venerdì, aprile 5th, 2013

Il colosso delle vendite online Amazon ha annunciato qualche giorno fa di aver fatto un’acquisizione strategica comprando GoodReads – la più grande comunità libera di lettori e consigli di lettura nel mondo – per 150 milioni di dollari. Il CEO di GoodReads, Otis Chandler, ha annunciato allegramente di essersi “unito alla famiglia” di Amazon, ma come l’ha messa Rob Spillman di Salon, “sì, un po’ come la Polonia si era unita al Terzo Reich”. Comprare dati, utenti che producono contenuti e consigli mirati, creatività, è anche un modo per impedire ad altri di fare altrettanto. Qui Salon sulla delusione degli utenti di GoodReads, qui invece The Atlantic con le ragioni per cui Amazon ha fatto questa mossa, e un sacco di dati interessanti su come si muovono negli Stati Uniti i consigli di lettura – cioè cosa sta inseguendo Amazon ora che si scopre che gli algoritmi di suggerimento non funzionano un granché.
La canzone di oggi era “Water’s edge” di Nick Cave & The Bad Seeds
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:Amazon, editoria, GoodReads, Jeff Bezos, lettori, lettori forti, passaparola, suggerimenti d'acquisto
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mercoledì, giugno 16th, 2010

Anche quando non è in onda, il blog di Alaska vive su Twitter
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Come si temeva già da luglio dell’anno scorso, la bozza “litigata” del ddl sulle intercettazioni (adesso anche nel mirino dell’Osce per la sua minaccia alla libertà di stampa) rischia con il “comma 28″ di equiparare i blogger privati (che non sono registrati come testata “responsabile”) ai blog giornalistici, con tanto di obbligo di rettifica delle informazioni entro 48 ore pena multa fino a 12 mila euro. Qui cosa dice, fra i tanti, Bruno Saetta.
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Il Post riprende una riflessione del Wall Street Journal sull’illusione di twitter nell’organizzazione delle manifestazioni dela “rivoluzione verde” in Iran l’anno scorso contro la rielezione di Ahmadinejad. Proprio vero che fu il social network a far riunire le persone nelle strade?
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BP: nulla di decisivo dal discorso di Obama di stanotte, salvo quello che vi avevo anticipato nella puntata di ieri (e i Democratici dicono che non ha spinto abbastanza sulla lezione sull’energia pulita implicita nel disastro della BP, i Repubblicani dicono che ha spinto troppo). Nel frattempo: seguita in diretta via twitter su diversi blog, si è tenuta ieri l’udienza esplorativa del Congresso con i presidenti delle cinque grandi aziende petrolifere – BP, Shell, Exxon, Chevron e Conoco; un bel fulmine ha colpito la nave di trivellazione che sta cercando di contenere la perdita nel Golfo provocando un incendio, rientrato in serata, operazioni riprese; il nuovo studio scientifico commissionato dalla Casa Bianca e divulgato ieri sera dice che la perdita è fra i 35 mila e i 60mila barili di greggio al giorno; un operatore telefonico del centralino BP a Houston dice, restando anonimo, che il centralino è falso e le migliaia di segnalazioni quotidiane da parte di comuni cittadini non vengono riferite a nessuno (naturalmente la BP nega); Mac McClelland per Mojo è andato a visitare uno dei centri di pulizia e recupero dei pellicani bruni a Fort Jackson in Louisiana (con foto). Sempre Mac fa un’altra delle gite non autorizzate dei corrispondenti di Mother Jones su una spiaggia dove sono in corso le operazioni di pulizia: accompagnato dal suo ex professore di letteratura, scopre alcune cose inquietanti - un delfino morto, il petrolio raccattato con gli asciugamani, e soprattutto le squadre sotto contratto per la BP gli fanno presente che “non c’è bisogno di vedere queste cose in fotografia”. Jason Linkins per Huffington Post trascrive i dialoghi di un video fra il visitatore- giornalista Scott Walker e un rappresentante della BP su una delle spiagge contaminate.
♫ Le musiche di oggi erano “Quello che non c’è” di Afterhours e “Trouble” di Ray Lamontagne
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:Barack Obama dallo Studio Ovale, blogger privati, BP, Bruno saetta, call center BP, centralino Bp, Chevron, comma 28, Conoco, ddl intercettazioni, divieto ai reporter, Exxon, Houston, huffington post, Il Post, incendio sulla nave BP, Jason Linkins, Louisiana, Mac McClelland, manifestazioni, Mother Jones, multe, nuove cifre sulla perdita, obbligo di rettifica, passaparola, petrolio, pulizia dei pellicani, riserve naturali, rivoluzione verde, Scott Walker, Shell, sopralluoghi non autorizzati sulle spiagge contaminate, Teheran, Texas, Twitter, udienze grandi 5 del petrolio, veterinari, Wall Street Journal
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