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il colore dei soldi

Manca una settimana alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti: possibile ribaltamento degli equilibri al Congresso, forti timori per la performance democratica, la guerra dei finanziamenti, il lavorìo del Tea Party e il ritorno di Sarah Palin, le pressioni repubblicane per rimuovere Nancy Pelosi dal ruolo di speaker della Camera, referendum importanti in California, e ovviamente banco di prova per il presidente Obama, che deve sfoderare tutte le capacità di persuasione che lo avevano fatto vincere nel 2008 mentre dietro le quinte briga con i finanziatori della campagna. Questa settimana ad Alaska ogni giorno qualche storia dai dintorni della selvaggia campagna elettorale.

Prima, alcune fra le risorse che useremo, e che possono essere utili anche a voi: i 50 account di Twitter, da destra a sinistra, da seguire secondo il superblogger del Guardian Richard Adams per capire cosa si muove intorno alle elezioni di mid-term. Lo stesso Richard tiene un blog ora per ora su quello che succede nella campagna elettorale. Un blog in italiano da consigliarvi e da esplorare, quello di Nonmfup, che si occupa con grande perizia della comunicazione politica in Usa e Inghilterra. L’Economist ha creato una bellissima mappa interattiva degli Stati Uniti per la distribuzione dei posti al Congresso. MoJo invece vi propone una mappa dei seggi al Congresso distribuiti non per partito, ma per settori che li finanziano.

Per cominciare diamo un’occhiata all’utilizzo degli spot elettorali, Il Post riprende l’edizione online del Christian Science Monitor con i dieci spot più bizzarri della campagna per il mid-term (ci sono tutti i video). Ve li raccomando perché ho visto coi miei occhi una pecora scontornata ergersi sopra un prato in cima a una colonna dorica.

Intanto Nonmfup posta i video che Spike Lee ha creato per la campagna Lean Forward della MSNBC. Non sono spot elettorali, ma tagline per il canale online; ma una zampatina la danno, quando fra le immagini di gioia quotidiana, di sopravvivenza e di progresso ci infilano Martin Luther King, una cabina elettorale e l’immagine di Barack Obama che sale sul palco a Chicago dopo l’annuncio della vittoria…

Suzy Khimm dà un’occhiata atterrita alla cifra raccolta per la campagna da Karl Rove – viene in gran parte da pochi grandi donatori di destra che potrebbero decidere da soli la fisionomia del Senato.

♫ Le canzoni di oggi erano “These are my hands” di Jimmy Gnecco e “Paralyzed” dei Crash Test Dummies

Ecco la puntata di oggi:

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