girls & boys
martedì, marzo 8th, 2011Ieri Nomfup ha postato (e ci ha gentilmente girato) la nuova “instant hit” del movimento di piazza Tahrir, bella ed emozionante, realizzata dal musicista Tarek Geddawi. Chi non l’ha sentita in trasmissione o non ha visto il video trova tutto qui o può cliccare qui sopra.
Sabato, ore 19.30 italiane. Twitter si anima improvvisamente di messaggi dal movimento dei giovani di #Jan25. Siamo alla sede della polizia segreta di stato, a Nasr City (sobborgo residenziale del Cairo). Stiamo facendo irruzione nell’edificio di Amn Dawla. Siamo più di mille. Forse è stata una soffiata, qualcuno ha avvisato il movimento che all’interno delle sedi della polizia segreta in città si stava procedendo alla distruzione di documenti e dossier relativi ai detenuti politici e ai casi di tortura sotto il regime di Mubarak. Ragazzi e ragazze entrano, tutti armati di telefonini e piccole videocamere. Si dividono i compiti, chi fotografa, chi sfoglia, chi riprende, chi twitta. Riescono a scendere due dei sei piano sotterranei dell’edificio. Continuano a twittare in tempo reale. C’è una donna che cerca il fratello, scomparso dal 2005. Ci sono due ragazzi del movimento che vogliono rivedere le celle dove sono stati detenuti, uno per 12 giorni, l’altro per 17. Twittano di come si sentono a rivederle. Trovano montagne di documenti ridotti, forse da un paio di giorni, a striscioline di carta. trovano il dossier di Khaled Said, la cui uccisione ad Alessandria aveva dato il via alla rivolta. Lo fotografano pagina per pagina e lo spediscono a Wael Ghonim, che a Khaled ha dedicato la pagina di facebook da cui è partito tutto il movimento. Raccolgono frammenti strappati e bruciati. Girano video. Trovano strumenti di tortura. Li fotografano (trovate tutti i link alle foto nei tweet e RT di Alaska di sabato sera). Intanto fuori l’edificio è ormai circondato dall’esercito. I ragazzi escono a mani alzate e si lasciano perquisire per dimostrare di non aver sequestrato documenti. Rifiutano di andarsene finché non arriva il procuratore generale, al quale vogliono esporre le loro denunce per torture. Il procuratore accetta di parlare con loro. Ottengono di formare un cordone di civili intorno all’edificio per proteggere i documenti superstiti, che vengono messi in salvo. Il giorno dopo, di nuovo a sorpresa, mentre i nuovi ministri giurano a palazzo sotto la guida del nuovo Primo Ministro ad interim Essam Sharaf, fanno irruzione in un altra sede della polizia segreta, a Lazoghly. Armati di cellulari, videocamere e laptop, si inventano un ariete e sfondano la porta. Potete vederli, con nomi e cognomi, qui (nel podcast l’audio del video). Ma stavolta va male. Trovano documenti, videocassette, altre celle, ma fuori ci sono i carriarmati. Fa buio, i ragazzi escono e vengono prima aggrediti da un gruppetto di sostenitori di Mubarak con sassi e coltelli, e poi cantano davanti ai carriarmati, fermissimi. I soldati cercano di respingerli, cominciano a sparare in aria. Qualcuno viene colpito con i teaser, 27 ragazzi vengono arrestati, e rilasciati soltanto il giorno dopo. Il movimento #Jan25 insiste che nessun civile, nemmeno i banditi che li hanno aggrediti a piazza tahrir e domenica a Lazoghli, vengano processati dai tribunali militari. Tutte le loro azioni sono improntate al ripristino della legalità. Sapendo quanta paret della società egiziana sia coinvolta nello spionaggio, nei sequestri e nelle torture, quello che immaginano per il futuro dell’Egitto è una sorta di Tribunale per la Verità e la Riconciliazione sul modello di quella sudafricana. Ieri il procuratore generale ha emesso un mandato d’arresto per 47 ufficiali dell’esercito egiziano per occultamento e distruzione di documenti d’archivio della polizia segreta.
L’attivista americana Naomi Wolf analizza il ruolo centrale delle donne nelle insurrezioni in Medio Oriente. Finalmente un’analisi sul perché il nuovo impiego dei social media va incontro al modello non verticale di leadership femminile. L‘originale qui.
♫ La canzone di oggi era la “instant hit” del movimento di piazza Tahrir composta e cantata da Tarek Geddawi
Ecco la puntata di oggi:
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