ti denunzio! [zio ematitos cover] – la sigla della campagna
flaier – pdf da stampare ed incollare all’ingresso degli esercizi commerciali
fac simile – il modulo da fare firmare prima di lasciare la borsa
hanno il diritto di non farmi entrare in un esercizio commerciale se non deposito la borsa all’ingresso?
dipende. in generale la giurisprudenza ritiene lecito chiedere all’utente di depositare i propri effetti personali solo quando questo sia necessario da ragioni di sicurezza. ad esempio, nelle banche, per prevenire rapine oppure negli stadi per questioni di ordine pubblico.
nel caso in cui queste necessità non sussistano, di solito non è consentito chiedere alle persone di depositare i propri effetti personali. questo perché, in base ad un raffronto fra principi contenuti nella costituzione, non è possibile imporre delle limitazioni di carattere personale per tutelare un bene patrimoniale. ad esempio, obbligarti a lasciare la tua borsa a fronte di un timore che tu possa commettere furti non sembra essere corretto da un punto di vista di prevalenza degli interessi. viene prima il diritto personale di quello patrimoniale.
tutto questo però vale solo nel caso in cui si stia parlando di luogo pubblico o luogo aperto al pubblico, ossia un supermercato, un negozio, un locale. secondo tale definizione, l’accesso ad un luogo pubblico o aperto al pubblico, come del resto il deflusso, è libero, e non può essere sottoposto a restrizioni. ovviamente tutto cambia nel caso in cui si tratti di un luogo privato ad esempio, un club.
si capisce bene con un esempio. in un locale aperto al pubblico, non può esserci selezione all’ingresso ad esempio sulla base del vestiario, anzi, può addirittura essere un reato [art. 610 c.p., violenza privata]. in un club privato invece sì.
la vigilanza ha il diritto di aprirmi la borsa?
gli addetti alla vigilanza non sono pubblici ufficiali e quindi non possono eseguire nessun tipo di perquisizione [art. 13 cost. e testo unico leggi pubblica sicurezza]. la polizia stessa può farlo solo in presenza di specifiche condizioni.
l’unica cosa che possono fare è chiederti di aprire la borsa o tasche, ma tu sei libero di farlo o no a tua discrezione. a quel punto, se a fronte del tuo rifiuto ti impongono di fare qualcosa contro la tua volontà [aprire la borsa, svuotare le tasche etcetera] rischiano di incorrere nella figura di reato della violenza privata [art. 610 c.p. chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni].
nel caso in cui ci sia addirittura una qualunque forma di costrizione fisica [ad esempio, l’addetto alla sicurezza ti trattiene, oppure ti impedisce di lasciare il negozio] potrebbe incorrere nel reato di sequestro di persona [art. 605 c.p. chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni].
in ogni caso gli addetti alla sicurezza non hanno alcun potere coercitivo o ispettivo, ma solo funzioni di prevenzione e osservazione. la loro funzione è di costituire un deterrente, da un lato, e dall’altro è quella di avvisare gli unici soggetti autorizzati a compiere funzioni di pubblica sicurezza e di polizia nel caso in cui siano commessi reati.
cosa si può fare oltre a protestare?
si può provare a lasciare la borsa chiedendo all’addetto dell’esercizio di firmare una assunzione di responsabilità rispetto a danneggiamento o furto. in genere tale richiesta fa si che vi lascino entrare con la vostra borsa, non essendo autorizzati a firmare alcuna assunzione di responsabilità.
hanno il diritto di trattenermi in mancanza di flagranza di reato?
no. non ne hanno il diritto. non lo avrebbero nemmeno in caso di flagranza di reato, poiché l’arresto compiuto da privato – non sono addetti di polizia – è permesso solo in presenza di delitti con un minimo di pena non inferiore a 5 anni o di altri reati precisamente indicati ed il furto semplice non è tra questi. possono chiederti di fermarti lì, ma non possono importelo, altrimenti compiono, a seconda che ti ostacolino o proprio ti mettano le mani addosso, i reati di cui agli artt. 610 e 605.
[a cura di francesca scotti - confconsumatori lombardia]
alcune note della redazione di mentelocale
[si, lo sappiamo, la mettiamo giù un po' dura]
queste poche righe non vogliono essere una istigazione al furto. anzi!
innanzitutto si tratta di riappropriarsi di una dimensione pubblica. chi gestisce un esercizio commerciale è uso ribadire ad ogni occasione utile che si tratta di uno spazio privato, dimenticando che gestire un .pubblico esercizio. comporta sì diritti, ma anche doveri, fra i quali quello di non limitare l’accesso in base a discriminazioni di qualsiasi tipo [eppure certi controlli riguardano solo, o soprattutto, neri, stranieri, ragazzi].
è inoltre inaccettabile che si riversi su ogni avventore un problema che non necessariamente lo riguarda, ovvero i ladri. i furti negli esercizi commerciali fanno parte del cosiddetto .rischio d’impresa. ed è intollerabile che venga fatto scontare ai clienti, per di più con metodi illegali. certo, ognuno di noi può dimostrare spirito di collaborazione con la sicurezza ed accettare determinate pratiche, se crede, ma questo non può e non deve essere un obbligo.
gli addetti alla sicurezza fanno solo il proprio lavoro e spesso non sono nella posizione di rifiutarsi di seguire direttive che vengono dall’alto, anche se queste violano la legge [tantopiù se queste violazioni non vengono percepite come tali dagli stessi clienti].
ma aldilà del fatto che .ho solo eseguito gli ordini. è una scusa vecchia e già sentita, se fossero di più i clienti che dicono .no., i gestori dei singoli esercizi commerciali si renderebbero conto che tali politiche sono controproducenti [sta succedendo nelle banche, dove i clienti privilegiano le agenzie in cui la sicurezza è invisibile e non invasiva. molte banche ora costruiscono in questo modo le loro nuove agenzie].
non abbiate il timore che adottare tale linea di condotta comporti necessariamente continui litigi ogni qualvolta entrate ed uscite da un centro commerciale. gli addetti alla sicurezza sanno benissimo cosa possono e cosa non possono fare. di fronte ad un rifiuto, di norma, non insistono. amenoché non si ritengano sicuri di avere fra le mani un taccheggiatore, magari perché lo hanno visto attraverso le telecamere. è buona norma quindi evitare di sventolare articoli del codice se non si è nel giusto, giacché la pratica esercitata dalla sicurezza resta illegale, ma la denuncia per furto a quel punto sarebbe certa.
per finire. si fa un gran parlare di legalità, concetto che viene assunto da ogni parte come unità di misura di ogni comportamento umano. benissimo. la legalità deve però riguardare tutti, compresi, soprattutto, chi dovrebbe essere preposto a mantenerla.
