Questa è l’ultima settimana di Alaska prima del palinsesto estivo, nella quale ci accingiamo a “salutare” alcuni blog e alcuni temi centrali della stagione. Vi ricordo che lunedì 5 luglio alle 12.40 riparte la nostra trasmissione con i diari di viaggio degli ascoltatori, Tre Uomini in Barca, che sarà naturalmente anche un blog, al quale potete iscrivervi mandando una mail per dire chi siete, dove pensate di andare quest’estate, da quando a quando, e con chi. In questi giorni ad Alaska mi raggiunge Leonardo “Leolino” Verzaro per varare la Barca come si deve.
Vi ricordo anche che durante i mesi estivi potrete continuare a ricevere qlc aggiornamento da Alaska su Twitter.
Un aggiornamento sulla questione “caccia alle balene”: il meeting dell’IWC ad Agadir si è concluso con un nulla di fatto, rimandando il voto sulla proposta di regolamentazione della caccia al prossimo anno. Qui il post originale che spiega com’è andata.
Ma veniamo ai post di oggi – come promesso torniamo ad Haiti, scesa di molto nella priorità delle cronache ma ancora attanagliata dagli effetti del terremoto, e dagli interrogativi sul suo futuro. Repeating Islands non l’ha mai persa di vista, e oggi vi traduco una sintesi di alcuni post del grande tumbler caraibico (da riascoltare qui sotto nel podcast).
MADRE fa parte di una coalizione di associazioni che cercano di creare una situazione di giustizia per le donne di Haiti. Dopo il terremoto, la violenza sulle donne è fuori controllo. Lisa Paravisini fa un riassunto della situazione fuori e dentro i campi profughi.
Sempre Lisa si appoggia a un articolo della rivista Time per raccontare il problema di come rimuovere le macerie causate dal terremoto.
Di pochi giorni fa una panoramica sui primi passi per avvicinarsi a nuove elezioni, dopo che il terremoto ha ucciso molti membri dell’amministrazione e distrutto infrastrutture ed uffici governativi.
Di ieri il racconto di Emily Troutman da Port-au-Prince su come le tende dei campi profughi non possano reggere le forti piogge.
♫ La canzone di oggi era “Simbo Dlo” di Ti Coca
Ecco la puntata di oggi:
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Non so se vi siete mai appassionati, com’è successo a me, alle vicende dell’LHC (Large Hadron Collider), il megatunnel svizzero acceleratore di particelle, il più grande del mondo, quello che si pensava potesse causare la produzione di un gigantesco buco nero, ecc. Ebbene, ogni tanto, proprio quando sembra pronto a scovare la “particella di Dio”, si inceppa per qualche ragione: stavolta si è trattato di una briciola di baguette. Ecco da Mysterium un racconto dell’accaduto. E attenzione perché i lettori commentano convinti che si tratti di un messaggio da “intelligenze sconosciute”, e non sono pochi i blogger a seguire la stessa strada. Mmh.
Fra pochi giorni si inaugura dalle nostre parti una nuova mostra di un artista sudafricano che amo molto, William Kentridge; siccome credo che non siano pochi quelli di voi che hanno caro il racconto di Gogol Il naso (scritto nel 1836, e potete leggerlo integralmente qui) ve ne dò conto perché il nuovo progetto di Kentridge lo riguarda. Bianco nato a Johannesburg, classe 1955, Kentridge ha sempre elaborato le questioni dell’apartheid con una dolorosa lucidità, sviluppando i temi della memoria e della colpa. Se il suo nome non vi dice niente, trovate qui una sua biografia artistica. Lavora spesso con la riproduzione su grande scala di schizzi realizzati a carboncino o col gesso, intrecciata con il video, a sua volta sonorizzato con musiche ed effetti speciali. Ha prodotto nei primi anni Novanta una serie di cortometraggi animati mozzafiato. Questo è quello che realizzò nel 1996, poco dopo l’istituzione in Sudafrica della Commissione per la Verità e la Riconciliazione (questi i suoni, mentre tutto il corto animato si sviluppa secondo linee nere e grigie e un tratto aspro)
Quella che arriva a Napoli, già passata dalla Biennale di Sidney l’anno scorso, è una mostra ancora differente, che interviene nella sala degli arazzi cinquecenteschi di Capodimonte. Ecco una dettagliata spiegazione della mostra e del suo collegamento con “Il Naso” di Gogol, da Micol di Veroli.
Già è complicato bloggare per radio, figuriamoci parlarvi di mappe, ma tant’è: fra i più creativi animatori delle rete ci sono i feticisti della mappa, a cominciare dal favoloso StrangeMaps, che a sua volta in questi giorni riporta il lavoro di xkcd, dedito a mappare le trame delle saghe, da Guerre Stellari al Signore degli Anelli.
“Disegnata dal figlio di Tolkien, Christopher, e acclusa nella maggior parte delle edizioni della trilogia del Signore degli Anelli, la mappa della Terra di Mezzo è uno degli esempi meglio conosciuti di cartografia fantasy. Questa mappa mitica mostra il continente di finzione in cui si svolge l’azione dei tre libri, da Forodwaith a nord fino a Haradwaith a sud, e dal Golfo di Luhun a ovest al mare di Rhûn a est (ma la Terra di Mezzo era fatta apposta per fare rima?) Egualmente deliziosa, anche se non ancora così famosa, è la carta del flusso del Signore degli Anelli, che mappa l’itinerario della storia dei personaggi principali della storia, sia individuale che di gruppo, mostrando dove essi si incontrano, si separano e si riuniscono. La progressione va da sinistra a destra, sintonizzata non solo con la direzione di lettura tradizionale dell’Occidente, ma anche rispecchiando la traiettoria stessa della storia, che comincia nella Contea sul bordo occidentale della Terra di Mezzo e conduce verso Mordor a est. Il parallelo geografico regge solo fino a un certo punto, infatti alla fine della storia, dopo che sono ritornati nella Contea, alcuni membri della Compagnia dell’Anello si imbarcano diretti a ovest, ma le loro traiettorie si perdono fuori dalla mappa in alto a destra, nell’angolo nordorientale. In ogni caso la mappa è uno strumento eccellente per identificare i vari filoni della storia man mano che essa procede. Il filone principale, in giallo, segue l’Anello; prima con Bilbo, come Portatore dell’Anello, e poi con Frodo, che lo porta a Mordor perché venga distrutto. Le traiettorie sono anche identificate per colore per identificare le diverse razze: verde per gli Hobbit, grigio per gli Stregoni, marrone chiaro per gli Uomini, marrone scuro per i Nani, azzurro per gli Elfi, blu per gli Ents. Sauron, il Malvagio, è rosso scuro. Il nero rappresenta gli Orchi, gli Uruk-Hai e i loro simili. Le battaglie, gli eventi, e altri episodi importanti sono indicate da uno sfondo grigio chiaro: l’attacco a Colle Vento, il Concilio di Elrond, la Rottura della Compagnia dell’Anello, la Battaglia del Fosso di Helm”.
le musiche di oggi erano “Nanà” di Brunori Sas e “Sweet Jane” dei Cowboy Junkies (Natural Born Killers cut)
Ecco la puntata di oggi:
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Su Radio Popolare dal martedì al venerdì alle 12.40 circa, e in replica dal martedì al giovedì alle 21.30, e il venerdì dalle 20.40. Condotta da Marina Petrillo. Esploriamo sentieri digitali, e siccome il mondo è vasto qualche volta ci perdiamo.
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è "The desert is on circle" dei Six Organs of Admittance