giovedì, ottobre 6th, 2011

Logo creato stamattina. Da Jonathan Mac Long, 19 anni, designer, Hong Kong.
Fra i centomila tributi della rete a un uomo arabo-armeno, buddhista, vegetariano, nerd, figlio adottivo e grande visionario.
Da Twitter un racconto di stamattina dal blog di una mamma.
Da Vic Gundotra di Google, un aneddoto su una telefonata.
Dal blog di Walt Mossberg, “lo Steve Jobs che conoscevo“.
♫ Le musiche di oggi erano “Revolution 1″ dei Beatles (che litigarono con Jobs per la mela) e “The Magic” di Joan as Policewoman
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:Steve Jobs
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martedì, giugno 7th, 2011

Vi ricordate la storia di Amina – blogger , attivista lesbica e componente di una famiglia siriana molto in vista, salvata dal padre da un primo tentativo di arresto? Era stata lei stessa a raccontare sul suo blog la storia di quella notte pericolosa, e avevamo riportato qui il suo racconto. Ma stavolta gli uomini mascherati della sicurezza di Assad sono riusciti nel loro intento. Oggi la rete e i social media sono pieni di appelli sulla sparizione di Amina, avvenuta ieri notte – qui il post da Damasco di Nidaa Hassan per il Guardian.
Twitter è zeppo di commenti in tutte le lingue sulla presentazione ieri di Steve Jobs sulla nuova iCloud Apple, che si avventura verso la comunicazione fra download di iTunes e scaricamenti illegali o da qualunque fonte e la sincronizzazione di tutti i propri contenuti a prescindere dal supporto fisico. Commenti di approvazione, di titubanza, di preoccupazione per la consegna dei propri contenuti a una memoria virtuale. Bloomberg Business Week sostiene che Steve Jobs userà iCloud per smantellare la stessa industria che ha contribuito a creare.
E cominciato ieri a New York il Personal Democracy Forum (#PDF11 su Twitter), che discute di tecnologia, responsabilità degli individui e delle aziende rispetto alla rete, e inevitabilmente di attivismo web. Presenti fra i relatori molti dei tweep che seguiamo sulla timeline di Alaska. Il forum si può seguire in streaming video (dopo 5′ bisogna fornire il proprio indirizzo e-mail) ma qui e qui trovate il riassunto dei punti esplorati nella prima fase dei lavori.
Sulla timeline del Twitter di Alaska trovate il racconto momento per momento delle rivolte arabe, la #twitterevolution di Milano e l’avvio ai referendum.
♫ La canzone di oggi era “Lotus Flower” dei Radiohead
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:@alaa, Amina Abdallah, attivismo web, Bianca Bosker, blogger lesbica siriana, Business Week, cos'è iCloud, Damasco, diritti e responsabilità della rete, huffington post, iCloud, Mac OS X Lion, netzien, New York, Personal Democracy Forum, Ppale, presentazione iCloud Apple, rapimento di Amina in Siria, riassunto lavori PDF11, Steve Jobs, streaming Personal Deocracy Forum, The Guardian, Twitter
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mercoledì, novembre 17th, 2010

Apple e Apple hanno fatto pace. Ieri la notizia storica dell’accordo per il catalogo dei Beatles su iTunes – Steve Jobs, che è sempre stato un fan, ha tentato per anni il colpo grosso; ironicamente, invece, ha dovuto pagare cifre pazzesche di compensazione ai Beatles in tribunale per la violazione dei loro diritti sul nome Apple. Peter Lauria racconta tutto quanto nel suo blog del Daily Beast (e come sempre ve lo traduco qui sotto nel podcast)
Cosa succede ad Anobii, il social network dei lettori di libri? Il Post lo spiega e ci dà un’idea di quanto e cosa dovremo aspettare prima che i bug si risolvano.
♫ Le canzoni di oggi erano “Strawberry Fields Forever” e “Long and winding road” di certi Beatles
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:Anobii, Apple, Beatles, bug, iTunes, Steve Jobs
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giovedì, gennaio 28th, 2010

E se il contrario delle generalizzazioni di cui parlavamo ieri in occasione della Giornata della Memoria fosse l’empatia? Forse vi ricordate del nostro maestro di empatia, Roman Krznaric di Outrospection; per il nuovo anno ha postato sul blog della School of Life cinque buoni consigli su come mettersi nei panni degli altri (la traduzione qui sotto nel podcast)
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La foto qua sopra non è un fotogramma di Star Trek (anche se un po’ ci prova) ma Steve Jobs alla conferenza annuale di Apple ieri a San Francisco. Non che si abbia assoluto bisogno dell’aggeggio in questione, ma oltre ad annunciare di aver toccato 250 milioni di iPod venduti nel mondo, Jobs ha finalmente presentato il tanto vociferato tablet, un specie di iPhone della grandezza di un notebook, che leggerà video, musica, videogiochi, giornali e libri, e scriverà con una tastiera virtuale su schermo ad altissima qualità. Non si chiamerà iSlate come dicevano le voci, ma iPad, sarà messo in commercio fra due mesi e in America si appoggerà a un accordo telefonico con AT&T. Siccome ad Alaska abbiamo parlato spesso degli e-reader e di quello che significherà l’aumento esponenziale della loro diffusione per l’oggetto libro, ci siamo già imbattuti più volte nella chiacchierata nuova invenzione. Mentre qui trovate un riassunto delle virtù dell’IPad secondo Jobs, ci interessa di più capire il posizionamento del nuovo aggeggio rispetto al monopolio Amazon tramite Kindle. L’infaticabile Daily Beast e Alan Deutschman ci raccontano che anche se l’IPad è già stato presentato al pubblico, in realtà le trattative con gli editori per trovare un accordo che possa battere Amazon sono ancora in corso, con riunioni-fiume di più di dieci ore, ed effetti a cascata anche sulla politica dei prezzi di Amazon per gli e-book e sull’accessibilità del Kindle a software esterni. Ci ricorda anche che Steve Jobs è lo stesso uomo che aveva detto che il Kindle non sarebbe andato da nessuna parte… (la traduzione qui sotto nel podcast)
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Le musiche di oggi erano “In your hands” di Charlie Winston e “Dandelion” di Charlotte Gainsbourg
Ecco la puntata di oggi:
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Tags:accordi con gli editori, Alan Deutschman, Amazon, Apple, AT&T, cameriera in crisi, Daily Beast, e-reader, empatia, giornali, Giornata della Memoria, iSlate, Kindle, libri, musica, notebook, outrospection, Roman Krznaric, School of life, Steve Jobs, tablet, video, vieogiochi
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