offiCina

Come promesso da qualche giorno, oggi parliamo di Cina. Ieri il Post segnalava un buffo paradosso, su un’intervista rilasciata all’estero dal premier cinese Wen Jiabao e poi censurata in patria. Intanto, confermata poco fa dall’annuncio ufficiale a Oslo la notizia che il Nobel per la Pace di quest’anno viene assegnato allo scrittore dissidente cinese Liu Xiaobo, in carcere per aver diffuso il documento Charter 08, in cui si chiedono riforme politiche, compresa la liberta’ di riunione, di stampa e di religione. Pechino ha già ammonito il Comitato a non fare una scelta del genere, ne’ per Liu ne’ per altri dissidenti o fautori dell’ingresso della democrazia in Cina, e i dissidenti non erano tutti della stessa idea sul Nobel, come ci racconta il blog protagonista della nostra puntata di oggi.

Un blog che dopo l’estate è cresciuto fino a diventare quasi una testata professionale, e di certo competente ed esaustivo in materia di Cina, è quello di Giada Messetti, nostra corrispondente da Pechino che nella scorsa stagione ci ha fornito tanti spunti interessanti. Vita, cultura, politica e società cinese sono raccontati in modo molto più esteso di quanto Giada non facesse già sul suo blog personale, e con la particolarità di essere raccontati in italiano. Offichina.com, indirizzo online di questa nuova “OffiCina”, è il blog che esploriamo oggi, approfittandone per farci raccontare da Pechino gli ultimi nodi importanti della vita del grande paese asiatico. Tutto quanto da riascoltare qui sotto nel podcast.

♫ La canzone di oggi era “One Two Three Four” di Feist

Ecco la puntata di oggi:

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la cenere negli occhi

Mentre noi eravamo avvolti dalla bruma di cenere del vulcano, dall’altra parte del mondo, invisibile alle cronache, il conteggio dei morti del terremoto nel Qinghai saliva vertiginosamente. Quando abbiamo sentito in diretta Giada Messetti la settimana scorsa erano 400. Adesso sono saliti a più di 2000. E la storia non finisce qui. Torniamo a collegarci in diretta con lei a Pechino (e potete riascoltare la sua corrispondenza nel podcast qui sotto)

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E se gli aiuti alimentari ad Haiti fossero ormai troppi? Lo ipotizza la CBS, che analizza le reazioni del governo haitiano al flusso di cibo in arrivo dagli Stati Uniti che rischia di stravolgere il mercato interno. Non è l’unico tipo di aiuto in arrivo, ma è quello che potrebbe inceppare la ripresa economica dopo il terremoto. Lisa Paravisini riassume (ve la traduco qui sotto nel podcast)

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Google ha pubblicato una mappa che documenta lo stato della censura su Internet nei vari paesi, basata sulle richieste di rimozione dei contenuti che riceve il grande motore di ricerca. In testa alla classifica il Brasile, ma i livelli di lettura potrebbero essere tanti, legati all’aumento dell’utilizzo della rete, alla proporzione fra dimensioni della popolazione e contenuti online e a molte altre variabili. Intanto questa è la finestra dell’Italia (via Tiziano Caviglia):

Le musiche di oggi erano “Equestrienne” di Nathalie Merchant e “The loop” di Emma Pollock

Ecco la puntata di oggi:

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energia…

Vertice sul nucleare a Washington: gli osservatori si congratulano con Obama per il piglio strategico e sottile che sta dando agli incontri (qualcuno lo descrive come l’antitesi di Bush), e oggi il Daily Beast titola: “un’altra pazzesca vittoria” del presidente, che nei colloqui di ieri con il presidente cinese Hu Jintao gli avrebbe strappato la promessa di unirsi agli Stati Uniti nelle sanzioni all’Iran sul programma nucleare. Dunque…. In Cina le cose non vengono riportate proprio così, e adesso anche i quotidiani occidentalii stanno correggendo il tiro. Hu Jintao terrà un discorso oggi a Washington, e nel frattempo la nostra blogger da Pechino Giada Messetti ci fornisce alcune chiavi alla lettura della sua partecipazione al summit (potete riascoltare il collegamento con Giada da Pechino nel podcast qui sotto)

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Dal Brasile Riogringa ci racconta di un testimonial d’eccezione contro la diga idroelettrica di Belo Monte. Ma prima diamo un’occhiata in rete alla storia del progetto della diga e del movimento che sta cercando di contrastarla (post di Raffaele Urselli).

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Ecco cosa racconta Riogringa dal Brasile sulla diga… per fan di Avatar e di Alien (qui sotto nel podcast potete riascoltare la traduzione del suo post)

Le musiche di oggi erano “Whooping crane” di Lyle Lovett e “Rise” di Eddie Vedder

Ecco la puntata di oggi:

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la goccia

siccità

(foto Ansa)

La Cina di questi giorni non è soltanto la battaglia su Google. La nostra vedetta a Pechino, Giada Messetti, posta sulla siccità che sta lasciando senz’acqua decine di milioni di persone. Mentre una parte dei cinesi si arricchisce allineandosi alle elite europee e americane, un’altra parte della popolazione viene lasciata indietro, aumentando il divario fra ricchi e poveri. Qui sotto nel podcast potete sentire il nostro collegamento in diretta con Giada.

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Radio Popolare segue intensamente le questioni legate al movimento contro la privatizzazione dell’acqua. Il blog che ha dedicato all’acqua raccoglie le notizie di rilievo sul movimento, sui problemi dell’acqua nei comuni italiani, sulle iniziative internazionali. Proprio pochi giorni fa, come sapete, si è celebrata la Giornata Mondiale dell’acqua, e questo è il post che la racconta.

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Fra le tante indicazioni di blog che mi mandate, ieri ne ho notata una un po’ particolare, il blog di Lola Torres. Lola, che ha pubblicato un libro di ricette emotive, è una creatura poliedrica che di mestiere sta facendo la “portinaia occasionale” (anche voi come me non sapevate che esistesse?). Il suo blog è un diario di osservazioni, istantanee di vita condominiale, squarci su cortili segreti, neve e pioggia, vita sui mezzi pubblici, Milano. Questo è il suo post di oggi.

Le musiche di oggi erano “I’m new here” di Gil Scott-Heron e “Timshel” di Mumford & Sons

Ecco la puntata di oggi:

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impedimenti

goojie logo

Il legittimo impedimento passa alla Camera. Che si dice sui blog? Uno sobrio, e uno arrabbiato.

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Google cinese e motori di ricerca autoctoni, questione di diritti civili o di vil denaro? Nel frattempo, la nascita di Goojie, e poi il Dalai Lama e tutto il resto. Il groviglio dei rapporti fra Usa e Cina si infittisce e non è detto che le questioni che riguardano la rete siano separate da quelle politiche vere e proprie; aveva cominciato a spiegarcelo qualche puntata fa la nostra superblogger a Pechino, Giada Messetti, con cui oggi torniamo a collegarci per fare il punto (sentite il suo racconto qui sotto nel podcast). Nel frattempo sui media americani il nucleo delle preoccupazioni riguarda le questoni interne e al massimo Haiti, la Cina non è nemmeno fra i titoli principali. In Cina, le osservazioni di Giada sono frutto come sempre di un collage fra le impressioni tratte dalle fonti cinesi e quelle tratte dai media occidentali.

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Vi aspetto domani con una riflessione importante su Haiti!

Le musiche di oggi erano “In your hands” di Charlie Winston e “Little lion man” dei Mumford & Sons

Ecco la puntata di oggi:

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Un anno nella Casa e la fuga di Google

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Per Obama è passato un anno dall’insediamento alla Casa Bianca. Le letture politiche del primo anno del suo mandato differiscono molto fra l’Europa, dove hanno più peso le grandi speranze pacifiste che avevano circondato la sua vittoria elettorale, e gli  Stati Uniti, dove le questioni più calde sono la crisi economica, la riforma sanitaria, il peso delle lobby in parlamento, e il rapporto fra Repubblicani e Democratici, e dove le riflessioni a un anno di distanza non si fanno adesso ma sono state fatte nel primo anniversario delle elezioni, lo scorso novembre.  Nel frattempo la popolarità del presidente nei sondaggi cala, i Democratici perdono il seggio che era di Kennedy nel Massachussets, e già si parla di fine della politica bipartisan. Qui trovate una linea cronologica dell’operato di Obama giorno per giorno nel corso del primo anno di mandato. e qui una serie di articoli di vario segno sul bilancio del suo operato. In occasione dell’ anniversario dell’insediamento vi propongo un pezzo della blogger più potente di tutti gli Stati Uniti, Arianna Huffington, la giornalista da cui prende il nome il blog-magazine informatissimo e tagliente The Huffington Post. Arianna metteva a confronto il motto della campagna che fu (l’Audacia della Speranza) con il titolo del racconto autobiografico di quella campagna pubblicato appunto a novembre dallo stratega David Plouffe in un libro ( “l’Audacia di Vincere”) – con quello che invece le sembra il motto sottinteso dell’attuale strategia di Obama: la Timidezza di Governare. Nel post, il resoconto del suo incontro di quei giorni a Washington con David Plouffe  (traduzione e riassunto qui sotto nel podcast)

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La nostra Piumetta, alias Giada Messetti, scrive da Pechino che è nell’aria la chiusura del motore di ricerca Google, che minaccia di ritirarsi dalla Cina dopo il compromesso con il governo che fece nel 2006. Dai precedenti interventi di Giada sappiamo che la fruizione attuale del motore di ricerca è già a macchia di leopardo, ma una chiusura totale cosa comporterebbe? E cosa cela dal punto di vista commerciale? Come verrà utilizzato dal punto di vista dei diritti di espressione, e cosa ha intenzione di fare il governo cinese? Ci siamo collegati con lei in diretta.

La canzone di oggi era “The void” di Jay Farrar e Benjamin Gibbard (tratta da Big Sur di Jack Kerouac)

Ecco la puntata di oggi:

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Mormorii

pia jane bijkerk floating book

Si chiama Pia, è una giovane fotografa di design d’interni, e come molte sue colleghe ha una doppia vita. Mentre per vivere, e anche per viaggiare, fotografa le case degli altri per le grandi riviste internazionali di arredamento, tiene anche un blog molto personale, nel quale lancia i piccoli libri di cui è art director. Come molte sue colleghe, ha un occhio da scenografa, un immaginario molto più intimo di quello che il lavoro giornalistico le consente di mostrare, ed è sradicata. Australiana di origine olandese, si è trasferita presto a Parigi, dove ha conosciuto il suo fidanzato francese, con il quale si è trasferita ad Amsterdam. Sul suo blog trovate un diario della vita sui canali, in forma di foto straordinariamente delicate, spesso Polaroid, e di testi un po’ sognanti. Ecco il suo resoconto di come ha scoperto la piccola casa galleggiante dove abita adesso, godetevi nella puntata qui sotto anche i suoni che registrato dalla finestra sul canale, e quelli di lei che suona il pianoforte a bordo.

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Avete seguito di certo in questi giorni le notizie dalla Cina sulla visita di Obama, il suo incontro con Hiu Jin Tao e i vertici economici, la delusione sull’avanzamento delle questioni ambientali, la nascita fra le righe del governo bi-polare del mondo. Qui ad Alaska, come sempre, cerchiamo di capire com’è stato vissuto questo evento politico da qualcuno che vive lì, e i paradossi della comunicazione, reperibile e non, di queste giornate cinesi. Lo facciamo con Giada Messetti collegata in diretta da Pechino, che potete riascoltare nella puntata qui sotto.

E in chiusura, a furor di popolo, torna la cameriera in crisi, alle prese con una bizzarra richiesta sul kebab…

le musiche di oggi erano “Map of the world” dei Monsters of Folk e “House where nobody lives” di Tom Waits

Ecco la puntata di oggi:

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buoi dei paesi tuoi

campanella

Con l’aria che tira, mi sembra carino cominciare il diario di oggi con una piccola citazione da Blogghino:

“Non vedo l’ora che si arrivi alla frutta. A me la frutta piace, e poi fa bene.”

Ieri cadeva il Blog Action Day. Il tema di quest’anno era l’ambiente, naturalmente qualcuno ha aderito e qualcuno no, ma trovate comunque centinaia di post che hanno raccolto l’idea del tema. Fra gli italiani ho scelto Soloparolesparse, che ha postato, con tanto di trailer in lingua originale a proposito di un film sudcoreano che arriverà presto anche da noi – Old partner, che uscirà in italiano come Il suono della campanella. Un esempio di collaborazione fraterna fra uomo e animale.

Il 1° ottobre in Cina cadeva il sessantesimo anniversario della Rivoluzione, con tutte le sue implicazioni. La nostra Giada Messetti posta da Pechino cercando di restituirne l’atmosfera e le implicazioni. Mentre noi possiamo vedere il suo blog, lei non può vedere Alaska. Oggi ci siamo collegati in diretta con lei per saperne di più, e anche per farci raccontare dell’oscuramento dei social network in questi giorni particolari. Potete riascoltare il suo racconto nel podcast qui sotto.

Senza maniiii! Con la Fiera del Libro di Francoforte in pieno svolgimento, si rianima il fitto chiacchiericcio sui nuovi formati di lettura. Dopo l’e book arriva il T-book. Lo produce un italiano, Fausto Pasotti, ma per ora esistono solo 6 testi. Non so se il T Book entrerà mai nelle nostre vite, anche se di sicuro il signor Pasotti ci spera. Se chiedete a me, il T book  è un incrocio fra un blocchetto verticale da reporter e una cartella colore delle vernici, è scritto piccolo piccolo, in Tahoma, con due anelli laterali in cui infilare un dito per sostenerlo anziché tenerlo nel palmo della mano. Qui la descrizione, con sapidi commenti in fondo al post, e il video illustrativo dell’inventore.

Le musiche di oggi erano “Take my heart” di Chris Isaak e “Emily’s heart” di Jamie T

Ecco la puntata di oggi:

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