolare, che si è conclusa ieri con la festa nella nostra sede. Oggi riprendiamo con un post della scrittrice Michela Murgia sulla lista di scrittori che gli insegnanti dovranno studiare per i concorsi: sono 35 in tutto, di cui 34 sono scrittori uomini.

La canzone di oggi era “We did it when we were young” dei Gaslight Anthem

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femmine

giovedì, febbraio 17th, 2011

Mona Seif, alias @monasosh su Twitter, il 12 febbraio – the Day After – al cellulare in pza Tahrir (foto Matthew Cassel via Electronic Intifada)

In Italia le femmine valgono poco (7mila euro e una compilation di Apicella), ma sono proprio le donne, adesso, a smuovere con la loro protesta trasversale la montagna della politica che era sembrata inamovibile per quindici anni. Stamattina si auspica che a guidare la coalizione per le riforme fino a nuove elezioni sia un gruppo di donne. Saranno tre donne a giudicare Berlusconi in tribunale il 6 di aprile. In Egitto, ieri, le ragazze del movimento di piazza Tahrir hanno steso un documento di protesta perché nel comitato di civili che guiderà la transizione – formato da molte delle guide del movimento – non c’è nemmeno una donna.

Intanto, negli Stati Uniti esplode una polemica non senza conseguenze su quello che è capitato a Lara Logan della Cbs, una delle ultime reporter arrestate nella giornata nera dei pestaggi del 28 gennaio al Cairo. Solo nelle ultime ore, e con pochi dettagli, è emerso che Lara non è sopravvissuta soltanto alle botte e all’arresto da parte della polizia militare, ma anche a un’aggressione sessuale da parte delle gang pro-Mubarak, dalla quale è stata salvata da un gruppo di donne e da una ventina di soldati. Il fatto che si sia parlato prima di stupro per poi ritrattare con termini solo leggermente meno gravi non ha contribuito alla chiarezza del suo caso e alla solidarietà nei suoi confronti. Laila Lalami di The Nation posta una panoramica di reazioni al suo caso, mettendo in luce alcune sfumature razziste e reazionarie. Nir Rosen, ricercatore al Centro studi sulla Legge e la Sicurezza della New York University, è cascato malamente nella trappola, facendo su Twitter dello humor nero su Lara Logan e in pratica sostenendo che il caso della reporter non sia più notevole di quello di chissà quante decine di donne molestate o aggredite sessualmente nei disordini di Tahrir. In poche ore Twitter si è rivoltato contro di lui. Nir Rosen ha cercato di difendersi, per poi scusarsi e dirsi così imbarazzato dalla falsa immagine di sé che ha dato con questo episodio da chiudere il proprio account di Twitter (che, dice, “avevo dimenticato non fosse privato”), ma non solo, visto che ha immediatamente rassegnato le dimissioni dal suo posto all’università. Qui il riassunto della vicenda con tanto di riproduzione dei suoi tweet, da Huffington Post.

Intanto, la ragazza coraggiosa che i follower di Alaska su Twitter conoscono come Monasosh, vero nome Mona Seif, è stata intervistata da Matthew Cassel di ElectronicIntifada e racconta la sua rivoluzione egiziana.

♫ La canzone di oggi era “People have the power” di Patti Smith

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donne sull’orlo di una crisi di nervi

martedì, novembre 9th, 2010

Come promesso, oggi una puntata dedicata alle ultime novità sul blog di Saudiwoman. L’istruzione delle donne in Arabia Saudita, la fatwa del 31 ottobre contro le commesse, e la censura contro una conduttrice televisiva. (vi traduco i testi di Saudiwoman nel podcast qui sotto, nei suoi post originali potete vedere anche i video e i documenti che riporta)

♫ Le canzoni di oggi era “Coney Island” dei Massimo Volume

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carburanti

venerdì, maggio 14th, 2010

Benvenuti a tutti i nuovi follower di Alaska su Twitter, aggiungiti anche tu: basta cliccare sul T-Rex qui a destra per ricevere saluti e anticipazioni da Alaska ogni giorno.

Considerato quanto il petrolio e la benzina condizionano ancora la vita dei paesi più consumisti – dalla gigantesca perdita di petrolio nel Golfo del Messico di cui parlavamo ieri, alle guerre finanziate per il controllo del petrolio, dai paesi che ne hanno in abbondanza a quelli che da loro dipendono, mi sembra interessante una delle cose che sta raccontando in queste ore Homylafayette, prudente ma preciso blogger iraniano negli Usa a cui di solito ci affidiamo per i racconti delle manifestazioni del movimento verde in Iran. Homylafayette riceve costantemente materiale foto e video dall’Iran e nel giro di poche ore ha postato sullo sciopero generale di ieri in Kurdistan (per protestare contro l’esecuzione di cinque prigionieri politici, quattro dei quali curdi, avvenuta domenica, e dalle foto sembra che lo sciopero sia riuscito) e sulle lunghe code che si creano a Teheran per fare provvista di gas naturale compresso, il carburante per auto promosso dal governo ma di difficile accesso nella realtà  (vi traduco la storia qui sotto nel podcast)

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Quando vi raccontavo degli effetti della nuova legge sull’immigrazione dell”Arizona, vi dicevo di come negli ultimi mesi la pressione degli ingressi clandestini dal Messico fosse perfino aumentata  a causa dell’escalation di violenza appena al di là del confine. Una buona preparazione ai misteri letali delle zone di confine la offre un libro uscito in Italia qualche anno fa per Adelphi, Ossa nel deserto, che documentava le ricerche del reporter Sergio Gonzales Rodriguez sulle centinaia di omicidi e sparizioni di donne nell’area di Ciudad Juarez a partire dal 1999. Omertà, corruzione e narcotraffico, festini a base di donne da usare per poi gettarne i cadaveri nei canali di scolo e segnare così il territorio: questa era la mappa agghiacciante che emergeva dal libro. L’autore è stato ospite l’anno scorso del festival di Internazionale, (qui il resoconto di un incontro con lui)  e vi segnalo una sua intervista del 2006 con l’autore. Qualche anno prima Rodriguez aveva anche subito un cosiddetto “sequestro lampo”, di cui sono fitte le cronache di oggi. Adesso la recrudescenza dello scontro fra cartelli della droga sta attanagliando il Nuevo Léon e Tampico, e investe la vita pubblica di tutti. Elena Intra ha raccolto in un unico post una serie di racconti dai blog sulla diatriba fra i cartelli e l’ondata di violenza, traducendo i post in italiano.

♫ Le musiche di oggi erano “The loop” di Emma Pollock e “Inspiracion” dei Calexico

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per non scomparire

giovedì, marzo 18th, 2010

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Da Global Voices in italiano, una segnalazione che riguarda le donne, ancor più interessante perché viene da un paese a cui sul web abbiamo pochissimo accesso, la Cambogia. Si tratta del primo portale in lingua khmer dedicato alle questioni femminili e all’accesso delle donne alle nuove tecnologie (ICP). Potete leggere qui il post integrale di Sopheap Chak, tradotto in italiano da Elena Intra, che contiene un’intervista con Manavy Chim.

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Dopo che abbiamo tanto parlato di libri elettronici, diciamo che a scopi di indagine ieri ho scaricato la versione per PC di Kindle e ho acquistato il mio primo e-book. Sono ancora scossa dall’esperienza (o non-esperienza?) – la velocità di ottenere il libro, la lettura a schermo, la smaterializzazione dell’oggetto – e mi riservo di addentrarmi negli effetti della cosa un po’ più in là. Alcune riflessioni, però, stanno diventando ossessive. Ci sta pensando anche l’autrice Blair Hurley, sul suo blog Creative Writing Corner, in cui scrive dell’effetto che potrebbe avere la diffusione di massa degli e-book sulla forma romanzo, sulla democratizzazione del contatto diretto fra autori e lettori e sulla ipotetica scomparsa delle figure editoriali di raccordo. Aveva postato sullo stesso argomento qualche tempo fa e adesso condivide alcuni commenti dei suoi lettori. Qui sotto nel podcast potete riascoltare la traduzione del suo post.

Le musiche di oggi erano “Constant waiting” di J.L. Pearce nella versione di Mark Lanegan e “Adesso è facile” di Mina e Afterhours

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diritto di voto

giovedì, marzo 11th, 2010

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(Marjane Satrapi)

Come promesso, oggi vi presento un’iniziativa online che è nata da pochissimi giorni, Enciclopediadelledonne.it. Nella dichiarazione di intenti delle studiose che hanno deciso di dar vita a questa enciclopedia, che voce per voce prenderà forma online, si legge: “Questo, tante donne lo sanno da tanto tempo: ci mettiamo in fila, ci sentiamo eredi ed ecco il significato del secondo nome dell’Impresa: Specchio delle Dame. Tante volte infatti abbiamo ritrovato questo mettere insieme tanti ritratti di donne a dimostrare che la libertà di pensiero e di azione – dalla quale, peraltro, deriverà con la felicità personale una società più giusta – è possibile e auspicabile, non teoricamente, ma praticamente. Parole che vengono da ogni tempo (da Proba, da Christine de Pizan, da Cristina di Belgioioso, ma davvero, continuamente) e possono davvero illuminare, perché sono anche le nostre, spesso le stesse precise parole. Quello specchio delle brame che ossessiona tante donne in carne e ossa può dunque utilmente diventare lo specchio delle dame, una miniera di storie da cui imparare la libertà, e mai cercare il verdetto. Proprio perché è all’insegna della felicità possibile, l’Enciclopedia è una festa, una festa a inviti: chi scrive porta una persona come portasse qualcuno che vale la pena di conoscere.”

Stanno comparendo in questi giorni le prime voci, e le prime tag con cui effettuare una ricerca tra le voci. Questo l’indice ad oggi. Da quello che leggiamo si comprende la qualità del progetto, degna di una vasta impresa editoriale ma allo stesso tempo libera e condivisa. A coordinare il  nucleo primigenio di studiose sono Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli, e ci facciamo spiegare il progetto nei dettagli proprio da Rossana Di Fazio (potete riascoltarla nel podcast qui sotto).

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Domenica il 62,4% degli iracheni è andato a votare nonostante le forti minacce di attentati e l’esplosione di un ordigno che ha ucciso 35 persone. Stavolta era possibile votare non soltanto nei seggi interni al paese ma anche in varie sedi sparse per il mondo dove gli iracheni sono emigrati. Global Voices in italiano riprende un articolo di Salam Adil (tradotto da Stefano Ignone) che a sua volta fa un collage di alcuni commenti dei votanti sui blog. Potete leggerlo qui.

La canzone di oggi era “In your hands” di Charlie Winston

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avvistamenti

mercoledì, marzo 10th, 2010

poto-mitan

Scusate per l’assenza di ieri, dopo qualche giorno di influenza rieccomi qua…

Vi segnalo il nuovo bottone della Donazione nella barra qui a destra, per chi lo desidera è possibile fare donazioni, anche piccolissime, a Radio Popolare. Grazie in anticipo a tutti!

Tornando dopo quattro giorni mi hanno accolto 642 post da tutte le parti del mondo, una sensazione complessiva di grande vitalità di quello che si muove sulla rete. Vorrà dire che nelle puntate di questa settimana cercheremo di recuperare alcuni degli spunti più interessanti. Nel frattempo vi segnalo che Global Voices ha attirato anche l’attenzione della BBC, che ha deciso di avviare un esperimento di collaborazione. Congratulazioni a Kathryn Bigelow, la prima donna nella storia a vincere l’Oscar per la regia; ieri avevo in mente un collegamento legato all’8 marzo che recupereremo con piacere domani.

Nel frattempo vi propongo questo post da Repeating Islands sulla posizione delle donne ad Haiti dopo la morte di tante leader del movimento femminile nel terremoto; è una fotografia della situazione femminile nella società haitiana; la realtà lasciata dal terremoto, in cui la metà delle famiglie sarà gestita di fatto dalle donne, offre la possibilità di praticare alcuni cambiamenti, anche in considerazione del fatto che le poche autorità rimaste hanno ribadito qualche giorno fa con Hillary Clinton la necessità di elezioni politiche nel paese il più presto possibile (la traduzione qui sotto nel podcast)

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Vi ricordate quando abbiamo parlato del blog collettivo Coverspy, che avvista i lettori sulla metropolitana di New York e ne traccia l’identikit con tanto di copertina del libro? Anna mi segnala che esiste qualcosa di simile anche a Milano, sulla vita dei tram. Vi presento con piacere questo blog anche perché è una delle rare dimostrazioni che c’è qualche blogger che ha scelto di occuparsi della vita urbana anche nella nostra città. Se avete altri esempi da segnalarmi fatelo senza indugio.

Le musiche di oggi erano “Don’t take all night” di Nina Simone e “Whooping Crane” di Lyle Lovett

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Biancaneve

giovedì, marzo 4th, 2010

timwalker

Mentre le statistiche sul lavoro delle donne continuano a registrare un divario di compenso preoccupante rispetto agli uomini, Drunk Literature, il blog di un’avida lettrice che di solito utilizza come filo rosso il tema della letteratura “maledetta” – o molto vicina al bancone del bar, per intenderci, da Francis Scott Fitzgerald a Charles Bukowski - segnala un contenuto dell’edizione online americana di Vanity Fair che esplora il mondo dei grandi classici a cartoni animati con un taglio decisamente inconsueto: il lavoro delle donne che dietro le quinte coloravano a mano i fotogrammi. Qui trovate l’articolo originale di Patricia Zohn, che ha cominciato ad intervistare le inchiostratrici e le coloriste di quell’epoca dopo aver ascoltato i racconti di una zia che aveva lavorato per molti anni alla Disney. E’ la storia di 100 ragazze altamente specializzate che vivevano nell’ombra degli animatori uomini, ma senza le quali la rivoluzione animata del padre-dittatore Walt Disney non sarebbe potuta accadere. La traduzione e il riassunto nel podcast qui sotto.

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Per restare nel fiabesco, la foto del post di oggi è di Tim Walker, un fotografo inglese dal talento surreale che di solito lavora per Vogue. Se vi interessa, potete vedere le sue fotografie dal vero ancora per pochi giorni a Milano, fino al 7 marzo. Qui una descrizione della mostra.

La canzone di oggi era “You, sailor” di Erin McKeown

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parlano le scrittrici

giovedì, febbraio 11th, 2010

pettirosso-23

Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto per dirmi che l’avvistamento del pettirosso è tipicamente invernale! Ero stata mal consigliata da un collega di cui non farò il nome, non riesco a rispondere a tutti ma vi ringrazio perché ho imparato molto! Il mio desiderio di primavera non potrebbe essere più deluso, visto anche il tempo di oggi… Comunque il pettirosso era bellissimo! (potete anche vedere la canzoncina inglese sul pettirosso postata da un ascoltatore nei commenti al post di ieri)

Ma veniamo alla puntata di oggi,  dedicata alle osservazioni sul nostro mondo di questi giorni che traggo dai blog di tre scrittrici di tre nazionalità diverse: Margaret Atwood, Jeanette Winterson e AM Homes.

Margaret Atwood (vi ho parlato di lei qui e qui) scrive di ritorno dal Forum Economico Mondiale che si è svolto a Davos a fine gennaio. Ambientalista instancabile, è rientrata in Canada dalla Svizzera, e sempre col suo caratteristico senso dell’umorismo racconta quello che ha trovato laggiù, con lo sguardo della turista. Racconta delle persone che ha incontrato, del ruolo delle donne a Davos, e della strana posizione del Canada, lodato per il suo cammino verso un’economia verde ma debole nelle trattative di Copenaghen e completamente assente dal dibattito a Davos.  (la traduzione del suo post nel podcast qui sotto)

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La scrittrice inglese Jeanette Winterson, autrice di Non ci sono solo le arance e Gli dei di pietra,  scrive ogni mese un post sul suo sito che fa il punto sulla sua situazione nella scrittura, nelle uscite in libreria che la riguardano e in quelle dei suoi amici, nelle sue relazioni personali e nelle sue letture, soprattutto di poesia. La sua pagina di febbraio si apre con le sue impressioni sull’udienza di Tony Blair davanti alla Commissione sulla guerra in Iraq di qualche giorno fa – ne avevamo parlato ad Alaska qui. (La traduzione del suo post nel podcast qui sotto)

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AM Homes, autrice di La figlia dell’altra, In un paese di madri, La fine di Alice e Questo libro ti salverà la vita,  posta sul New Yorker la sua reazione alla morte di JD Salinger , forse un padre migliore per lei dei genitori, veri e adottivi, di cui racconta nei suoi libri.  Possiamo perfino ipotizzare che proprio in omaggio a JD Salinger anche lei abbia scelto di firmarsi con le iniziali del suo nome di battesimo. Nel post racconta dell’imprinting ricevuto dalla lettura di Salinger da bambina negli anni Settanta, della sua ossessione di scrivere lettere a personaggi famosi nella pre-adolescenza, e della commedia che scrisse a diciannove anni con Holden Caulfield e Salinger come protagonisti, e che lo scrittore fece bloccare attraverso la sua agente (la traduzione qui sotto nel podcast)

Le musiche di oggi erano “Winter winds” di Mumford & Sons e “In the end” di Charlotte Gainsbourg

Ecco la puntata di oggi:

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