l’e-book africano

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Questa settimana vorrei proporvi alcune delle ultime riflessioni che ho raccolto sul tema della crisi della libreria tradizionale, del comportamento degli editori sullo sviluppo degli e-book e dei dati di vendita che si stanno monitorando, aggiornando un tema che ad Alaska abbiamo trattato spesso. Di solito consideriamo il mercato anglosassone il campione di frontiera dei comportamenti di editori e lettori, e quello americano in particolare il campione di frontiera su tecnologia e vendite. L’Europa, come vi raccontavo qualche tempo fa, è ancora alle prese con le prime fasi della crisi di transizione, ma non ci chiediamo mai cosa sta succedendo al libro digitale in Africa, dove l’utilizzo di dispositivi mobili ha scavalcato l’arretratezza di diffusione dei computer, e dove si scrive e si legge molto e mercato al quale gli editori anglosassoni possono ambire. Oggi vi propongo un post di Ekenyerengozi Michael Chima, scrittore e blogger nigeriano, per The Creative Penn – non casualmente pubblicato poco dopo la morte del grande scrittore nigeriano Chinua Achebe. E qui trovate la spiegazione di cos’è il progetto Worldreader per la diffusione del libro elettronico in alcuni paesi africani.

Ecco la puntata di oggi:

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letture future

Leviamo gli ormeggi 2

Questa è l’ultima settimana di Alaska prima del palinsesto estivo, nella quale ci accingiamo a “salutare” alcuni blog e alcuni temi centrali della stagione. Vi ricordo che lunedì 5 luglio alle 12.40 riparte la nostra trasmissione con i diari di viaggio degli ascoltatori, Tre Uomini in Barca, che sarà naturalmente anche un blog, al quale potete iscrivervi mandando una mail per dire chi siete, dove pensate di andare quest’estate, da quando a quando, e con chi. In questi giorni ad Alaska mi raggiunge Leonardo “Leolino” Verzaro per varare la Barca come si deve.

Vi ricordo anche che durante i mesi estivi potrete continuare a ricevere qlc aggiornamento da Alaska su Twitter.

Anche la Barca ha il suo twitter.

Nel congedarci dai temi più rivelanti che abbiamo incontrato sui blog nel corso della stagione, come dimenticare la questione della lettura elettronica, degli e-book e degli aggeggi-gadget che si sono fatti la guerra a colpi di prezzi, di percentuali sui diritti d’autore e di accordi con le grandi case editrici, soprattutto fra Amazon e Apple. Per vedere e riascoltare tutti i post in cui abbiamo esplorato questo argomento, basta digitare “e-book” nella casella di ricerca nella barra qui a destra. Intanto ci sono alcune novità, per le quali attingiamo dal neonato Post (salutiamo anche loro!): mossa strategica di Amazon che abbassa del 27% il prezzo del suo Kindle, e una panoramica di pareri di utilizzatori eccellenti dell’iPad sull’aggeggio che ha spiazzato il mondo della lettura elettronica, e che è arrivato anche in Italia un mese fa.

♫ La canzone di oggi era “The sellout” di Macy Gray

Ecco la puntata di oggi:

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uno schifo

Grazie a tutti quelli che seguono Alaska su Twitter, abbiamo superato i 100 follower in meno di una settimana! Continuate a iscrivervi cliccando sull’icona del T-Rex qui a destra: riceverete salutini, anticipazioni e retweet a tema con gli argomenti di Alaska!

Mentre Obama decide di tassare di un centesimo al barile le compagnie petrolifere (perché la BP pagherà le “pulizie” fino a un certo tetto stabilito dalla legge) per finanziare le ancora lontanissime soluzioni del disastro ambientale nel Golfo del Messico, oltre a 5000 barili di greggio in mare ogni giorno da 23 giorni in qua la piattaforma Deepwater Horizon sta sputando un po’ alla volta anche i suoi segreti.

La Nasa ha già fotografato la macchia di petrolio dallo spazio, mentre i volontari della Louisiana Bucket Brigade hanno aggiornato la loro mappa dell’avvicinamento della macchia alle coste. Adesso, dopo aver subito innumerevoli pressioni dai media e dal governo, la BP cerca di fare un’operazione di “trasparenza” pubblicando per la prima volta una ripresa video del getto di petrolio emesso dal pozzo in profondità, la più grossa delle due perdite.

Ma nel frattempo salta fuori che i segnali d’allarme c’erano stati tutti. Oltre alla questione delle due valvole di sicurezza mai installate, e delle trivellazioni 7000 piedi più in profondità del consentito, il giorno stesso dell’esplosione la piattaforma non aveva passato un test di sicurezza: era stata rilevata la presenza di una formazione gassosa all’interno del tubo principale, quella che poi avrebbe portato all’esplosione. Invece di chiudere immediatamente le trivellazioni, la Deepwater ha continuato a pompare petrolio fino al disastro. La Associated Press racconta come tutte le scorciatoie della BP (le valvole di sicurezza mai montate, le crepe nel fondo di cemento, le tubature allentate, una batteria esaurita e mai sostituita) rivelino una pericolosa carenza di regolamentazione generale. Il blog di un indignato Richard Adams racconta l’udienza della BP presso la commissione di controllo del Senato – che ha preso tutta l’aria di uno “scaricabarile” (perdonate il gioco di parole) fra la BP (che gestisce la piattaforma), la Hallyburton (che l’ha installata) e la Transocean (che la possiede). Il Daily Beast fa un sunto delle proposte più estreme di soluzione del disastro arrivate da tutto il mondo.

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La questione degli accordi fra venditori di e-book, editori e piattaforme di lettura, soprattutto dopo l’ingresso sul mercato dell’iPad, è ancora talmente fluida che ne stanno capitando di tutti i colori. Se volete seguire un po’ le puntate precedenti come le abbiamo raccontate qui ad Alaska basta digitare “e-book” nella casella di ricerca qui in alto a destra. Una delle cose bizzarre è che le trattaive in corso per quello che rigurada i diritti dei libri cambiano ogni giorno, e può capitare di vedersi “requisire” un e-book già pagato. E’ da qualche settimana che Inkygirl, fumettista e blogger americana, sta cercando di risolvere (invano) una bella sorpresina che si è ritrovata come utente di e-book. In buona sostanza ha fatto uno dei suoi soliti acquisti digitali di un libro elettronico, ha cominciato a leggerlo, l’ha lasciato da parte per un po’, e quando è tornata ad aprirlo si è vista negare l’accesso: il suo libro, regolarmente pagato, non era più accessibile per “restrizioni geografiche”. Inkygirl ha contattato più volte il servizio di assistenza di Fictionwise/Barnes & Noble e si è sentita dire che la responsabilità non è loro e che la ricontatteranno quando avranno trovato una soluzione. Intanto, per ora, niente rimborso e niente libro. Alla sua maniera, Inkygirl ha raccontato la storia con una vignetta, fingendo che la stessa cosa accaduta con l’e-book fosse successa con un libro tradizionale:

Fictionwise

(clicca per ingrandire)

♫ Le musiche di oggi erano “Gli spietati” dei Baustelle e “Tornare a casa” di Marco Iacampo

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per non scomparire

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Da Global Voices in italiano, una segnalazione che riguarda le donne, ancor più interessante perché viene da un paese a cui sul web abbiamo pochissimo accesso, la Cambogia. Si tratta del primo portale in lingua khmer dedicato alle questioni femminili e all’accesso delle donne alle nuove tecnologie (ICP). Potete leggere qui il post integrale di Sopheap Chak, tradotto in italiano da Elena Intra, che contiene un’intervista con Manavy Chim.

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Dopo che abbiamo tanto parlato di libri elettronici, diciamo che a scopi di indagine ieri ho scaricato la versione per PC di Kindle e ho acquistato il mio primo e-book. Sono ancora scossa dall’esperienza (o non-esperienza?) – la velocità di ottenere il libro, la lettura a schermo, la smaterializzazione dell’oggetto – e mi riservo di addentrarmi negli effetti della cosa un po’ più in là. Alcune riflessioni, però, stanno diventando ossessive. Ci sta pensando anche l’autrice Blair Hurley, sul suo blog Creative Writing Corner, in cui scrive dell’effetto che potrebbe avere la diffusione di massa degli e-book sulla forma romanzo, sulla democratizzazione del contatto diretto fra autori e lettori e sulla ipotetica scomparsa delle figure editoriali di raccordo. Aveva postato sullo stesso argomento qualche tempo fa e adesso condivide alcuni commenti dei suoi lettori. Qui sotto nel podcast potete riascoltare la traduzione del suo post.

Le musiche di oggi erano “Constant waiting” di J.L. Pearce nella versione di Mark Lanegan e “Adesso è facile” di Mina e Afterhours

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bookspotting

reading on the subway

Oggi ci dedichiamo a post che riguardano i libri, anche se un po’ particolari.
Nel frattempo vi segnalo l’uscita in Italia del libro di Alain De Botton Una settimana all’aeroporto, e vi rimando al post di Alaska di qualche mese fa in cui raccontavamo del progetto di scrivere a Heathrow e del libro. E’ uscito in questi giorni anche il saggio di Jonathan Safran Foer Se niente importa, contro l’allevamento intensivo degli animali, che Alaska vi aveva presentato qui.

A proposito di edizioni elettroniche di libri che non sono più soggetti a copyright, abbiamo visto come alcuni e-reader che supportano una varietà di formati (non è il caso del Kindle) permettano di scaricare dalle varie library in rete titoli anche gratuiti o a pochissimo prezzo. La questione del prestito – da lettore a lettore – resta per ora irrisolta, ma man mano che le biblioteche si attrezzano per far fronte alla crescente diffusione degli e-reader, potrebbe emergere qualche situazione interessante. la prima che voglio segnalarvi è quella della leggendaria British Library, la biblioteca nazionale inglese con sede a Londra, che questo mese ha annunciato che metterà a disposizione dalla primavera più di 56 mila titoli di narrativa dell’Ottocento da scaricare in modo completamente gratuito. Dietro l’iniziativa, che segue a tre anni di digitalizzazione dei volumi, c’è un consistente finanziamento Microsoft e un enorme stanziamento statale. L’iniziativa è di grande interesse anche perché si tratterà delle edizioni originali di proprietà della biblioteca, alcune delle quali molto preziose, comprese di caratteri e illustrazioni originali.  Ci racconta i dettagli Richard Brooks, capo redattore arte del Sunday Times (la traduzione del suo post qui sotto nel podcast).

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Uno dei luoghi di lettura più eminenti è la metropolitana, e chiunque abbia viaggiato su quella di New York ha presente la quantità e l’eclettismo dei lettori che si possono incontrare. Una squadra di “spie” del mondo dell’editoria si è coordinata in un unico tumbler, Coverspy,  per raccontare quali titoli vengono “avvistati” sulla metropolitana della città. Ogni messaggio, inviato via twitter,  contiene: copertina a colori del libro avvistato e breve descrizione del lettore avvistato (età apparente, aspetto fisico, abbigliamento, eventuali cuffiette, posizione sul vagone e linea della metro su cui è stato avvistato). L’insieme degli avvistamenti, numerosi ogni giorno, crea una catalogazione meravigliosa di tipi umani e di varietà di letture. Naturalmente, la maggior parte dei libri sono in inglese o in spagnolo, spesso tascabili – ma non manca il turista che legge nella propria lingua madre, Calvino tradotto in inglese, Calvino letto in italiano, la tragedia greca letta in greco antico, i libri giapponesi o arabi. Sulla metropolitana di NY si legge di tutto, si direbbe, dalla narrativa per adolescenti al thriller appena uscito, dal romanzetto rosa al saggio sulla chirurgia del cervello, dai saggi di filosofia ai manuali sulla gravidanza. Per fare una panoramica di quello che è stato avvistato nel mese di febbraio, mi ha stupito la grande quantità di testi di approfondimento politico sull’attualità, e immagino non sia estranea alla grande quantità di opere di Salinger la recente scomparsa dello scrittore. Fra gli “avvistamenti”,  naturalmente, anche quelli di chi legge su Kindle, soltanto che nel loro caso è impossibile vedere la copertina o avvicinarsi abbastanza da cogliere titolo e autore. La cosa forse più misteriosa e rinfrescante di Coverspy è che con la miriade di razze che popolano la città, la razza non è mai un elemento dell’identikit del lettore. E’ un tumbler che riconcilia col mondo dei libri e dei lettori, e anche una buona fonte di suggerimenti di lettura. Chissà che qualcuno non se la senta di avviare un’operazione simile sulla metropolitana di Milano o di Roma. In puntata vi racconto qualche esempio di avvistamento ma potete guardarveli tutti nel link di Coverspy.

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Fra gli avvistamenti di Coverspy vi segnalo un libro che potrebbe incuriosire quelli di voi che si sono appassionati alle vicende della Cameriera in crisi alle prese con i suoi scostumati clienti. Si tratta di Waiter Rant di Steve Dublanica, che tiene anche un blog sullo stesso tema, qualche volta raccontando da cliente l’esperienza di chi come lui lavora a contatto col pubblico, facendo magari il cameriere o il commesso in un negozio.  Steve si occupava di marketing prima di cercarsi lavoro in un ristorante quando è rimasto disoccupato, e il suo libro è diventato un bestseller istantaneo. Nomi di ristoranti, e identità e aspetto delle persone, ci avvisa, sono stati cambiati, ma il resto è tutto vero. Ci sono anche “40 piccoli consigli per come diventare un buon cliente” e “80 segnali che state lavorando in un cattivo ristorante”. Ora potete seguire il suo blog qui.

Le musiche di oggi erano “Whooping Crane” di Lyle Lovett e “The book of love” dei Magnetic Fields nella versione di Peter Gabriel.

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artefatti

Simo Capecchi libro artefatto

C’è qualcosa che un e-reader non potrà mai restituirci con la stessa bellezza della carta: i libri illustrati. A maggior ragione quelli illustrati da noi, in copie uniche. Sì, potreste farli anche voi: per fare un libro artefatto basta (diciamo così!) illustrare a mano le pagine stampate di un libro creando il paesaggio che le parole evocano in voi. La nostra madrina del taccuino di viaggio e del taccuino condiviso, Simonetta Capecchi, che abbiamo sentito per Urban Sketchers e Sketchcrawl, posta sul suo blog le immagini di alcune pagine che potremmo definire “miniate” della sua ultima fatica: disegnare su Napòlide di Erri De Luca, così legato alla città che ama e disegna così spesso. Qui la copertina e due pagine di Un giorno e mezzo di Fabrizia Ramondino. In questo modo, il libro si accende e diventa completamente personale. Presto i suoi Libri Artefatti e quelli della collega e promotrice del progetto Caroline Peyron saranno in mostra a Napoli. Ancora una volta, Simonetta si mette in rete per un progetto condiviso. La sentite collegata con noi in diretta qui sotto nel podcast, dove ci racconta come un libro fatto e finito può diventare taccuino.

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A proposito di chi disegna, il mondo dell’arte contemporanea è nutrito ancora una volta dall’ingresso nelle gallerie della street art. Chi è Mr Brainwash, da dove viene, come lavora? E come se la caverà adesso che il passaparola ne sta facendo una star? Ripercorrendo le orme di Basquiat, di Keith Haring e del suo collega contemporaneo Banksy, Mr Brainwash ha appena inaugurato una mostra a New York, anche se sembra ancora molto lontano dalla contiguità con l’establishment artistico della città. Anthony Haden-Guest posta la sua intervista con Mr Brainwash, cercando di capire qual’è la sua visione del mondo (la traduzione qui sotto nel podcast).

La canzone di oggi era “In your hands” di Charlie Winston

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SonoPazziQuestiRomani

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Nel cinquantenario della nascita del popolarissimo Asterix, il disegnatore Albert Uderzo (sopravvissuto all’autore delle storie René Goscinny, scomparso nel ’77), ha rilasciato un’intervista a Le Figaro annunciando le sue intenzioni su come preparare il futuro del suo personaggio quando lui non ci sarà più. Lsdmagazine e Comicus raccontano l’annuncio nei dettagli e presentano la squadra che raccoglierà la sua eredità. Ma se i blog dedicati ai fumetti l’hanno presa allegramente, un po’ meno allegramente la prende la stessa figlia di Uderzo, inferocita con il padre che ha ceduto le edizioni di Asterix al gruppo Hachette e non rispetta l’integrità del suo personaggio. Sylvie Uderzo aveva parlato pochi giorni prima del padre, ce lo racconta ComicsBlog.

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Dopo la bagarre della settimana scorsa nella guerra dei prezzi e delle condizioni fra i venditori di e-reader/e-book e gli editori, siamo sicuri che la parte dei buoni la facciano  sempre gli editori? Nicholas Ciarelli avanza il dubbio che i Grandi Sei si stiano comportando con la stessa miopia delle ex grandi case discografiche al tempo della rivoluzione dell’mp3, e che il loro intento per ora sia solo quello di fare in modo che – mettendoli allo stesso prezzo – la vendita di e-book non intacchi quella già in declino dei libri cartacei.  Qui trovate il suo articolo originale, e la traduzione qui sotto nel podcast. Nel frattempo, GalleyCat segnala che Amazon ha presentato il suo kit perché gli sviluppatori di software possano creare nuovi programmi destinati al Kindle, espandendone così l’attuale, rigida struttura proprietaria.

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Attraverso la nostra blogger straniera in Brasile risalgo a un racconto sulla preparazione del Kiss In – il Beijaço – che si è svolto il 7 febbraio a San Paolo. Riogringa segnala un post di Globalvoices che racconta l’appuntamento alle cinque del pomeriggio di domenica, quando i manifestanti si sono dati convegno tramite Twitter all’angolo fra Avenida Paulista e Rua Augusta per protestare baciandosi contro le resistenze che sta incontrando la terza e storica edizione del Programma Nazionale per i Diritti Umani. Poiché la misura contempla il diritto alle unioni civili fra persone dello stesso sesso, la criminalizzazione dell’omofobia, la legalizzazione dell’aborto e l’adozione da parte di coppie omosessuali, la Conferenza dei vescovi cattolici brasiliani l’ha fortemente rigettata, con un buon seguito di stampa.

Le musiche di oggi erano “I’m new here” e “New York is killing me” dal nuovo album di Gil Scott-Heron

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Di meno è di più (e di meno per forza)

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Qualche tempo fa, durante le vacanze di Natale, vi ho proposto il blog di Simone Perotti, esempio italiano di persona che ha mollato tutto per abbracciare il downshifting, la “semplicità volontaria”. Mi sa che se l’è guardato anche il nostro DiversamenteOccupato, forse proprio dopo averne sentito parlare ad Alaska. Il suo è un blog sempre molto interessante, così come la sua visione del downshifting vista da una prospettiva reale e precaria, che ci ricorda che alcuni di noi alla semplicità volontaria ci sono più o meno obbligati. Leggetelo qui.

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Ormai abbiamo capito che la situazione editoriale che riguarda gli e-book è incandescente (se volete recuperare i tanti post precedenti in argomento, digitate “e-book” nella casella di ricerca qui a destra). Vale la pena continuare a seguirne le dinamiche perché probabilmente dagli assetti che si decideranno in questo periodo dipenderà come fruiremo dei libri nei prossimi anni. Vi ricorderete che c’era una questione legata ai prezzi (medi per gli acquirenti, troppo bassi per gli editori) stabiliti da Amazon per i libri in formato elettronico in vendita sul suo sito e destinati al loro e-reader esclusivo Kindle. Di quel prezzo fa parte anche, naturalmente, l’equilibrio fra  quali percentuali attribuire ad Amazon, quali alle royalties dell’autore e quali a quelle dell’editore, una serie di proporzioni su cui Amazon è costretta ad ammorbirdirsi adesso che a contrattare con gli editori c’è anche l’Ipad, perchè, come abbiamo visto, sono in corso furiose trattative anche di Apple con gli editori per assicurarsi una distribuzione di e-book che faccia concorrenza al Kindle. Ma arriviamo a oggi: sul blog dell’agente letteraria Rachelle Gardner mi imbatto in un post che si apre con la foto di due wrestler che combattono: sì, perché domenica su Amazon è successa una cosa bizzarra; tutt’a un tratto, alcuni libri erano scomparsi, non solo in formato elettronico, ma anche cartaceo. A ben guardare, si trattava soltanto di quelli della casa editrice MacMillan. Una ritorsione di Amazon, che dietro le quinte si stava azzuffando con quell’editore proprio sui prezzi degli e-book.  Dopo questo blitz, Amazon ha accettato le condizioni di MacMillan, ma la situazione di domenica ha illuminato quelli che potrebbero essere i chiari di luna del nostro futuro di lettori elettronici. Anche Motoko Rich e Brad Stone del NYTimes osservano quello che è accaduto. (le traduzioni del post di Rachelle e di quello del NYTimes qui sotto nel podcast). Da notare che in questa pur legittima battaglia dei prezzi, nessuno sta tenendo conto di quanto costa produrre un e-book rispetto a un libro cartaceo (per il quale bisogna considerare carta, stampa, distribuzione e spedizione al cliente).

Le musiche di oggi erano “Here I am” di Lyle Lovett e “Mrs Cold” dei Kings of Convenience

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