Posts Tagged ‘udienza BP al Senato’

uno schifo

giovedì, maggio 13th, 2010

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Mentre Obama decide di tassare di un centesimo al barile le compagnie petrolifere (perché la BP pagherà le “pulizie” fino a un certo tetto stabilito dalla legge) per finanziare le ancora lontanissime soluzioni del disastro ambientale nel Golfo del Messico, oltre a 5000 barili di greggio in mare ogni giorno da 23 giorni in qua la piattaforma Deepwater Horizon sta sputando un po’ alla volta anche i suoi segreti.

La Nasa ha già fotografato la macchia di petrolio dallo spazio, mentre i volontari della Louisiana Bucket Brigade hanno aggiornato la loro mappa dell’avvicinamento della macchia alle coste. Adesso, dopo aver subito innumerevoli pressioni dai media e dal governo, la BP cerca di fare un’operazione di “trasparenza” pubblicando per la prima volta una ripresa video del getto di petrolio emesso dal pozzo in profondità, la più grossa delle due perdite.

Ma nel frattempo salta fuori che i segnali d’allarme c’erano stati tutti. Oltre alla questione delle due valvole di sicurezza mai installate, e delle trivellazioni 7000 piedi più in profondità del consentito, il giorno stesso dell’esplosione la piattaforma non aveva passato un test di sicurezza: era stata rilevata la presenza di una formazione gassosa all’interno del tubo principale, quella che poi avrebbe portato all’esplosione. Invece di chiudere immediatamente le trivellazioni, la Deepwater ha continuato a pompare petrolio fino al disastro. La Associated Press racconta come tutte le scorciatoie della BP (le valvole di sicurezza mai montate, le crepe nel fondo di cemento, le tubature allentate, una batteria esaurita e mai sostituita) rivelino una pericolosa carenza di regolamentazione generale. Il blog di un indignato Richard Adams racconta l’udienza della BP presso la commissione di controllo del Senato – che ha preso tutta l’aria di uno “scaricabarile” (perdonate il gioco di parole) fra la BP (che gestisce la piattaforma), la Hallyburton (che l’ha installata) e la Transocean (che la possiede). Il Daily Beast fa un sunto delle proposte più estreme di soluzione del disastro arrivate da tutto il mondo.

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La questione degli accordi fra venditori di e-book, editori e piattaforme di lettura, soprattutto dopo l’ingresso sul mercato dell’iPad, è ancora talmente fluida che ne stanno capitando di tutti i colori. Se volete seguire un po’ le puntate precedenti come le abbiamo raccontate qui ad Alaska basta digitare “e-book” nella casella di ricerca qui in alto a destra. Una delle cose bizzarre è che le trattaive in corso per quello che rigurada i diritti dei libri cambiano ogni giorno, e può capitare di vedersi “requisire” un e-book già pagato. E’ da qualche settimana che Inkygirl, fumettista e blogger americana, sta cercando di risolvere (invano) una bella sorpresina che si è ritrovata come utente di e-book. In buona sostanza ha fatto uno dei suoi soliti acquisti digitali di un libro elettronico, ha cominciato a leggerlo, l’ha lasciato da parte per un po’, e quando è tornata ad aprirlo si è vista negare l’accesso: il suo libro, regolarmente pagato, non era più accessibile per “restrizioni geografiche”. Inkygirl ha contattato più volte il servizio di assistenza di Fictionwise/Barnes & Noble e si è sentita dire che la responsabilità non è loro e che la ricontatteranno quando avranno trovato una soluzione. Intanto, per ora, niente rimborso e niente libro. Alla sua maniera, Inkygirl ha raccontato la storia con una vignetta, fingendo che la stessa cosa accaduta con l’e-book fosse successa con un libro tradizionale:

Fictionwise

(clicca per ingrandire)

♫ Le musiche di oggi erano “Gli spietati” dei Baustelle e “Tornare a casa” di Marco Iacampo

Ecco la puntata di oggi:

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