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terra tremante

martedì, marzo 2nd, 2010

chiesa_paganica2

L’impatto del terremoto in Cile si rivela sempre più grave col passare delle ore. Le vittime contate sono ormai più di 700, e nella difficoltà di mantenere i contatti e di riunire famiglie e amici separati anche da grandi distanze, i signori della tecnologia hanno avuto una buona idea. Google ha lanciato una nuova applicazione a disposizione di tutti, una sorta di bacheca virtuale dove affiggere gli annunci di chi cerca qualcuno, e quelli di chi ha informazioni su qualcuno. Dai 33 mila annunci di ieri siamo già ai 54 mila di oggi. Come potete vedere, l’aspetto dell’applicazione è molto facile. All’inizio si possono vedere soltanto le due caselle da riempire con i dati anagrafici della persona che si vuol cercare o segnalare, ma dietro la schermata il database incrociato mette in collegamento i due settori. Non si tratta di una vera e propria bacheca perché non ci sono elenchi pubblici visionabili, ma il database è effettivamente pubblico e come tale Google non può garantire l’esattezza delle informazioni. Pcrevenge spiega un po’ di cosa si tratta, e qui invece troviamo una piccola panoramica di come vengono utilizzati in questi giorni i social network nell’emergenza terremoto, e di come si sta comportando qualche rete televisiva.

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Fine settimana di mobilitazioni all’Aquila, sempre più partecipate nonostante l’apparente consenso al governo degli ultimi mesi. Carriole di macerie portate via dalla Zona Rossa del centro storico, e uno spirito di crescente mobilitazione. Ce lo racconta Miss Kappa, dando spazio sul suo blog ad altri due concittadini, una che scrive, l’altro che fornisce le immagini – anche i video potrebbero interessarvi.

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Repeating islands, un blog che racconta e commenta notizie dal mondo caraibico, riprende un articolo del Miami Herald di Andres Viglucci, che presenta un nuovo progetto a basso costo per fornire piccole residenze temporanee alle persone rimaste senza casa ad Haiti. La particolarità è che si tratta di un concentrato di design completamente autosufficiente, un’evoluzione di emergenza della roulotte, progettata da un architetto e urbanista di grido di Miami Andrès Duany e realizzata con un materiale innovativo (e brevettato) che si chiama InnoVida. In accordo con il governo di Haiti e le associazioni che si stanno occupando dei soccorsi, la ditta che produce queste abitazioni temporanee è in attesa di una conferenza di donatori che potrebbe coprire le spese di costruzione (circa 1000 dollari ad abitazione) dei primi 1000 prototipi che vuole donare alla popolazione haitiana. Guardacaso, però, la stessa ditta annuncia di aver stanziato 15 milioni di dollari in investimenti per costruire uno stabilimento di produzione di queste casette su suolo haitiano, dove nel frattempo i raccoglitori di riso locali si trovano per l’ennesima volta in competizione con il riso importato dagli Stati Uniti. Saremo influenzati dalle nostre infelici esperienze di appalti, ma la cosa puzza, e non a caso il ministro del turismo di Haiti, Patrick Delatour, si è dimostrato tiepido verso l’iniziativa, chiedendosi chi potrebbe pagare le nuove residenze una volta costruite.

Le musiche di oggi erano “Breathe” dei Pearl Jam e “Simblo do” di Ti Coca

Ecco la puntata di oggi:

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