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non solo pulisci, ma ci spieghi

venerdì, maggio 21st, 2010

(il capitano Preston Morris mostra le mani piene di petrolio mentre raccoglie campioni di superficie il 19 maggio – via Huffington Post)

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Tanti sono gli aggiornamenti sulla situazione BP/macchia di petrolio dopo la puntata di ieri che ci torniamo anche oggi. Vi ho messo qualche aggiornamento in coda al post precedente, ma oggi esploriamo i link e c’è qualche altra novità.

La fotografia che vedete qui sopra fa parte di una galleria che ha pubblicato ieri sera Huffington Post. Sono scatti che vanno dal 12 al 19 maggio. Potete vedere come la macchia di petrolio si presenta alla bocca del Mississippi, dove le acque del mare aperto si incrociano con quelle del fiume; gli esperti che raccolgono i campioni nelle provette; gli attivisti di Greenpeace che stanno protestando a Londra (la BP è inglese); le misure di emergenza per contenere l’arrivo della macchia sulle coste di Louisiana e Alabama, sacchi di sabbia calati dagli elicotteri, salsicciotti di contenimento a pelo dell’acqua; gli animali coperti di petrolio, i veterinari che cercano di ripulirli.

Nel frattempo ieri sera è arrivata da NPR la notizia che il Congresso ha ingiunto alla BP di trasmettere le immagini della fuoriuscita di petrolio 24 ore su 24 via webcam. E’ evidente che per l’opinione pubblica una cosa è vedere su YouTube un video registrato di 3 minuti della fuoriuscita e altra cosa è rendersi conto che quel getto sta fuoriuscendo in continuazione da un mese, tanto più dopo che gli esperti, come vi raccontavo ieri, hanno stabilito che si tratta di una massa di petrolio 15 o 20 volte più grande di quanto affermato dalla BP. Da stamattina le immagini dovrebbero vedersi sul sito della Commissione della Camera dei Deputati; peccato che in questo momento la pagina della Commissione non sia attiva (ieri funzionava), forse stanno caricando il video, riprovate.

E ancora: salta fuori che 6 ore prima dell’incidente la squadra esterna che doveva effettuare il test acustico delle pareti di cemento dell’impianto si era licenziata, facendosi riportare a riva a proprie spese, perché la BP non voleva chiudere l’impianto. Sei ore dopo la Deepwater Horizon è esplosa uccidendo 11 lavoratori. Lo riporta Thom Hartmann e ve lo traduco nel podcast qui sotto. Lo conferma David Hammer del Times-Picayune di New Orleans, addentrandosi nei dettagli complicatissimi dell’ispezione dei punti di sigillo nelle giunture delle pareti di cemento, e avanzando l’ipotesi che il pozzo non fosse nemmeno costruito secondo i progetti originari. Qui c’è anche uno schema ingrandibile di come è costruito il pozzo.

Peter Overby di National Public Radio posta oggi sul fatto che l’organismo nazionale che norma le trivellazioni offshore, la MMS,  adesso è di nuovo sotto scrutinio (traduco una sintesi qui sotto nel podcast)

Il Post sintetizza le riflessioni del New York Times sul conflitto d’interessi che si è creato nella normativa dopo il disastro della Exxon Valdez. Chi sporca pulisce, ma non è così semplice.

♫ Le musiche di oggi erano “Walking in the sun” di Fink e “Cavallo bianco” di Marco Iacampo

Ecco la puntata di oggi:

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