Archivi tag: Biblioteca di Alessandria d’Egitto

“molto da imparare ancora tu hai”

Loro non lasciano la piazza, quindi noi non lasciamo l’Egitto. ieri di nuovo un milione di persone in piazza, di cui decine di migliaia che manifestavano per la prima volta, forse galvanizzate dalla liberazione di Wael Ghonim di cui raccontavamo nella puntata di ieri. Oggi su Twitter (e la comunità che state seguendo con il Twitter di Alaska si allarga ogni giorno) i manifestanti e i reporter che seguiamo ci dicono che stanno nascendo le prime proteste di gruppi di lavoratori in vista di un auspicato sciopero generale – operai, lavoratori dei ministeri, dipendenti delle aziende private di telecomunicazioni, operatori della rete del gas, al Cairo, Suez, Alessandria e in diverse città più piccole – intanto ai bordi di Tahrir qualche movimento sospetto di militari e polizia; anche nei giorni più tranquilli, ci sono arresti e morti da fuoco dei cecchini; in piazza oggi un appuntamento con un gruppo di architetti che pensa di organizzare le zone della piazza in vista di una protesta che durerà ancora parecchio, e un altro per una cerimonia di commemorazione per un giornalista egiziano ucciso la settimana scorsa. Sherine T di AlJazeera sta ricostruendo la lista di tutti gli scomparsi, un compito non facile perché ieri è circolata l’ipotesi che gli arrestati di questi giorni ammontino a più di 10mila). Questa è la lista degli scomparsi con notizie, indizi e orari preparata dal twitterer Samer Karam (ne ha contati 15, di cui solo 3 ritrovati – quando ho aperto questo file, ero la 4220esima persona). Anche oggi si pensa a cortei dalla piazza verso i palazzi del governo. Intanto Nicholas Kristof posta da piazza Tahrir per il New York Times su quello che pensa la gente del pericolo di una “deriva musulmana”; il grandissimo reporter Robert Fisk, che sta seguendo il Cairo per The Nation, posta qualcosa di finalmente concreto sulla leadership dal basso che si sta cercando di costruire in piazza. E fra le molte lezioni che possiamo trarre anche per casa nostra dal tumulto politico del Cairo, anche una piccola lezione (americana) che Americanablogtv (in italiano) ha scovato nell’intervista domenicale di Barack Obama due giorni fa con i giornalisti nemici della Fox, dove il suo intervistatore lo ha interrotto 48 volte.

♫ Le musiche di oggi erano “Rebel” di Arabyan Nights feat Lauryn Hill e “Sort of revolution” di Fink

Ecco la puntata di oggi:

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#Egypt

Ieri giornata campale sull’Egitto e dall’Egitto, soprattutto su Twitter, grazie a tutti coloro che hanno seguito i nostri aggiornamenti in tempo reale, è stata una giornata storica per i social network e un’innegabile emozione. Consiglio: oggi su Twitter seguite i giornali e la BBC. Intanto l’inviato di Radio Popolare, Roberto Festa, ha raggiunto il Cairo, seguitelo nei GR e nelle altre trasmissioni.

Oggi Internet sta tornando alla normalità, Amira Al Hussaini di Global Voices scrive in questi minuti: “the Internet is just back in Egypt, and one by one, Egyptian colleagues, friends and contacts are popping back online. The moment is huge and there is euphoria in the air” .

l coprifuoco nelle città è parzialmente alleggerito, e l’esercito chiede alla gente di liberare le strade, ma la strada è ancora lunga (intanto è in agitazione anche lo Yemen, e la Siria si preparara a una grande manifestazione di protesta contro il presidente Bashar Al-Assad). E’ il momento per tre riflessioni un po’ più “da lontano”. Elena Intra per Global Voices in italiano racconta cosa dicono sulla situazione egiziana i social media in Israele, che ha avuto e ha molto peso nelle decisioni politiche internazionali sul governo del Cairo. Valeria Bosco alle 4 del mattino ha fatto il punto sui blocchi di telefonia e internet. E Ingrid D. Rowland ieri ha scritto un inno alla leggendaria Biblioteca di Alessandria d’Egitto e ai ragazzi che l’hanno sorvegliata durante le rivolte, per la New York Review of Books (ve la traduco qui sotto nel podcast)

♫ La canzone di oggi era “The winter” dei Cake

Ecco la puntata di oggi:

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