CAST: il castello delle storie di Montagna

Il Parco nazionale dello Stelvio e il Parco delle Orobie Valtellinesi (ma anche molte altre valli e foreste della Valtellina) sono splendide montagne da vivere e da raccontare. E sono proprio ‘racconti’ ad essere ‘esposti’ al Cast, acronimo di Castello delle Storie di Montagna. E’ un nuovo museo interattivo dedicato alla città di Sondrio e alle sue vette, inaugurato lo scorso 6 ottobre. Il nome ・dovuto al fatto che il museo ha la sua sede in due ali del Castello Masegra, che risale al periodo medievale del capoluogo lombardo. A dispetto della sua antica cornice, il Cast si presenta al pubblico con l’allestimento all’avanguardia progettato dal collettivo milanese Studio Azzurro  e con la curatela di un grande narratore di viaggi e montagne come Marco Albino Ferrari. “Il castello è di epoca medievale e finalmente vediamo i frutti di un lavoro che è iniziato nel 2013 – ha spiegato Michele Diasio, assessore al Turismo e alla Promozione territoriale del Comune di Sondrio -. Oggi siamo fiduciosi nella capacità del Cast di soddisfare la passione degli appassionati e avvicinare anche i più giovani attraverso installazioni multimediali ed esperienze interattive, coniugando storia e tecnologia”.
L’allestimento del CAST è articolato su tre piani. Il percorso di visita non è obbligato, ma può essere personalizzato a seconda che il visitatore si senta più arrampicatore o esploratore dell’ambiente. Per esempio il secondo livello, situato al primo piano, racconta l’alpinismo e con esso il desiderio dell’uomo di spingersi in alta montagna attraverso un viaggio vertiginoso sulle Alpi, sui colossi himalaiani e del Karakorum, sui picchi della Patagonia, tra i ghiacci dell’Alaska e dell’Antartide. Una sorta di scalata che culmina in un tributo a tre icone della storia dell’alpinismo: Alfonso Vinci, Carlo Mauri e Walter Bonatti. Il terzo livello, allestito al secondo piano, è dedicato all’ambiente naturale, alla sua conservazione e alle aree protette, mentre un itinerario virtuale fra le diverse specie e gli habitat delle montagne è reso possibile grazie alla sala del castello circondata da finestre che offrono una veduta d’insieme sulla valle.
Castel Masegra non è l’unica magione storica in questo segmento di arco alpino e per il loro recupero / conservazione è fondamentale il ruolo del FAI, basti pensare a Castel Grumello, un maniero che deve il suo nome al dosso roccioso (grumo) sul quale è stato edificato. Un ruolo, quello del FAI – Fondo Ambiente Italiano che si estende anche su realtà ambientali apparentemente marginali, come gli alpeggi Talamona e Pedroria.

INFORMAZIONI E BIGLIETTI
Il Cast  è visitabile da giovedì a domenica dalle 10 alle 18 (biglietto d’ingresso 7 euro; 5 euro ridotto; 2 euro per ragazzi dai 14 ai 25 anni). Per sapere di più sul museo e per i contatti: http://www.visitasondrio.it/site/home/vivi/cast-a-castello-masegra.html

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