instancabili
venerdì, maggio 20th, 2011Un po’ di ispirazione per la rivoluzione. Gli attivisti egiziani di #Jan25, che hanno creato un modello dal basso che oggi viene seguito dal Wisconsin a Londra alla Spagna (e che comincia ad affascinare, per ora senza un manifesto comune, anche l’Italia), parlano oggi delle sfide molto più complesse che sta affrontando l’Egitto a tre mesi dalla caduta di Mubarak. Wael Ghonim, invitato al Google Zeitgeist (dai suoi ex datori di lavoro), viene intervistato da Jon Snow di Channel 4 (segnalatoci da Nomfup) e racconta, con il consueto senso dell’umorismo, il suo punto di vista sulla trasparenza e il ruolo della rete, il cambiamento negli equilibri di potere fra utenti e fornitori di servizi (oltre che fra utenti e dittatori) e con quale filosofia partirono i primi flashmob che portarono all’occupazione di piazza Tahrir. Altri esponenti di spicco di #Jan25 – lo scrittore Alaa al Aswani, i giovani attivisti Hossan el Hamalawi, Alaa Abdul Nabi e Nour Nour intervistati al Cairo dal Guardian, spiegano cos’è l’ombra del settarismo religioso e qual’è la sfida più grande del processo di democratizzazione del paese: la corruzione diffusa in tutti i settori e nel costume nazionale. “C’è un mini-Mubarak ad ogni livello di ogni istituzione”, dicono. Ricorda qualcosa? Qui il video.
Sulla timeline del Twitter di Alaska trovate il racconto momento per momento delle rivolte arabe.
♫ La canzone di oggi era “These boots are made for walking” di Nancy Sinatra
Ecco la puntata di oggi:
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
Per scaricarla sul tuo computer clicca qui
